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intervento di Sarah Mundell PDF Stampa E-mail
venerdì 05 novembre 2004
Panel 1 - Le domande della società globale

Sperimentazioni e dialogo

c04-txt_mundellSarah Mundell
studente di giornalismo presso l’universita’ di New Paltz



Progetto di gruppo per un corso di etica mediale

Verso la conclusione del corso, il professore di etica mediale ci ha chiesto un giorno di preparare un lavoro di gruppo per affrontare ed esporre un problema etico secondo uno dei metodi di decisione studiati. Ci spiegava anche che lavorare a gruppi sarebbe stato il miglior modo per noi, futuri giornalisti, di far pratica con l'etica vissuta in situazioni di vita reale.

Tra i cinque argomenti proposti abbiamo scelto il problema della censura di foto di guerra nei quotidiani degli USA (specialmente della corrente guerra in Iraq). Infatti eravamo tutti d'accordo che la maggioranza di foto sui giornali erano foto di routine di esercitazioni militari, tutte molto vaghe, che allontanavano dalla realta' e disumanizzanti. Se le foto riprendevano persone, erano invece spesso foto che chiamavano vendetta, odio, paura e patriottismo. Ci sentivamo privati della nostra dignita' sentendoci ledere e manipolare le nostre opinioni, invece di ricevere un quadro oggettivo ed equilibrato delle due parti in conflitto. Sentivamo che tale censura stava aiutando la causa di una guerra ingiusta.

Pur entusiasti di lavorare a questo progetto insieme, ben presto i nostri "io" si sono fatti strada. Un membro del nostro gruppo, Dan, aveva un sacco di buone idee, ma non ascoltava nessun'altra opinione, non faceva la sua parte, pur continuando a dirci che dovevamo fare la nostra.

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intervento di Chiaretta Zanzucchi PDF Stampa E-mail
venerdì 05 novembre 2004
Panel 1 - Le domande della società globale

Sperimentazioni e dialogo

c04-txt_zanzucchi-cChiaretta Zanzucchi
Direttore Living City, New York



Un premio di giornalismo

L'anno scorso Susan Kopp, focolarina di New York della redazione di Living City, edizione inglese di Citta' Nuova, aveva partecipato ad una conferenza all'ONU sponsorizzata da UNICEF-USA e WCRP-USA sui Bambini e l'AIDS. Si e' parlato di un'azione in Uganda, dove la collaborazione fra governo e gruppi civili e religiosi aveva incoraggiato cambiamenti di stile di vita nella popolazione seguendo gli insegnamenti della Chiesa, contribuendo in modo molto incisivo a livelli decisamente piu` bassi di AIDS in quel paese.

Grazie all'aiuto dell'arcivescovo Celestino Migliore, capo della missione del Vaticano presso l'ONU, Susan aveva poi intervistato Rose Bugingue, cogliendo nella sua opera di assistenza a malati di AIDS in Uganda la possibilita' di portare a conoscenza i lettori di LC su una situazione vincente, assolutamente non pubblicizzata ne' negli USA ne' nel mondo per via della collaborazione con comunita` religiose. L'articolo: "Successo finora nascosto: Una coraggiosa donna al servizio della pace". E' stato recentemente pubblicato anche su Citta' Nuova italiana e sulla edizione belga Niewe Stat.

Abbiamo poi presentato la candidatura dell'articolo per un premio di giornalismo, non tanto per avere successo, quanto per l'opportunita' di dare visibilita' sia a questo progetto umanitario che alle idee di unita' e fratellanza universale che vogliamo portare avanti col giornale. Il "Premio di Giornalismo Eileen Egan" per articoli a sfondo sociale pubblicati su giornali cattolici e' organizzato dal " Catholic Relief Services " (CRS - agenzia internazionale per aiuti umanitari). E' intitolato ad Eileen Egan (1922-1988) famosa scrittrice cattolica e avvocata dei poveri, grande amica di Madre Teresa e Dorothy Day, prima professionista laica rappresentante dello staff internazionale dell'agenzia CRS, che opera attualmente in 94 paesi.

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intervento di Francisco Canzani PDF Stampa E-mail
venerdì 05 novembre 2004
Panel 1 - Le domande della società globale

Sperimentazioni e dialogo

Francisco Canzani

Direttore Ciudad Nueva Uruguay


Diversità culturale-religiose e sintonie planetarie

Sono Francisco Canzani e lavoro come redattore responsabile del mensile "Ciudad Nueva" che si edita a Montevideo, per l'Uruguay ed il Paraguay. Questi due paesi, se ben molto diversi, sono vincolati da legami storici e pure dalle comuni attuali e conosciute vicende dei nostri paesi latinoamericani.

