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archivio articoli informazione Il lavoro di mantenersi informati

di Silvio Daneo

Informati o… “deformati”?

Locandina Quarto PotereL’anno in cui nacqui usciva il film Quarto potere.
Lo vidi poi da ragazzino e mi piacque molto. Mi  aperse gli occhi, nonostante la tenera età. E’ considerato da molti critici il miglior film mai prodotto nella storia del cinema. Era la terza prova di Orson Welles dietro la macchina da presa.

Al venticinquenne Welles, star del teatro e della radio, si presentò l'occasione di realizzare in toto il proprio film, servendosi come spunto della vita di William Randolph Hearst, tra i titani dell'editoria americana degli anni '30. Ne deriva un'aperta e feroce critica alla società contemporanea, alla cultura del danaro e allo strapotere dei media.

Sono passati 68 anni. Il film si potrebbe riproporre tale e quale, cambiando forse il nome del protagonista, ambientandolo in più paesi dei vari continenti. In Italia sarebbe perfetto, credo …

Sono sempre stato un grande appassionato dell’informazione, fin da bambino. Di conseguenza ho spontaneamente considerato le persone disinformate per scelta o per indifferenza come individui colpiti da rachitismo intellettuale e di conseguenza incapaci di dare un contributo efficace alla società, a prescindere dal ruolo che svolgono.

Oggi, con la incredibile quantità e varietà di mezzi che  sono a disposizione di tutti, l’essere informati non può essere considerato un optional  ma un preciso dovere.

Sono spesso rimasto edificato ed anche un po’ sorpreso nel constatare che in ordini religiosi, sia maschili che femminili, di stretta osservanza come quelli di clausura, i monaci e le monache sono  bene aggiornati sulle vicende del mondo contemporaneo, si avvalgono di mezzi moderni; considerano ciò un elemento importante della vita consacrata. Il senso completo di ogni consacrazione, infatti, dopo la scelta esclusiva di Dio, è l’appartenenza alla comunità dei credenti ed all’umanità intera per la quale offrono la preghiera, la sofferenza a Dio e prestano i più vari servizi.

Se sono informati addirittura coloro che hanno liberamente scelto di  non “essere del mondo”,  pur restando “nel mondo”, a maggior ragione lo dovrebbero essere tutti gli altri!

Vengo al punto.
E’ ancora possibile, oggi, in Italia per esempio, essere davvero informati? Non si corre piuttosto il pericolo di ritrovarsi “deformati”?  Non è un gioco di parole ... E’ piuttosto un invito a fare alcune considerazioni, con  relative scelte.

Perché essere correttamente informati? Perché solo in questo modo si potrà essere sufficientemente liberi e consapevoli per fare delle scelte giuste, usando il “proprio” cervello, la “propria” coscienza, sensibilità, mettendo in pratica i “propri” valori, onde evitare di fare delle scelte “pilotate” da altri, se non addirittura di essere ”deformati” come conseguenza di un costante “lavaggio del cervello” subito inconsciamente e passivamente,  immagazzinano  la “spazzatura” offerta in abbondanza proprio dai media!

Come fare per essere “correttamente” informati?  Oggi è una impresa assai ardua! Penso che sia più prudente e realistico dire che non avremo mai la certezza di essere davvero informati circa la verità dei fatti. Ma si può almeno evitare di diventare “deformati”. Per esempio,  non fidandosi ciecamente di quella o quell’altra fonte di informazione, verificando regolarmente l’affidabilità delle notizie che sentiamo, confrontandole con altre fonti, mantenendo un senso critico nel valutare gli avvenimenti, nell’analizzarne le varie versione che vengono offerte.

Mi pare essenziale , oltretutto,  mantenere una continuità nel tenersi aggiornati. Se si legge una notizia qua e là ogni tanto, ci si deve considerare “male informati”.
Non è ammissibile che una persona si consideri aggiornata e bene informata  solo perché vede “un” telegiornale sullo stesso canale tutti i giorni o legge “quel” quotidiano  e gli basta ed avanza … Tristemente sono troppe le persone che si limitano a ciò e sono poi, forse,  informate peggio di coloro che non sentono e non leggono nulla.

