di Thomas Klann
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(clicca per ingrandire) |
Nelle pagine umoristiche di una rivista, ho trovato un giorno una parodia di quel gioco in cui ci sono tanti punti da collegare in un riquadro. Vi era scritto: "Collega i punti facendo in modo che compaia un bel disegno". Ma, per quanto ti sforzassi non c'era come far comparire il bel disegno. |
di Paolo Aversano
For the first time in 2 years I present a commercial that we already watched and analyzed previously. I see a link between this production by Yamaha and “American Lessons” of Italo Calvino, the study I’m considering recently.
This week I stress the third point of his American Lessons: Accuracy. This concept has 3 principal characteristics: “… a blueprint well defined and calculated; the evocation of Visual images clear, sharp, memorable…” and a language extremely precise, but rich in colors and imagination at the same time.
di Ivan Turatti
Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore): un libro eccezionale, non solo per l'importante esperienza dell'autore o per l'argomento, ma per il rivoluzionario concetto che lo fonda.
Un "meme", che sta contagiando l'intero mondo della pubblicità e della comunicazione, viene istituzionalizzato, sviscerato e spiegato da Mirko Pallera, autore del sito NinjaMarketing:
Tutti siamo creatori, ma per creare idee contagiose in grado di cambiare il mondo dobbiamo mettere in discussione l'impero delle razionalità e rimettere in gioco emozioni, sentimenti e creatività, in poche parole dobbiamo usare il "cuore".
Ne ho scritto di più sul mio blog.
di Maria Rosa Logozzo
L'università Bocconi ha pubblicato la traduzione italiana di un volume di Yochai Benkler , The wealth of networks
(La ricchezza della Rete).
Riporto un brano dalla presentazione del libro della Bocconi:
"Quando ci guarderemo indietro, tra una decina d’anni, capiremo che quello che stiamo vivendo è un periodo eccezionale, uno di quegli snodi storici in cui si decide il futuro dell’assetto sociale del pianeta.
Quella che si sta creando, spiega Yochai Benkler in La ricchezza della Rete. La produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le libertà (con prefazione di Franco Carlini, Università Bocconi editore, 2007, 624 pagine, 34,50 euro), è un’economia dell’informazione in rete, che è entrata in conflitto con la tradizionale economia dell’informazione industriale e promette di trasferire i propri benefici anche agli altri settori. È un sistema di produzione sociale e collaborativa, alternativo sia al mercato, sia allo stato e fondato su motivazioni individuali diverse dalla spinta alla massimizzazione.
La larghissima diffusione e la relativa economicità dei mezzi necessari a produrre informazione, conoscenza e cultura (i computer, il software, le connessioni alla rete) ha liberato la collettività dalla morsa dei monopolisti (privati o pubblici), che dominavano la scena della produzione industriale di informazione, conoscenza e cultura, affiancandovi molteplici fonti alternative.
L’utilizzo dei commons (beni comuni, che tutti possono utilizzare, ma sui quali nessuno può accampare diritti esclusivi), la produzione sociale, lo scambio peer-to-peer, le licenze di copyleft (che autorizzano chiunque a usare la produzione intellettuale altrui, purché lasci agli altri la stessa libertà sui frutti del proprio lavoro) hanno dato vita a fenomeni come il software open source, che ha rivoluzionato l’economia del settore, Wikipedia, l’enciclopedia online creata dagli utenti, o Seti@Home, il più potente computer del mondo, formato in realtà dalla capacità di calcolo inutilizzata di oltre 5 milioni di partecipanti connessi in rete. Hanno anche reso possibile forme di giornalismo e distribuzione dell’informazione non tradizionali, la cui efficacia Benkler documenta attraverso casi davvero avvincenti.
Il risultato netto per il cittadino è una gamma più ampia di scelte realmente differenziate e, di conseguenza, maggiore libertà e maggiori possibilità di partecipazione alla vita sociale e politica. Il passaggio da una sfera pubblica massmediatizzata a una sfera pubblica reticolare è un fattore di democratizzazione."
L'autore ha concesso un'intervista a Raffaele Mastrolonardo, pubblicata sul supplemento del Manifesto Chip&Salsa del 26 aprile 2007, la trovate sul blog curato da Franco Carlini, intitolata La grande ricchezza delle reti cooperanti.
Vi sono evidenziate tematiche su cui c'è ancora molto da pensare e dialogare senza partiti presi, guardando all'uomo e ai suoi diritti, ma anche al bene comune e al futuro dell'umanità. L'equilibrio tra i due aspetti è una conquista continua di responsabilità. Reti davvero cooperanti - per riprendere il titolo dell'intervista di Mastrolonardo - , con la loro identità specifica e nell'apertura al diverso da sé, potrebbero aiutare questo cammino.
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Il fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, continua ad inserire nuovo materiale.
E' più facile suscitare la diffidenza e magari l'odio per lo straniero, che promuovere il rispetto reciproco.
Tahar Ben Jelloun
Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
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Commenti
Mi è piaciuto quello che scrivi. Ci sono tante barriere - legali, linguistiche, sociali, politiche... chi più ne ha più ne metta! - sul cammino di quella società della conoscenza condivisa di cui si fa un gran parlare come se fosse dietro l'angolo. Le barriere vengono in maggior rilievo quando si mira a una società della conoscenza pensata 'in grande', globale. Ma immettere un po' di 'liquido colorato', rendendo partecipi altri delle nostre acquisizioni è un contributo possibile a ognuno, richiede buona volontà, un po' di tempo e spirito 'da blogger'...
E chissà che con un lavoro di goccia dopo goccia portato avanti da molti non riusciamo a minarla qualche barriera?
Ciao
Maria Rosa
Io ho conosciuto non da molto il mondo dei blog ed ogni giorno di più mi rendo conto di quanto bene si possa fare immettendo cose positive, valorizzando le cose buone che esistono. Mi viene di pensare alla rete come un immenso collegamento idraulico di canali e canaletti tutti collegati tra di loro, se si immette un liquido colorato in un punto prima o poi questo liquido riemerge da qualche parte e se è abbondante riesce pure a colorare il liquido già presente.Oppure come quando si immette un liquido di contrasto in una vena del corpo umano, la circolazione spinge il liquido e permette di riuscire a vedere cose che diveramente non si riescono a vedere.
Ciao.
berardo
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