di Thomas Klann
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(clicca per ingrandire) |
Nelle pagine umoristiche di una rivista, ho trovato un giorno una parodia di quel gioco in cui ci sono tanti punti da collegare in un riquadro. Vi era scritto: "Collega i punti facendo in modo che compaia un bel disegno". Ma, per quanto ti sforzassi non c'era come far comparire il bel disegno. |
di Paolo Aversano
For the first time in 2 years I present a commercial that we already watched and analyzed previously. I see a link between this production by Yamaha and “American Lessons” of Italo Calvino, the study I’m considering recently.
This week I stress the third point of his American Lessons: Accuracy. This concept has 3 principal characteristics: “… a blueprint well defined and calculated; the evocation of Visual images clear, sharp, memorable…” and a language extremely precise, but rich in colors and imagination at the same time.
di Ivan Turatti
Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore): un libro eccezionale, non solo per l'importante esperienza dell'autore o per l'argomento, ma per il rivoluzionario concetto che lo fonda.
Un "meme", che sta contagiando l'intero mondo della pubblicità e della comunicazione, viene istituzionalizzato, sviscerato e spiegato da Mirko Pallera, autore del sito NinjaMarketing:
Tutti siamo creatori, ma per creare idee contagiose in grado di cambiare il mondo dobbiamo mettere in discussione l'impero delle razionalità e rimettere in gioco emozioni, sentimenti e creatività, in poche parole dobbiamo usare il "cuore".
Ne ho scritto di più sul mio blog.
di Maria Rosa Logozzo
Sono giunte le prime notizie dei quattro amici che stanno rappresentando NetOne all'IGF di Rio de Janeiro, iniziato ieri.
Nessuno di loro è italiano, ma si sono sforzati di scrivere in italiano. Ho pensato di pubblicare quanto ci dicono così come lo scrivono per non rischiare di inficiare la freschezza della loro comunicazione.
Un'altra preziosa fonte d'informazione sono i post che Arturo Di Corinto, anche lui a Rio, continua a pubblicare sul suo blog .
Personalmente ieri ho seguito on line alcune parti e ho notato, rispetto all'IGF di Atene a cui avevo partecipato, un maggiore confronto (ed era solo il primo giorno!) e una maggiore interazione tra la sala e il palco, con problemi scottanti messi subito sul piatto.
La trascrizione inglese di tutti gli interventi è già disponibile sul sito dell'IGF. In particolare segnalo la trascrizione della sessione dedicata a 'Risorse critiche di Internet'.
Vi si è parlato molto di IPv6, la versione 6 dell'Internet Protocol, che, tra altre cose, permetterà un più ampio spazio di indirizzamento.
IPv6 gestisce fino a circa 3,4 × 1038 indirizzi, mentre IPv4, quello che usiamo oggi, gestisce soltanto fino a circa 4 miliardi (4 × 109) di indirizzi. Vinton Cerf nel suo intervento (molto schematico e interessante) ha segnalato come già nel 2010 è probabile che lo spazio di indirizzamento con IPv4 sarà esaurito. Ipv6 dovrebbe cominciare a funzionare verso la metà del prossimo anno, però correndo il rischio di 'crere delle isole' in Internet per la non compatibilità tra IPv4 e IPv6.
Sarà dunque proficuo attivare, per un periodo di tempo, una doppia rete, parallela, che aiuti il passaggio mantenendo il più possibile l'unitarietà della Rete e la sua interoperabilità globale. E qui è urgente trovare e mettere in opera politiche efficaci.
Altri temi caldi sono stati il ruolo di ICANN e quello di ONU, e il tener presenti le necessità e le richieste di coloro a cui si vuole fornire accesso.
Ma ecco quanto ci hanno scritto (da sinistra a destra nella foto) Betsy Dougas (USA), Suellyn Schopping (brasiliana ma residente in Italia), Eduardo Cordeiro (Brasile) e Mariana Assis (Brasile).
Abbiamo appena finito l' opening session dove tutti erano rappresentati e ci hanno detto dell'importanza della conferenza e messo in rilievo aspetti e temi particolari.
Il Mr. Roberto Mangabeira Unger, Extraordinary Minister for Strategic Affairs ha fatto gia la sfida al ICANN di metterlo sotto controllo internazionale. E ICANN al loro volta ha invitato tutti i partecipanti del IGF di fare parte dell'associazione di ICANN. Vedremo come va avanti questo...
Si sente che tutti sono qui con buona volontà e che tante vogliono lavorare e hanno delle iniziative anche loro per dare accesso a tutti.
Intanto stiamo cercando di stare attenti a tutto quello che viene detto.
Betsy Suellyn Eduardo Mariana
Allora... è una pioggia di informazione... qualche volta mi sembra di non farcela più... non sapere da dove cominciare... cosa fare! Mamma mia!!!
Allora, l'opening cerimony era molto interessante (un po' lunga) Ho visto come c'e tanta preoccupazione con il ruolo di ICANN e degli Stati Uniti nell'internet governance.
Il signore Zukang (del social affairs and economic department) è riuscito a spiegare bene cosa siamo venuti a fare in questo forum: non prenderemo delle decisioni, non ci saranno cose molto pratiche.. ma con le discussioni varie faremo nascere il pensiero su l'internet governance, access, security nelle persone che potranno fare qualcosa.
Poi ci sono stati tanti altri interventi... uno che mi ha chiamato tanta attenzione è stato quello della presidente della ACP - Anriette. Perché lei parlava su il capire i bisogni delle persone comune prima di pensare in cosa si può fare, cioè, provare di guardare la situazione dell'accesso a internet dalla visione delle persone che non hanno internet.
Capire cos'e necessario prima di pensare in tutte le possibilità tecnologiche che ci sono oggi...
Poi il ministro delle comunicazione Sergio Rezende diceva dello spirito di comunione che ci vuole perché internet sia affidabile e stabile.
Tanti hanno parlato... e la cosa che si vedeva in comune era la constatazione che internet è veramente una delle invenzioni più importanti della storia dell'umanità ed anche che dobbiamo lavorare perché i 5 miliardi di persone che non hanno ancora accesso possano sfruttarla per il loro sviluppo.
Al pomeriggio siamo andati al forum generale su Critical Internet Resources e poi a due workshop (ci siamo divisi) Io sono andata al l'Access: the local challenge...'
E' stato molto interessante perché anche loro proponevano quest'idea che si deve capire i bisogni di quelli che ancora non hanno accesso a internet e localmente ci sono tante cose che si possono fare per migliorare la qualità tecnica di internet. Per esempio con gli exchange points, svilupando la coscienza su l'economia di internet (i costi del traffico in internet) ed anche capendo come aiutare le comunità a sviluppare contenuti locali affidabili...
Poi una questione che stata fatta: quali sono gli 'impacts' dell'aumento dell'accesso in un villaggio, un paesino? Quanti posti di lavoro sono creati? Queste questioni sono fatte spesso dai governi o organizzazioni che hanno soldi per sponsorizzare le attività con internet però non hanno come 'giustificare' il perché dell'uso di questi soldi per attività di questo tipo!
Bene... cosi... mi sembra che un punto importante sarebbe lavorare con il capacity building... perché non è tanto interessante che siano tantissimi computer se le persone non sanno come possono usarlo per il suo sviluppo personale e della comunità!
Mariana
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Il fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, continua ad inserire nuovo materiale.
Soltanto le cose che si pagano sono vere, che si pagano a prezzo di intelligenza e di dolore.
Leonardo Sciascia
Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
Senza voler demonizzare questa forma di turism...| home | mappa del sito | contatti | privacy | note legali | Login | cerca |
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