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Panel 3 - Prospettive per una svolta nell'informazione

Sperimentazioni e dialogo

Clara Mariel
Servizio Informazione Focolari, Venezuela


Da tempo il Venezuela vive una polarizzazione politica molto forte, tale da dividere la popolazione in due, in contrasto con la natura accogliente e pacifica di questo popolo. Ci sono stati molti episodi di violenza, mentre i tentativi di dialogo di varie forze politiche sono sempre caduti nel nulla. Il questo contesto i mezzi di comunicazione hanno assunto un ruolo importante, con sfumature apertamente politiche, schierandosi da una parte e dall'altra.

Il senso di sgomento generalizzato è stato poi alimentato dal bombardamento di notizie contrastanti che hanno aumentato il clima di conflittualità. Una situazione purtroppo non molto diversa di quella che si vive in altre nazioni, dove sono gli interessi economici e politici a condizionare la forma e i contenuti dell'informazione.

Come membri del Movimento dei Focolari, nel nostro ruolo di audience, abbiamo cercato innanzitutto di non lasciarci trascinare dalle molteplici informazioni, ma di sviluppare un atteggiamento critico, che significava: informarci di persona, scendere in campo, facendo sentire anche la nostra voce. Capivamo che proprio in questo contesto di grande conflittualità, la fraternità doveva essere il nostro metodo, e il criterio delle nostre scelte.

In vari momenti, insieme ad altre organizzazioni civili, abbiamo preparato dei "comunicati" da diffondere attraverso i mass media, per sottolineare il bisogno di impegnarci insieme per diffondere una cultura di pace e di rinconciliazione. Abbiamo partecipato ad assemblee e manifestazioni pubbliche, quando c'è l'ha dettato la nostra coscienza. In un periodo di violente manifestazioni contro le politiche del governo, anche noi siamo scesi in strada coi nostri manifesti sulla fraternità, per chiedere la pace, la riconciliazione ed il rispetto dei diritti democratici. Il nostro stile di manifestare, innovatore e aperto al dialogo con tutti - fra di noi c'erano persone simpatizzanti sia del Governo che dell'opposizione - ha avuto un impatto nei mezzi di comunicazione sociali, che hanno sottolineato proprio questa caratteristica pacifica della manifestazione.

Particolarmente significativa è stata l'idea del Congresso "Insieme per il Venezuela", organizzato coi principali Movimenti Ecclesiali del Paese ed altre Associazioni. Il programma dell'incontro è stato fatto sulla falsa riga della Giornata "Insieme per l'Europa", svoltosi quest'anno a Stoccarda, dove si è presentata la rete dei Movimenti come modello di unità per la società.

Nel clima di violenza e di oltraggi particolarmente accentuati di quei giorni, poteva apparire temerario proporre al Paese un incontro aperto a tutti per parlare di fraternità, ma come ha detto una delle organizzatrici: "Non potevamo avere paura, ne' tentennare, altrimenti avremo il rimorso di aver avuto la possibilità di fare qualcosa e non lo averlo fatto".

La proposta di fraternità è riecheggiata con tutta la sua potenza rivoluzionaria, come risposta concretissima all'attesa d'autenticità e l'evento ha avuto una eco molto positiva nella stampa, sono stati pubblicati vari articoli e alla giornata è stato anche dedicato un servizio televisivo in un canale nazionale.

Questo atteggiamento di ascolto verso tutti ci ha portato a convertirci in diffusori di quelle notizie positive che a livello internazionale ci arrivavano. Abbiamo messo in azione un piccolo ufficio stampa e a partire di questa esperienza è nato un dialogo profondo con diversi giornalisti, fatto di ascolto, di piccoli gesti, che va al di là del semplice scambio di notizie. Diversi di loro ora condividono con noi questo anelito di fraternità e lo vogliono attuare nella loro professione. Ci aiutiamo reciprocamente ad andare avanti nelle scelte fatte.

Ecco qualche frutto, vi racconto ad esempio l'esperienza fatta da HEIDI HERNÁNDEZ (Lei è responsabile dei programmi sociali che sostiene uno dei quotidiani più importanti del Paese a livello nazionale)

Ecco quanto scrive:

«Per via della crisi politica il quotidiano dove lavoro è diventato l'emblema dello schieramento di opposizione al governo, ed ha assunto una posizione diametralmente opposta. Con l'aggravarsi della crisi si è arrivati addirittura ad atteggiamenti molto aggressivi sia da una parte che dall'altra.

Uno dei progetti del nostro giornale é un programma che promuove nelle scuole il giornale scolastico attraverso brevi corsi di giornalismo indirizzati agli insegnati, si tratta di un programma a livello nazionale. Purtroppo, per via della situazione politica, è successo che nelle Regioni dove il governo locale è di maggioranza simpatizzante con la politica Presidenziale, le condizioni di lavoro per noi sono diventate quasi impossibili. Era più facile lasciar cadere questa iniziativa e portarla avanti solo nelle regioni dove il governo locale è formato dai partiti di opposizione. Ma... più forte ancora era l'esigenza di cercare la via del dialogo.

Quindi, con grande pazienza, abbiamo accettato tutte le condizioni, pur di non rompere, nonostante situazioni assurde come corsi dove erano più i supervisori del governo, che i partecipanti. Anche dentro il giornale era difficile sostenere questa situazione, ma ciononostante, partendo sempre da un atteggiamento di dialogo, siamo riusciti a superare questi momenti e a conquistare la fiducia di tutti. Incredibilmente il Governo ha voluto assegnare al nostro programma un premio, proprio per essere riuscito ad andare avanti nonostante la situazione di conflittualità. Poche settimane fa' abbiamo potuto realizzare un incontro col Ministro dell'Educazione, per stabilire accordi di collaborazione, una cosa che in questo momento politico del Venezuela sa veramente di miracolo.

Poi, per iniziativa del nostro giornale è stato lanciato poi programma sociale per la costruzione di biblioteche popolari. La novità sta nel fatto che una buona parte dei libri per fornire le biblioteche è stata donata dai nostri lettori, inoltre si è costituita, sempre fra i lettori, una rete di volontari per la catalogazione dei libri, creando così uno spazio di dialogo e di scambio fra loro e il personale del giornale.

Un'altra esperienza l'ho fatta in un'altro quotidiano, di target molto popolare, la cui caratteristica era che tutti i giorni nella pagina centrale c'era una mega foto di una donna nuda. Ho proposto di sostituire quella pagina, al meno una volta la settimana, per un inserto infantile. Sorprendentemente la proposta è stata accettata, ma la sorpresa più grande, per la direzione del giornale, è stato costatare che da quel momento in poi sono aumentate le vendite. E, di conseguenza, anche il nudo degli altri giorni, piano, piano è stato sostituito da altri inserti».
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