Text Size
archivio articoli informazione Arsenico e vecchi sospetti

di Chiara Bernasconi

"La miglior diplomazia è la verità"

Provette di laboratorioDa qualche settimana sui media rimbalzano ricostruzioni di complotti; dalle pagine esalano miasmi da Basso Impero, in un trionfo di retroscenologie e in un diluvio di condizionali, a scanso di querele.

Dopo aver cannoneggiato per giorni sulle prime pagine – a suon di eroiche lettere anonime e di veline sgrammaticate – fino a far rotolare teste innocenti di "cristiani ingenui" (cito Igino Giordani), ecco un battere in ingloriosa ritirata con trafiletti bene imboscati e volentieri ignorati, così che i danni fatti dalle calunnie restano insanabili.

E' tutto un dire e non dire, un dire a nuora perché suocera intenda, un insinuare e lasciar credere per poi smentire con calcolata lentezza, un giocare a rimpiattino dietro gli anonimati e i "si dice".

E' un far balenare dietro cortine di spavaldo perbenismo o di felpata ipocrisia scenari di serpi che tramano, iene che ghignano, sciacalli in fase di super-lavoro ed avvoltoi che aspettano il loro turno.

Non mancano i professionisti del sospetto, che sembrano avere un immenso piacere nel cucinare e rimestare a lungo minestre di fango, con un misto di disgusto e di insano compiacimento, insaporendole – quando rischiano di venire a noia – col pepe di illazioni all'arsenico. 

Fatto sta che in tutte queste ricostruzioni non si capisce dove stia la verità. Sembra piuttosto che il filo delle astuzie e delle bugie abbia costruito un bozzolo che imprigiona ed oscura la mente di tutti, paralizzandoci nello scacco matto dello sconcerto, del cinismo, dell'impotenza.

Senza verità, non ci si fida più. E non solo dei comunicatori – il che già è grave – ma del prossimo in generale. Ma se muore la fiducia nell'altro, siamo alla jungla. E diventa così buio che l'uomo non riconosce più l'altro uomo come un suo simile, ma lo guarda come una cosa, una pedina da togliere di mezzo o da piazzare per averne un tornaconto. Homo homini lupus. E' questo che vogliamo?

C'è chi dice che si tratterebbe di pure fantasie e che la miglior cosa sarebbe dunque il silenzio. Non ne sono così convinta. Almeno un "morto" c'è stato (Boffo); quindi ci deve essere un movente, un killer e magari pure un mandante. Il silenzio fa il gioco dei serpenti. E non fa guarire le piaghe. Le lascia incancrenire, casomai.

Come uscire allora da questa paralisi e da questa atmosfera avvelenata? Mi è ritornata in mente una frase fulminante: "La miglior diplomazia è la verità" (cito ancora Giordani).

Non il silenzio, non le astuzie, non le politiche studiate e calcolate. La verità. E' quella che ci "farà liberi". Liberi dai bozzoli di veleni e bugie. Liberi di apparire per quello che siamo, di guardarci in faccia, di assumerci la responsabilità di eventuali errori e debolezze, di dire "chiedo perdono" se abbiamo sbagliato, di ricostruire un tessuto di rapporti di fiducia.

Si racconta che durante la seconda guerra mondiale due contadini col loro carro trasportassero armi per i partigiani, nascondendole sotto carichi di fieno. Incappati in un posto di blocco, vengono fermati da un soldato che domanda sospettoso: "Cosa trasportate su quel carro?". "Armi", rispondono. Il soldato per un momento li guarda incredulo, poi scoppia a ridere: "Armi, già! Andate, burloni…". Missione compiuta senza sotterfugi e bugie, e salvando pure la pelle.     

Certo, non sempre chi avrà il coraggio di raccontare la verità sarà creduto e la passerà liscia; dire la verità potrebbe costare qualche carriera e qualche poltrona. Ma "a che giova all'uomo guada-gnare il mondo intero (figuriamoci dunque una carriera!) se poi perde la propria anima"?
Io – lo confesso – voglio restare una di quegli "ingenui" che alla verità ancora ci credono e se la aspettano.



