Media e Violenza 

Ximena Sanchez
Rete di Società Scientifiche Mediche del Venezuela, responsabile della comunicazione nell’area della salute


Sperimentazioni e dialogo - "Violenza e media"

Ho l'impressione che questo rapporto che si è stabilito fra di noi mi aiuta a vedere le cose in un modo nuovo, nella prospettiva della fraternità e ad agire di conseguenza.

Una esperienza:

Come abbiamo sentito prima, in Venezuela i mezzi di comunicazione sono diventati protagonisti della violenza politica. Tante volte più che denunciarla sono stati partecipi di essa. La TV, la radio, la stampa, il cinema, internet, ci bombardano continuamente, senza il nostro consenso, violando la nostra integrità.

A partire di questo concetto, ho fatto un parallelo fra Medicina e Mezzi di Comunicazione, sottolineando come le due vocazioni hanno la stessa missione: il benessere del singolo, del suo intorno e della comunità. Questo lavoro è stato presentato in un congresso, organizzato dalla Rete di Società Scientifiche Mediche del Venezuela, col titolo "Violenza: un problema di salute ". Il lavoro era indirizzato al pubblico in generale, ed aveva lo scopo di generare una riflessione sulla manipolazione della notizia fatta dai diversi mezzi di comunicazione, e come essa aumenta gl'indici di violenza e danneggia la salute della popolazione in generale. È stato un richiamo al dialogo e alla responsabilità di tutti di fronte alla situazione di violenza che si stava generando in quel momento. Lo scambio d'impressioni che si è suscitato poi è stato molto positivo e profondo e la tematica è stata considerata nuova ed attuale.

Oggi, due anni dopo l'inizio di questo stato di violenza, viviamo una situazione più ponderata, ma purtroppo non meno aggressiva. Lo spazio per temi educativi, sia nell''area della salute come in altre di profondo interesse, sono molto pochi, ma sento che il mio impegno deve essere quello di aprire spazi al dialogo e ad una informazione costruttiva. Proprio quest'argomento è stato il nocciolo di una mia conferenza svolta la settimana scorsa in un Congresso Medico a livello Latinoamericano. Ho potuto sottolineare il bisogno di trovare vie costruttive, di pace e amore, dove è indispensabile scoprire ciò che è fraterno anche nell'opposto.


Studio su "Violenza e media"

I Mezzi devono essere parte della Cura Integrale

Da Ultraman a Mazinger Z si sta parlando di violenza nei mezzi di comunicazione. Magari voi non ricordate -10 anni fa'- a Walter Martínez1 quando presentò l'immagine di un politico americano acusato di corruzione che si sparava davanti alla telecamera, e nonostante avesi raggionate spiegazioni per trasmetterla, la sola immagine ci ha violentato. Ciò per non parlare delle ormai classiche immagini dei saccheggi del 27 F2, della tragedia di Vargas3, delle Torri Gemelle crollando, dei morti del 11 Aprile4 e l'elenco potrebbe essere infinito.

Più in la dei cantoni animati che incitano alla violenza, della cronaca nera o dei programmi che fanno della miseria umana uno spettacolo, oggi i nostri mezzi sono parte di una violenza che va più in là della dennucia e la riflessione.

Ovviamente, i mezzi di communicazione devono dennunciare le situazinidi violenza che si suscitano quotidianamente, perchè la denuncia è alla diagnosi come la soluzione alla terapia. Però la dennucia ha bisogno di un'analisi ponderato, così come la diagnosi ha bisogno della storia clinica e di una serie di esami, per non fare degli errori e applicare la cura sulla base delle evidenze. Sto cercando di collocare nel vostro linguaggio il bisogno di obbietività davanti alla situazione violenta del nostro Paese.

I mezzi di communicazione stanno formando parte -con o senza raggione - del dibattito politico.

Venezuela è passata di essere il Paese meno notizioso di Latinoamerica al primo generatore di notizie del continente. Ma, purtroppo le notizie poche volte sono buone, perchè i giornalisti siamo stati creati per dennunciare le brutte cose, per fare di un commento uno scandalo, per metterci dove nessuno ci ha chiamato. Sì, così la pensano tutti quanti, però la verità è che la nostra autentica missione è quella di educare e di informare responsabilmente e non violentamente.

Mentre pensavo a quale messaggio volevo lasciarvi su tutto questo, e parlavo con compagni, amici e famigliari, entravamo sempre nell'argomento politico, perchè Venezuela è diventata una nazione violentamente politica o politicamente violenta e i Mezzi sono il fondamento di questa situazione.

Cionnonostante, la nostra responsabilità, non è continuare ad alimentare l'odio, il risentimento, ma cercare la via per tranquillizare la popolazione. La violenza genera violenza e ciò non è niente di nuovo.

Violenza proviene di violentare e violentare vuol dire agredire l'integrità dell'altro, entrare nel suo spazio senza permesso, e la TV, la radio e la stampa, senza il nostro permesso ci bombardano quotidianamente.

Ci svegliamo ogni mattina sentendo parlare male di Chávez, leggendo barbarie contro di lui e ci addormentiamo vedendo le notizie contro Chávez, e lui stesso si rivendica le domeniche5 parlando a cassacio contro i giornalisti e i Mezzi senza il minimo ricatto, oppure in qualsiasi allocuzione pubblica, internazionale, nazionale o locale, ed ogni volta che gli viene voglia d'insultare chi non sta con lui, perchè per Chávez e per i chavisti chi non è con loro e contro di loro...

Però, ugualmente violento è un grudo che un silenzio. O è che non è stato violento il silenzio dei mezzi il 12, 13 aprile6? Scure e raggioni ci sono a milliaia, ma questo non è il posto per giudicare a favore o contro del proceso politichero del nostro Paese. Siamo qui per dire che se vogliamo sanare la violenza dobbiamo incominciare per occuperci per un problema di salute che ci riguarda tutti. In questo caso la terapia non ha bisogno di studi comparativi con farmaci innoqui, la pace non ne ha bisogno.

Perchè ci sia un littigio ci vogliono due, e se uno dei due lascia di littigare qualcosa dovrà cambiare. Qui non si tratta di essere a favore o no di Chávez, ma di essere a favore del Venezuela, di essere a favore di Mezzi di comunicazione coscienti della sua missine "terapeutica", come parte di un gruppo multidisciplinare che ha bisogno di curare il malatto di violenza che è il nostro Paese.

I mezzi dovrebbero formar parte della diagnosi e della terapia, ma oggi sono parte della malattia. Oggi è necesario che qualcuno veda le cose al di soppra della stessa situazione per cercare effettivamente la pace e la via da costruire.


1
Noto giornalista venezuelano, specializato nella attulità internazionale.

2 Il 27 febbraio '89 c'è stata in Venezuela una rivolta popolare e molte persone sono uscite in masa a saccheggiare i negozi e i magazzini.

3 Nella Regione di Vargas, gli ultimi giorni del '99 c'è stata una tragica innondazione che ha distrutto quasi tutta la Regione lasciando milliaia di morti

4 L'11 Aprile 2002, un gruppo di persone ha sparato ad una folla pacifica di manifestanti, lasciando decine di vittime e feriti

5 Oggi domenica il Presidente Chávez ha un suo programma alla televisione.

6 I giorni subito dopo il colpo di stato dove i mezzi di comunicazione non hanno fatto vedere gli oltraggi che si commetevano contro chi era stato simpatizzante col governo

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