di Thomas Klann
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E' cosa rara trovare in natura forme geometriche definite: la natura non si lascia inscatolare in esse. Perfino il globo terreste non è una sfera perfetta. La matematica ci ha portato a stabilire delle regole e ad applicarle, così siamo usciti dalle caverne e per motivi statici abbiamo cominciato a costruire case con strutture rettangolari. |
di Paolo Aversano
“Not every old lady is trustworthy in the same way. Fortunately, every Golf is”. This funny advertising presents one of the well-known qualities of the Volkswagen Golf, reliability, with a creative narrative structure. The Dutch imagination destroy ironically the myth of old age rich in wisdom, calmness, stability.
Anyway, fortunately the old Golf doesn’t present these oddities: it works well even if it’s 15 years old, and even if the driving of our kind grandmother was…vivacious.
di Raffaele Cardarelli
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Dopo l'ennesimo declassamento dell'informazione italiana (75° posto al mondo, dietro Ghana, Serbia e Sud-Corea e a pari merito con la Namibia. Sembra che la Namibia abbia presentato ricorso...), classificata "semi-libera" da Freedom House, la nostra rubrica ha istituito il premio "Saper Informare", per ridare lustro all' informazione nostrana. |
di Maria Rosa Logozzo
Sono giunte le prime notizie dei quattro amici che stanno rappresentando NetOne all'IGF di Rio de Janeiro, iniziato ieri.
Nessuno di loro è italiano, ma si sono sforzati di scrivere in italiano. Ho pensato di pubblicare quanto ci dicono così come lo scrivono per non rischiare di inficiare la freschezza della loro comunicazione.
Un'altra preziosa fonte d'informazione sono i post che Arturo Di Corinto, anche lui a Rio, continua a pubblicare sul suo blog .
Personalmente ieri ho seguito on line alcune parti e ho notato, rispetto all'IGF di Atene a cui avevo partecipato, un maggiore confronto (ed era solo il primo giorno!) e una maggiore interazione tra la sala e il palco, con problemi scottanti messi subito sul piatto.
La trascrizione inglese di tutti gli interventi è già disponibile sul sito dell'IGF. In particolare segnalo la trascrizione della sessione dedicata a 'Risorse critiche di Internet'.
Vi si è parlato molto di IPv6, la versione 6 dell'Internet Protocol, che, tra altre cose, permetterà un più ampio spazio di indirizzamento.
IPv6 gestisce fino a circa 3,4 × 1038 indirizzi, mentre IPv4, quello che usiamo oggi, gestisce soltanto fino a circa 4 miliardi (4 × 109) di indirizzi. Vinton Cerf nel suo intervento (molto schematico e interessante) ha segnalato come già nel 2010 è probabile che lo spazio di indirizzamento con IPv4 sarà esaurito. Ipv6 dovrebbe cominciare a funzionare verso la metà del prossimo anno, però correndo il rischio di 'crere delle isole' in Internet per la non compatibilità tra IPv4 e IPv6.
Sarà dunque proficuo attivare, per un periodo di tempo, una doppia rete, parallela, che aiuti il passaggio mantenendo il più possibile l'unitarietà della Rete e la sua interoperabilità globale. E qui è urgente trovare e mettere in opera politiche efficaci.
Altri temi caldi sono stati il ruolo di ICANN e quello di ONU, e il tener presenti le necessità e le richieste di coloro a cui si vuole fornire accesso.
Ma ecco quanto ci hanno scritto (da sinistra a destra nella foto) Betsy Dougas (USA), Suellyn Schopping (brasiliana ma residente in Italia), Eduardo Cordeiro (Brasile) e Mariana Assis (Brasile).
Abbiamo appena finito l' opening session dove tutti erano rappresentati e ci hanno detto dell'importanza della conferenza e messo in rilievo aspetti e temi particolari.
Il Mr. Roberto Mangabeira Unger, Extraordinary Minister for Strategic Affairs ha fatto gia la sfida al ICANN di metterlo sotto controllo internazionale. E ICANN al loro volta ha invitato tutti i partecipanti del IGF di fare parte dell'associazione di ICANN. Vedremo come va avanti questo...
Si sente che tutti sono qui con buona volontà e che tante vogliono lavorare e hanno delle iniziative anche loro per dare accesso a tutti.
Intanto stiamo cercando di stare attenti a tutto quello che viene detto.
Betsy Suellyn Eduardo Mariana
Allora... è una pioggia di informazione... qualche volta mi sembra di non farcela più... non sapere da dove cominciare... cosa fare! Mamma mia!!!
Allora, l'opening cerimony era molto interessante (un po' lunga) Ho visto come c'e tanta preoccupazione con il ruolo di ICANN e degli Stati Uniti nell'internet governance.
Il signore Zukang (del social affairs and economic department) è riuscito a spiegare bene cosa siamo venuti a fare in questo forum: non prenderemo delle decisioni, non ci saranno cose molto pratiche.. ma con le discussioni varie faremo nascere il pensiero su l'internet governance, access, security nelle persone che potranno fare qualcosa.
Poi ci sono stati tanti altri interventi... uno che mi ha chiamato tanta attenzione è stato quello della presidente della ACP - Anriette. Perché lei parlava su il capire i bisogni delle persone comune prima di pensare in cosa si può fare, cioè, provare di guardare la situazione dell'accesso a internet dalla visione delle persone che non hanno internet.
Capire cos'e necessario prima di pensare in tutte le possibilità tecnologiche che ci sono oggi...
Poi il ministro delle comunicazione Sergio Rezende diceva dello spirito di comunione che ci vuole perché internet sia affidabile e stabile.
Tanti hanno parlato... e la cosa che si vedeva in comune era la constatazione che internet è veramente una delle invenzioni più importanti della storia dell'umanità ed anche che dobbiamo lavorare perché i 5 miliardi di persone che non hanno ancora accesso possano sfruttarla per il loro sviluppo.
Al pomeriggio siamo andati al forum generale su Critical Internet Resources e poi a due workshop (ci siamo divisi) Io sono andata al l'Access: the local challenge...'
E' stato molto interessante perché anche loro proponevano quest'idea che si deve capire i bisogni di quelli che ancora non hanno accesso a internet e localmente ci sono tante cose che si possono fare per migliorare la qualità tecnica di internet. Per esempio con gli exchange points, svilupando la coscienza su l'economia di internet (i costi del traffico in internet) ed anche capendo come aiutare le comunità a sviluppare contenuti locali affidabili...
Poi una questione che stata fatta: quali sono gli 'impacts' dell'aumento dell'accesso in un villaggio, un paesino? Quanti posti di lavoro sono creati? Queste questioni sono fatte spesso dai governi o organizzazioni che hanno soldi per sponsorizzare le attività con internet però non hanno come 'giustificare' il perché dell'uso di questi soldi per attività di questo tipo!
Bene... cosi... mi sembra che un punto importante sarebbe lavorare con il capacity building... perché non è tanto interessante che siano tantissimi computer se le persone non sanno come possono usarlo per il suo sviluppo personale e della comunità!
Mariana
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Il fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, ci avvisa di aver inserito nuovo materiale.
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