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! TwitThis Joomla Free PHP

Commenti  

 
0 #5 agv 2010-02-10 20:44
:sad: forse la "squadra di casa", ha giocato male e male continua a giocare se aggiunto al clamore della comunicazione ufficiale della S. Sede! forse, per quanto affetto si posa nutrire per i "propri ragazzi", se stanno giocando male cosa di meglio ci può essere che un sereno esame di coscienza, sempre che si ritenga di averla... e dire la VERITA', a prescindere dagli interessi di bottega. Quanto all'Ordine dei giornalisti poi, alla vocazione per la comunicazione che manifesta chi ne continua a mantenere i privilegi, lasciamo perdere và, che è meglio, forse.
Citazione
 
 
0 #4 antonietta 2010-02-10 20:39
sì, Chiara, sono d'accordo. ci vuole il coraggio della verità, che aiuti anche persone come me a non perdersi nel polverone.grazie!
Citazione
 
 
0 #3 Chiara B. 2010-02-10 19:56
Grazie a Raf per quanto ha scritto. Solo una precisazione, a scanso di equivoci: la mia "squadra di casa" non è né a destra né a sinistra, ma vorrei che fosse in alto e nel profondo.
E poi: la mia riflessione vale ovviamente per tutti i "morti", anche se ha preso le mosse da questa concreta situazione dolorosa. Tutto qui.
Citazione
 
 
0 #2 Raf57 2010-02-10 18:47
Chiara, sono d’accordo. Servono comunicatori che abbiano il coraggio di scrivere la verità, con chiarezza. Anche quando è “politicamente scomoda”. L’attacco a Boffo (che ipotizzava le dimissioni del premier, dopo i casi Noemi e D’Addario), avvenuto pochi giorni prima del Meeting di Rimini (nel corso del quale il fatto è stato ignorato…) è tipico di un certo tipo di “giornalismo” (si può definire tale?) nostrano, che – “in tempi opportuni” - attinge dai propri “archivi” episodi avvenuti anni prima (e mai denunciati...), allo scopo di minacciare, ricattare potenziali avversari.

Credo che questa malsana e diffusa abitudine vada evidenziata e stigmatizzata, senza pregiudizi “di schieramento”.

Forse alcuni proclami, pubblicati in questi giorni a difesa di Boffo – assieme alle pressioni su Feltri per chiarire fonti e contenuti - avrebbero potuto essere più tempestivi.
Forse un richiamo all’Ordine dei Giornalisti, che sembra interessato a garantire privilegi “di casta” e contributi dalla classe politica più che ai fini per cui è stato creato (art. 2: "...è obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede") sarebbe opportuno.
Forse saremmo più credibili se denunciassimo questo “rimestare nel torbido” anche quando il “morto” non gioca per “ la squadra di casa”.
La partita non è tra destra e sinistra, ma tra chi difende uno stile di vita fondato su privilegi (Alitalia, nomine pubbliche, numero e stipendio dei parlamentari...), frodi allo Stato e ai contributi europei, etc e chi si batte per un Paese migliore tra l’ostilità e l’indifferenza di molti.

Non lasciare soli questi coraggiosi comunicatori richiede coraggio...e spirito di verità.
Citazione
 
 
0 #1 michela 2010-02-10 13:38
grazie, verità parola sconosciuta in questo mondo dei sotterfugi, delle apparenze, degli arrivismi.
lucida la presa di posizione, stiamo tra gli ingenui, senza dimenticarci che la NOUS, l'intelligentia, ce l'hanno anche loro, magari più pura!
Citazione
 

Ultimi commenti

  • RiflessiONE - 51
    :sad: Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
    27.01.12 17:14
    di raffaello
  • RiflessiONE - 51
    :-| Senza voler demonizzare questa forma di turism...
    26.01.12 12:16
    di Maria Pia
  • RiflessiONE - 51
    :eek: Si infatti sembra che l'unico colpevole sia ...
    18.01.12 19:41
    di loredana
  • RiflessiONE - 51
    :cry: Tutti si accaniscono,a ragione,contro il com...
    17.01.12 16:29
    di raffaello carli
  • LA FOTO - Foto d'epoca
    :roll: Bella la foto,si vede che era un'epoca da v...
    06.01.12 11:56
    di raffaello carli

Utenti online

 38 visitatori online

RSS Syndicator

NetOne NetOne