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intervento di Flor Ortega PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2004
Panel 3 - Prospettive per una svolta nell'informazione

Sperimentazioni e dialogo

Flor Ortega
giornalista e docente di etica nell’Università Cattolica del Panama


Ero venuta a conoscenza della morte di una piccola bambina con soli 9 giorni di vita, per via di una infezione presa in ospedale, a causa delle condizioni igieniche piuttosto carenti. Il fatto è che non era stata l'unica, un'altro bambino era morto per la stessa causa qualche giorno prima.

Davanti a questa dolorosa situazione, condividendo fino in fondo il dolore di questi genitori, ho sentito l'esigenza di scrivere un articolo ben documentato denunciando il fatto: per la negligenza dell'ospedale si era creato quest'ambiente insalubre per i bambini. Ho fatto diversi tentativi, ma nessun giornale voleva pubblicare questo articolo, per non avere problemi con l'ospedale. Ma... era in gioco la verità, quindi ho continuato a fare dei tentativi finché ho trovato chi è stato d'accordo in pubblicarlo.

L'articolo è stato determinante perché l'ospedale riconoscesse la sua responsabilità e facesse dei cambiamenti necessari per evitare queste complicazioni.
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intervento di Clara Mariel PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2004
Panel 3 - Prospettive per una svolta nell'informazione

Sperimentazioni e dialogo

Clara Mariel
Servizio Informazione Focolari, Venezuela


Da tempo il Venezuela vive una polarizzazione politica molto forte, tale da dividere la popolazione in due, in contrasto con la natura accogliente e pacifica di questo popolo. Ci sono stati molti episodi di violenza, mentre i tentativi di dialogo di varie forze politiche sono sempre caduti nel nulla. Il questo contesto i mezzi di comunicazione hanno assunto un ruolo importante, con sfumature apertamente politiche, schierandosi da una parte e dall'altra.

Il senso di sgomento generalizzato è stato poi alimentato dal bombardamento di notizie contrastanti che hanno aumentato il clima di conflittualità. Una situazione purtroppo non molto diversa di quella che si vive in altre nazioni, dove sono gli interessi economici e politici a condizionare la forma e i contenuti dell'informazione.

Come membri del Movimento dei Focolari, nel nostro ruolo di audience, abbiamo cercato innanzitutto di non lasciarci trascinare dalle molteplici informazioni, ma di sviluppare un atteggiamento critico, che significava: informarci di persona, scendere in campo, facendo sentire anche la nostra voce. Capivamo che proprio in questo contesto di grande conflittualità, la fraternità doveva essere il nostro metodo, e il criterio delle nostre scelte.

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intervento di Fatima Roriz PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2004
Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_rorizFátima Roriz
direttore gruppo TV, radio, stampa Jaime Câmara, Brasile


Sperimentazioni e dialogo

Amo quello che faccio e sento che in questo campo si trova la grande opportunità di costruire un mondo unito. Capisco il compito della comunicazione secondo le parole di Giovanni Paolo II: "La comunicazione sociale ha il compito d'unire le persone ed arricchirle."

Partecipare ad una tavola rotonda sulla possibilità di dialogo tra mass media locale e globale è una gran ricchezza. Penso che sia possibile, sì: il comunicatore è l'uomo del dialogo. Ci basti guardare la comunicazione più come una ricchezza che come un rischio.

Il primo passo è non confondere mezzi di distribuzione e telecomunicazioni con comunicazione sociale. Nonostante il convergere delle tecnologie, sono attività di nature diverse. Mezzi di distribuzione e telecomunicazioni sono strutture fisiche che creano enormi possibilità di migliorare la qualità di vita. La comunicazione sociale è il contenuto che circola per questi mezzi e che trasforma questa possibilità in realtà.

Citerò qui un piccolo brano d'un testo che non è mio, ma sento che arricchirà la nostra riflessione: "I mezzi di distribuzione sono un corpo, la comunicazione sociale è l'anima. Mezzi di distribuzione sono delle comodities , comunicazione è un bene culturale di valore strategico incommensurabile per un popolo. Entrambi i campi devono attuare insieme, senza che l'uno prevalga sull'altro. Comunicazione sociale senza mezzo di distribuzione è uno spettacolo per pochi, senza benefici per le popolazioni in generale. Mezzi di distribuzione che controllano la comunicazione sociale sono la via più corta per arrivare alla perdita della pluralità d'idee ed alla perdita d'identità culturale d'una nazione".

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intervento di Patrizia Labate PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2004
Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_labate Patrizia Labate
giornalista "Calabria Sera"


Sono giornalista da circa sei anni (gavetta compresa) ed in questa breve esperienza sono quasi sorpresa nel riscontrare quanto il dialogo in questa professione non solo fa scaturire dei risultati impensati e creativi ma anche come esso inneschi una sorta di circolo virtuoso dai risvolti imprevedibili.

L'anno scorso per esempio comunicando a Paolo Lòriga una notizia di Reggio Calabria che interessava la rivista Cittànuova è venuto fuori una sorta di gemellaggio tra la diocesi della mia città e il ministro dell'educazione della Colombia. A Reggio era stato sperimentato, a livello di forze dell'ordine e di diocesi reggina, un nuovo metodo per diffondere la cultura della legalità tra i ragazzi ed i bambini. In pratica ci si serviva di supporti multimediali per influire sull'educazione ad una cittadinanza attiva. Cittanuova nell'edizione colombiana ha riportato questa esperienza ed è stato così che il ministro per l'educazione di quel Paese ha invitato ad un forum nazionale sull'educazione alla cittadinanza il responsabile dell'ufficio di pastorale giovanile che si è recato in Colombia proprio in questi giorni per offrire l'esperienza di Reggio. Insomma ho potuto constatare come una notizia da locale è diventata globale.

Ho poi riscontrato quanto questo metodo del dialogo mi sia stato utile nello scrivere il libro che ho pubblicato di recente e relativo al sindaco della città di Reggio Calabria: Italo Falcomatà.

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intervento di Thomas Klann PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2004
Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_klann-2Thomas Klann
fotografo e operatore video NetOne, Germania


Comunicare con l'immagine: alcune riflessioni

Interessarci per primi all'altro. Base fondamentale per il nostro lavoro, dobbiamo "uscire" da noi stessi per incontrare il nostro interlocutore, l'altro è "coessenziale" ad ogni comunicazione. L'intervista? fotografia? Dobbiamo per forza interessarci a lui, alle sue qualità, ai suoi problemi, ai suoi desideri

Ci sono mille motivi che mi spingono a fare questo sforzo. Primo perché mi pagano, l'altro ha bisogno di me per fare la sua politica per i suoi interessi personali; o semplicemente perché mi interessa, provo una curiosità intellettuale per lui e le sue cose.

Posso però interessarmi all'altro anche per un altro motivo, più nobile forse, che spesso si somma ad altri motivi: "per amore".

Disegnare con la luce

Come fotografo, cosa porto a casa di lui? Quale immagine? Un'immagine distorta, o favorevole, simpatica, antipatica, vera o falsa. Questo dipende unicamente da me , dall'atteggiamento che assumo nei confronti dell'oggetto che fotografo, sia esso una persona, una situazione, una cosa.

IL'risultato dell'immagine che s'imprime sulla mia pellicola o sulla memoria della mia macchina digitale dipende unicamente da come il soggetto è stato. illuminato .

La parola "fotografia", Etimologicamente significa "disegno di luce", oppure "disegnare con la luce". Il protagonista della fotografia è allora proprio la luce?

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