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Rubriche

di Thomas Klann

La creatività

Vetrata rielaborata - foto diThomas Klann

(clicca per ingrandire)

Nelle pagine umoristiche di una rivista, ho trovato un giorno una parodia di quel gioco in cui ci sono tanti punti da collegare in un riquadro. Vi era scritto: "Collega i punti facendo in modo che compaia un bel disegno". Ma, per quanto ti sforzassi non c'era come far comparire il bel disegno.
Una presa in giro divertente, ma contenente forse un po' di verità: non basta il procedimento meccanico, ci vuole altro.

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di Paolo Aversano

Take your soul everywhere, and come back

OroSaiwaFor the first time in 2 years I present a commercial that we already watched and analyzed previously. I see a link between this production by Yamaha and “American Lessons” of Italo Calvino, the study I’m considering recently.
This week I stress the third point of his American Lessons: Accuracy. This concept has 3 principal characteristics: “… a blueprint well defined and calculated; the evocation of Visual images clear, sharp, memorable…” and a language extremely precise, but rich in colors and imagination at the same time.

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di Ivan Turatti

Rimettere in gioco la creatività

CreateCreate! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore): un libro eccezionale, non solo per l'importante esperienza dell'autore o per l'argomento, ma per il rivoluzionario concetto che lo fonda.
Un "meme", che sta contagiando l'intero mondo della pubblicità e della comunicazione, viene istituzionalizzato, sviscerato e spiegato da Mirko Pallera, autore del sito NinjaMarketing:
Tutti siamo creatori, ma per creare idee contagiose in grado di cambiare il mondo dobbiamo mettere in discussione l'impero delle razionalità e rimettere in gioco emozioni, sentimenti e creatività, in poche parole dobbiamo usare il "cuore".
Ne ho scritto di più sul mio blog.


di Maria Rosa Logozzo

negroponte_1Sono andata ad ascoltare la conferenza romana di Nicholas Negroponte insieme a una cara amica, giornalista statunitense, Rebecca Helm-Ropelato, che ne ha scritto, in inglese, sul suo blog.

Aggiungo qualcosa anch'io. Negroponte ha messo in rilievo che One Laptop per Child ha un focus educativo più che tecnologico: "It's an education project, not a laptop project".

Questa è una chiave importante per una adeguata comprensione del progetto, spesso taciuta. Esso si poggia sulle teorie costruzionistiche, sviluppate al  MIT Media Lab dal professor Seymour Papert sin dagli anni '60.

Negroponte, nel corso del suo intervento, si è riferito al costruzionismo per dimostrare la validità didattica di imparare a programmare. La programmazione porta i ragazzi ad apprendere diversamente da quanto solitamente fanno a scuola.  

E' partito da un esempio personale. "Quando ero ragazzo, ero scarso nel fare lo spelling. Quando riuscivo a fare lo spelling corretto di otto parole su dieci e ottenevo un B (un buon voto) ero contento e non mi curavo delle due parole che avevo sbagliato. I ragazzi che si impegnano a programmare, quando ottengono un B, sono principalmente interessati alle due parole che hanno sbagliato. Sono 'attratti' ('fashinated') dagli errori".

La gestione dell'errore ha grande importanza. L'idea, mediata da Papert,  è che l'unico modo per imparare in modo significativo sia quello di prendere coscienza dei propri errori.

negroponte_3Il progetto 'one laptop per child' porta avanti il 'learning learning' , imparare ad imparare; da qui la necessità di dare a ciascun bambino un suo laptop da portare con sé, per esplorare in prima persona.

Un'ultima nota: ho apprezzato molto il puntare a diffondere il progetto soprattutto nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, quelle aree così trascurate dal mondo globalizzato.



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Cinado

Mario PontaIl fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, continua ad inserire nuovo materiale.

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