E' proprio un “catalogo” di critiche quello lanciato da coloro che si oppongono all'attuale sforzo del Presidente Obama per riformare il sistema sanitario degli USA,. oggi in maggior parte privato.
Tra queste obiezioni, la più alta ed emotiva, forse, sorge da parte di alcuni conservatori che screditano ogni parte del piano del Presidente che include una qualche forma di “public option” . Il loro lamento è: “Ma questo è socialismo!”
Questa particolare critica, che a volte si alza a livelli isterici, si basa storicamente sulla cultura di questo paese che ha miticamente fatto sacra l'idea di un individualismo selvaggio e di una economia di libero mercato come valori a cuore della stessa America.
La problematicità di queste critiche è che la loro protesta sfida l’evidenza di due luminosi esempi di programmi federali di supporto, che da lungo tempo hanno un alto successo: il fondo pubblico pensionistico “Social Security” e il programma assicurativo pubblico per i pensionati, il “Medicare” .
Ignorando questo fattore, i crociati dello “spaventati dal socialismo”, puntano invece l'indice contro l'Europa ed evocano una grottesca immagine di una stagnante Europa in bancarotta che è stata rovinata dalle sue proprie pratiche di socialdemocrazia.
In un articolo di questa settimana sul New York Times, l'economista Paul Krugman ha scritto un energico rifiuto a queste critiche dell'opposizione. Krugman, che è stato professore di economia sia alla Stanford University che al MIT ed ha ricevuto il Nobel per l’economia nel 2008, cita una lista di statistiche che comparano Europa e USA e che rilevano importanti pareggi nei successi ottenuti dalle due economie.
Ecco una dichiarazione introduttiva di Krugman:
“La realtà che viene dall'Europa è nei fatti l'opposto di quanto i conservatori dichiarano: l'Europa è un successo economico, e quel successo dimostra che la socialdemocrazia funziona”.
Concludendo, Krugman scrive che l'esempio europeo, invece di mostrare il fallimento, mostra chiaramente che “giustizia sociale e progresso possono camminare insieme”.
Un articolo da Il Sole 24 ore
La riforma sanitaria di Obama - 1
La riforma sanitaria di Obama - 2
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
Senza voler demonizzare questa forma di turism...
Si infatti sembra che l'unico colpevole sia ...
Tutti si accaniscono,a ragione,contro il com...
Bella la foto,si vede che era un'epoca da v...| home | mappa del sito | contatti | privacy | note legali | Login | cerca |
2010 NetOne
Questo/a opera e' pubblicata sotto una Licenza Creative Commons
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Annette Löw - webmaster@net-one.org
Commenti
Dunque un doppio standard per un discorso che in realtá difense interessi. Si tratta del pacchetto di idee professate dal neoliberismo ma che da tempo é chiaro che valgono solo per alcuni, non per tutti. L'intero Occidente ricco, mentre predica il mercato libero, ha sussidiato i propri prodotti al ritmo di quasi 1 miliardo di dollari al giorno (300 miliardi annuali), facendosi beffe delle disposizioni dell'Organizzione Mondiale del Commercio.
Mi pare allora che il dibattito in corso negli USA é una buona occasione - e Krugman e J. Stiglitz ne sono un esempio - per rimettere in discussione: cosa si intende per libero mercato e qual'é il ruolo dello stato nell'economia.
RSS feed dei commenti di questo post.