Il 1 Agosto 2004, sarà ricordato in Paraguay come il giorno della più grande tragedia civile della storia del Paese: il devastante incendio in un supermercato di Asunción, chiamato Ycua Bolaños, che è costato la vita a più di 500 persone (tra morti e scomparsi). Il numero delle vittime potrebbe essere stato molto più ridotto se l'edificio commerciale fosse stato costruito secondo le norme di sicurezza e, soprattutto, se non ci fosse stato il comando, partito dai responsabili del supermercato, di chiudere tutte le porte, per evitare -pensavano- eventuali furti da parte dei clienti.

La sciagura ha risvegliato risorse di solidarietà prima mai viste in una società profondamente segnata dalla corruzione e dal forte divario tra ricchi e poveri. La gente si è riversata sulle strade per aiutare e lenire, per quanto possibile, il dolore dei familiari delle vittime e dei sopravissuti.

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intervento di Adriana Masotti PDF Stampa E-mail
venerdì 05 novembre 2004

Panel 1 - Le domande della società globale

Sperimentazioni e dialogo

Adriana Masotti
Caporedattore Radio giornale della sera, Radio Vaticana 

 

Diversità culturale-religiose e sintonie planetarie

Mi chiamo Adriana Masotti, sono di Roma e lavoro alla Radio Vaticana. Sono responsabile del Radiogiornale della sera in lingua italiana. La mia redazione è formata da 7 persone, più collaboratori e corrispondenti.
Giorni fa mi sono imbattuta in una frase del poeta indiano Rabindranath Tagore: "La fede somiglia all'uccello che canta quando è ancora notte fonda" e ho pensato che poteva essere molto adatta ad esprimere il compito di noi giornalisti di Netone. Come l'uccello anche noi possiamo essere coloro che cantano, cioè che vedono, che percepiscono, il bene, il positivo ancora prima che esso si sveli alla maggioranza della gente e anzi svegliano coloro che dormono per avvertirli.
In un'intervista sul significato della Pasqua un teologo una volta mi ha sottolineato una cosa che dovrebbe essere scontata per i cristiani, ma che invece non lo è affatto e su cui poi ho ragionato molto e cioè che Gesù è morto, ma è anche risorto. La Resurrezione è un fatto già accaduto.  La Resurrezione ha, dunque, già illuminato e salvato il mondo. Tradotto in altri termini: io non posso fare a meno di credere che nel mondo esistono già i frutti della Resurrezione, che cioè ci sono elementi positivi, segni del mondo nuovo. In mezzo alle guerre, alla violenza, ai tanti egoismi di cui siamo direttamente o indirettamente spettatori se non protagonisti, nonè possibile dunque disperare. Qualunque gesto d'amore è testimonianza della Resurrezione e io come giornalista ho il dovere di notarlo e di farlo notare agli altri.
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intervento di Martin Nkafu PDF Stampa E-mail
venerdì 05 novembre 2004

Panel 1 - Le domande della società globale

Diversità culturali-religiose e sintonie planetarie

  c04-txt_nkafu Martin Nkafu
Cameroun; Filosofie e culture, Pontificia Università Laterenense



Voltare pagina: l'Africa tra stereotipi e fantasie

Alle soglie del terzo millennio, chiunque getta lo sguardo o volesse interessarsi all'Africa, non può esimersi dal riflettere seriamente sulle cause profonde, interne ed esterne che fanno sì che le faccende africane rimangano ignote al pubblico mondiale e, addirittura incomprensibili per gli stessi africani.

In un processo di globalizzazione in cui tutto il mondo viene coinvolto, l'Africa non può sottrarsi, da una parte, dalle proprie responsabilità nel prendere in mano il proprio destino, dall'altra parte, l'occidente tutto come l'oriente non possono continuare ad ignorare la realtà africana, che merita d'essere esposta all'opinione pubblica mondiale anche quando ciò comporti dei rischi professionali.

Infatti, mentre il multiculturalismo e multiculturalità consegnano, in una prospettiva semplicemente descrittiva, una realtà nella quale si trovano a convivere più culture in seguito a diversi processi di mobilità umana, l'intercultura, la comunicazione interculturale e il dialogo tra le culture superano invece il dato descrittivo e pongono l'esigenza di gestire i rapporti con le nuove culture in termini d'impegno reciproco e relazioni interdipendenti.

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