approfondimenti
varie
La storia di Lise Meitner
di Maristella Cavallo
Un trono: sul trono, l’uomo ed imperatore Hirohito; sotto, Hiroshima , Nagasaki e tutto il mondo, in fiamme.
Ma a tutt’altro pensava la ragazzina Lise Meitner, che verrà duplicemente derubata dei suoi meriti di scienziata: primo, per un Nobel mancato, senza neppure il riconoscimento morale di quel premio da parte del suo compagno di ricerche; secondo, perchè con dolore vide i suoi studi immediatamente applicati a risolvere le brutture della belligeranza umana, che pretende di fare la Storia, la quale è compluvio delle storie dei singoli.
Per questo non sono entrata nella stanza-dei-bottoni , ma ho preferito guardare nel cuore di due persone, un uomo ed una donna, le cui esistenze ad un certo punto divergeranno con la 2a Guerra Mondiale ed eleveranno delle trincee: l’ uno contro l’ altra.
Gli storici , per mestiere, sono attenti ai venti di guerra; io – da comune mortale – mi sono messa in ascolto e fra quelle trincee sentivo soffiare il vento della paura.
E’ tutto quello di cui ho parlato in questo articolo pubblicato su “ Lo Scudo”, il giornale della mia città, a Gennaio 2010. Uso qui i buoni frutti della nostra terra, l’oliva e l’anguria, per dare ai miei concittadini un’idea della fissione nucleare.
Vi prego… non meravigliatevi! Che potevo fare?... E’ dalla bianca Ostuni che io vengo…!
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Commenti
Vorrei ringraziare il prof. L.Angelini(Pres. del CCdL di Fisica-U.di Bari) per aver stimolato questa precisazione. Così pure il prof. A.Garuccio (Pro-Rettore della U.di Bari), in qualità di direttore del Cismus, Museo delle Sc., ove lavorai come studentessa part-time ed appresi, appunto, della storia di L. Meitner nei nostri colloqui tra docente e studenti.Quella storia me la son portata dentro e quell'esperienza mi ha premesso di vivere l'Università un pò meno come luogo esamificio o part-timeficio.
Ci tengo infine a dire che, chiaramente,
la prima e l'ultima parte dell'articolo sono romanzate, perciò riferimenti a fatti o persone sono da considerarsi "delocalizzati" in tutt'Italia e in tutt'Europa, quindi meri strumenti di iperboli narrative.
Ancora grazie !
Da un lato, queste goccie di memoria mi hanno reso contemporaneo di Lise Meitner, dall'altro, oggi bagnano il solco della mia anima e nutrono in essa i semi della santità e della giustizia.
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