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"Economia e reciprocità"

di Maria Rosa Logozzo  

feritaangeloLa ferita dell'altro questo è il titolo che Luigino Bruni , docente di economia politica all'Università di Milano-Bicocca, ha dato alla sua relazione del 18 giugno 2007 a Intermediando: una riflessione originale che ha smosso le coscienze.

Il programma di Intermediando ha voluto approfondire l'ambito comunicativo inserendolo nel suo contesto odierno, per cui non poteva mancare uno sguardo sul mondo economico, anche per gli influssi che il mercato ha sulla comunicazione e viceversa.

Ma la mezz'ora trascorsa con Bruni non è stata una esposizione di problematiche note, quanto piuttosto un'analisi di fatti e uno sforzo di pensiero per penetrare e cercare di cogliere alla radice le cause di uno degli assurdi di oggi, il cosiddetto ‘paradosso della felicità': perché la ricchezza è inversamente proporzionale alla felicità? 

Luigino Bruni è partito da una storia biblica, Giacobbe che dopo esser rimasto ferito nella lotta con l'angelo viene da lui benedetto. La tesi da lui argomentata è stata: ‘non c'è benedizione senza ferita'. Si può essere felici, ‘benedetti', solo se si corre il rischio della ‘lotta con l'altro', il rischio dell'amicizia e della reciprocità. 

Oggi le società si stanno muovendo verso tipi di organizzazioni che isolano dagli altri, che si servono di nuovi ‘mediatori' per evitare la fragilità di un rapporto tu a tu, per proteggersi dalla ‘ferita' che la risposta dell'altro - libera e quindi non controllata da noi - potrebbe procurarci.

Il mercato e il rapporto contrattuale sono ‘mediatori' in questo senso in quanto  instaurano una reciprocità controllata. Sono mediatori analoghi anche i massmedia quando, per esempio, ci mettono in relazione con i personaggi sullo schermo senza il rischio di un coinvolgimento reciproco.

Bruni dà una sua visione del paradosso della felicità basandolo sulla diminuzione della reciprocità non contrattuale (cioè quella fondata sul dono e sulla gratuità, come la relazione amicale): crescendo l'immunizzazione dalle relazioni reciproche dirette per opera del mercato e di altri mediatori, diminuisce la felicità.

A questo punto l'excursus procede in crescendo.

Il mercato post-moderno - afferma Bruni - tende a vendere merci che simulano i beni relazionali veri, che ci vengono venduti come ‘benedizione senza ferita' e continua: "I beni relazionali sono costosi e rischiosi, i beni di mercato lo sono molto meno. Il prezzo 'relativo' dei beni relazionali cresce sempre di più con lo sviluppo tecnologico: oggi i rapporti ‘veri' e gratuiti costano molto anche perché costano poco i rapporti ‘falsi' . Ma il problema si accresce ulteriormente: il mercato, che vende ‘benedizioni senza ferita', la ha pure moltiplicata la sofferenza, dando vita a strutture creatrici di ferite per gli altri, altri esclusi dal mercato e dalla politica, e dalle loro mediazioni.

C'è davvero da pensare su queste affermazioni - che nodo in gola! -  e da chiederci che cosa concretamente possiamo fare per invertire la tendenza.

Tra i molti libri che Luigino Bruni ha scritto, ne segnalo uno utile ad un'approfondimento sul tema economia-felicità: L'economia, la felicità e gli altri (Un'indagine su beni e benessere) , Città Nuova, Roma 2004

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pdf Slides che accompagnavano la relazione

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