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Rubriche

di Thomas Klann

La creatività

Vetrata rielaborata - foto diThomas Klann

(clicca per ingrandire)

Nelle pagine umoristiche di una rivista, ho trovato un giorno una parodia di quel gioco in cui ci sono tanti punti da collegare in un riquadro. Vi era scritto: "Collega i punti facendo in modo che compaia un bel disegno". Ma, per quanto ti sforzassi non c'era come far comparire il bel disegno.
Una presa in giro divertente, ma contenente forse un po' di verità: non basta il procedimento meccanico, ci vuole altro.

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di Paolo Aversano

Take your soul everywhere, and come back

OroSaiwaFor the first time in 2 years I present a commercial that we already watched and analyzed previously. I see a link between this production by Yamaha and “American Lessons” of Italo Calvino, the study I’m considering recently.
This week I stress the third point of his American Lessons: Accuracy. This concept has 3 principal characteristics: “… a blueprint well defined and calculated; the evocation of Visual images clear, sharp, memorable…” and a language extremely precise, but rich in colors and imagination at the same time.

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di Ivan Turatti

Rimettere in gioco la creatività

CreateCreate! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore): un libro eccezionale, non solo per l'importante esperienza dell'autore o per l'argomento, ma per il rivoluzionario concetto che lo fonda.
Un "meme", che sta contagiando l'intero mondo della pubblicità e della comunicazione, viene istituzionalizzato, sviscerato e spiegato da Mirko Pallera, autore del sito NinjaMarketing:
Tutti siamo creatori, ma per creare idee contagiose in grado di cambiare il mondo dobbiamo mettere in discussione l'impero delle razionalità e rimettere in gioco emozioni, sentimenti e creatività, in poche parole dobbiamo usare il "cuore".
Ne ho scritto di più sul mio blog.


seconda sessione:

"Comunicazione e unità - i contenuti"

Valori e audience

2s-patrizialPatrizia Labate
Laureata in giurisprudenza, dalla fine del 1998 lavora stalbilmente nel quotidiano regionale della Calabria "Il domani". Per circa un anno è stata la responsabile della redazione di Reggio Calabria e attualmente, per lo stesso giornale, si occupa della politica regionale. È alle stampe un suo libro sul sindaco di Reggio Calabria, Italo Falcomatà.


Sappiamo che hai vissuto la tua prima esperienza lavorativa in un giornale che fa della polemica aggressiva il suo stile?


Certo non condividevo questo modo di fare giornalismo. Anzi il primo articolo che ho scritto riguardava una casa di cura per tossicodipendenti. Nel commento finale decido, comunque, di fare riferimento al Vangelo, con il dubbio che quella parte potesse essere "censurata". Non è stato così. Mi hanno chiamata dalla redazione, il mio articolo aveva suscitato reazioni molto positive anche tra l’ala meno cattolica della redazione, e da quel momento mi sono stati assegnati gli articoli più importanti del giornale.

Poi sappiamo che sei passata ad un quotidiano...


Sì, con il quotidiano è iniziato un modo nuovo di lavorare: articoli brevi, far risaltare la notizia, concentrare il commento in poche righe...Di recente invece ho dovuto condurre una specie di inchiesta sulla chiusura di un cine teatro. Una cattiva notizia per la mia città, dove in generale la cultura è trascurata. Per di più sulle cause di quella chiusura circolava un alone di mistero. Nel mio pezzo feci tutta una serie di ipotesi, mentre l’ex titolare del cinema si era reso irreperibile. Ma quando uscì l’articolo, mi ha chiamato in redazione: voleva un appuntamento per concedermi un’intervista. Una volta da lui mi disse: "Il suo articolo mi ha toccato...Voglio darle spiegazioni". Nei giorni successivi mi contattarono i titolari di altri cinema. In questa occasione anche il direttore era felice: "Siamo riusciti a stanarli. Ormai succede così di rado che questa città sì svegli..., perfino i telegiornali locali hanno trattato la questione dopo aver letto il tuo pezzo".

Le difficoltà di lavoro in questo settore non mancano, la professionalità è ostacolata e il sistema dell’informazione nella mia terra viene gestito in maniera non trasparente. Ma cerco di continuare nella certezza che tutto andrà per il meglio...


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Mario PontaIl fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, continua ad inserire nuovo materiale.

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(...) evitare che, in un’epoca che per fortuna ha salutato le ideologie, finiscano per andar via anche le idee.

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