Oggigiorno non possiamo più fare finta di non sapere che i media sono “pilotati”, hanno dei “padroni”,  con i conseguenti enormi interessi, ideologie, partiti politici,  ecc.   La situazione attuale dei media  è quindi l’ingrandimento di ciò che il celebre film “Quarto potere” denunciava già nel 1941!

Un cittadino “maturo”, di qualsiasi schieramento politico faccia parte o simpatizzi, non può bere passivamente tutto il veleno che viene quotidianamente somministrato attraverso i media. Occorre assumere un ruolo attivo, usando il discernimento, non prendendo come verità tutto ciò che ci viene offerto, fosse anche scritto sul bollettino parrocchiale … Ho letto delle notizie criminosamente distorte anche su certa stampa cattolica! … Non è accettabile l’atteggiamento di “L’ha detto il parroco, o l’onorevole tale; l’ho letto sul mio quotidiano preferito, l’ho sentito al telegiornale, l’ho visto su internet, ecc.”. Peggio ancora: “L’ho sentito dire dalla mia amica, me lo ha detto mio marito, lo dicevano sull’autobus stamattina, e via dicendo…”.
Troppa gente si è disabituata a “pensare”! Troppi giovani non hanno mai imparato a farlo.
Milioni di persone comperano ciò che “impone” loro la pubblicità, vestono come i “modelli” a cui si ispirano,  visti e stravisti in TV, portano i capelli come la tale o talaltra “star” . C’è chi paga una barca di soldi per andare qualche giorno su di una  spiaggia desolata ed inquinata a Santo Domingo solo perché è “trendy”  mentre si sarebbe trovato assai  meglio al Lido di Ostia, pagando solo l’autobus per arrivarci. C’è chi si farebbe tatuare la nuca o fare il piercing all’ugola se fosse più “figo”. Si potrebbe continuare a lungo …
E’ lo strapotere dei media!

Ritornando all’informazione e concludendo, credo sia un dovere grave di  ogni “cittadino”  degno di questo nome , essere  “sveglio” ed intraprendente nel fare il possibile per essere correttamente informato su tutto ciò che è importante, evitando di lasciarsi “deformare”, annullare, spegnere dai detentori del “quarto potere".



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Commenti  

 
0 #1 Serafina Geraci 2009-09-19 22:04
Grande quello che hai scritto, Silvio! Io voglio focalizzare anche un'altra questione grave, che sta ancora a monte, rispetto a quanto dicevi...: una grande quantita' di genitori oggi, confondendo loro per primi cosa e' bene e cosa e' male, non sa cosa sia da trasmettere ai figli.
E un'altra questione e': quali occhiali inforcare per discernere e orientarsi fra tanti stimoli che giungono ai propri sensi?
I monaci e le monache di clasura di cui parlavi sono quelli che dimostrano di avere chiaro dove puntare il timone della loro vita, lavorando per non andare alla deriva, ossia aiutandosi con il ricorso frequente alla Parola, alla Tradizione, al Magistero, al Papa...
Intanto sono felice che altri, in questo caso tu, colgano aspetti su cui anch'io rifletto, anche se spesso, quando capita di accennare a discorsi del genere, molte persone cominciano a difendersi, come se si sentissero aggredite... Penso che il problema è che per lavorare al "pensare e discernere" occorra spesso fermarsi, ritagliarsi tempi di solitudine e riflessione... e per molti questo richiederebbe un radicale cambio di stile di vita (e per questo si sentono aggrediti).
In fondo, i claustrali hanno scelto uno stile di vita che per chi e' "fuori" (tutti noi) potrebbe essere considerato come "paradigmatico".
Un caro saluto e a presto.
Serafina
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