| I TG e la percezione di insicurezza |
|
|
|
| mercoledì 16 gennaio 2008 | ||||||||||||||||||||||||||||||
|
di Maria Rosa Logozzo Torno su una notizia di qualche giorno fa. La Commissione Affari Istituzionali della Camera da tempo sta conducendo un'indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia. Alcuni studiosi hanno sottolineato che, ad un tasso di criminalità in linea di massima costante negli ultimi anni, ha corrisposto un elevarsi della percezione di insicurezza dei cittadini. Tra i quattro fattori causa di questo fenomeno è indicata la crescente incidenza, in Italia come in tutti i paesi democratici, della informazione televisiva nella formazione dell´opinione pubblica. E' per approfondire anche questo aspetto, che Luciano Violante, presidente della Commissione affari istituzionali, ha invitato lo scorso 10 gennaio i direttori di Tg e di Rete ad esporre alla Commissione il loro punto di vista sulla questione. Non sono mancate critiche all'iniziativa, interpretata dai più come se Violante addebitasse all'informazione TV l'intera responsabilità della sensazione di insicurezza che affligge il Paese. Leggendo quanto Violante scrive sul suo sito così non pare. Egli parla della convocazione come di una seduta di ordinario lavoro parlamentare. Ancora una volta traspare la parzialità con cui il mondo dell'informazione presenta la realtà all'opinione pubblica, estrapolandola dal suo contesto, generando polemiche e steccati che non giovano a nessuno.E' mancanza di tempo per approfondire (perché volendolo oggi si riesce a pervenire a conoscenze dei fatti un po' più accurate) o sono strumentalizzazioni a vario fine le cause di queste messe a fuoco distorte?
Comunque ho letto con un certo interesse quanto ha scritto Ilvo
Diamanti su Repubblica dello scorso 13 gennaio in un articolo dal titolo: Criminalità,
quando la percezione diventa reale. - non solo lo spazio dedicato dai telegiornali alla "nera", ma anche quello dato ai rotocalchi di approfondimento, ai programmi che miscelano informazione e intrattenimento, alle trasmissioni popolari del pomeriggio e del mattino. E´ qui che i delitti di vita quotidiana occupano maggiore spazio. Al punto da divenire sequel di successo; - gli altri media, i quotidiani e i settimanali, che, da quando si è affermata l´informazione su Internet, intervengono sui fatti, in tempo reale. (...) i giornalisti televisivi impostano i notiziari incalzati (e influenzati) dalle edizioni on-line dei quotidiani e dai tg delle reti satellitari (Sky e Rai-News 24, in primo luogo) incalzati dall'informazione su Internet; - Il rarefarsi delle reti di solidarietà, dei contatti personali, della fiducia(...)quando non conosciamo chi abita intorno a noi, viviamo chiusi in casa, blindati (porte, finestre, mura), armati, difesi da cani da guardia che ci separano dagli altri; quando il territorio circostante diventa inguardabile e inospitale. Allora, è difficile non sentirsi inquieti, impauriti. Sperduti. Allora i media diventano sempre più importanti, perché costituiscono il principale, spesso unico canale di relazione con il mondo. E trasferiscono in casa nostra il mondo, con i suoi molteplici motivi di tensione e di paura; - la politica, che usa la sicurezza e l´insicurezza come armi improprie, per catturare consensi. Alimentando e usando le paure come bandiere e, spesso, come clave.
E continua:
Dietro allo scarto fra
le misure e la percezione dell´insicurezza, quindi, non ci sono i tg o la tivù
in sé. Ma il diverso rapporto fra comunicazione, informazione e vita
quotidiana. Che è divenuto diretto e immediato. Le informazioni fluiscono in
tempo reale e raggiungono le persone in ogni momento. Per cui, viviamo in un
eterno presente. Gli eventi fluiscono, senza soluzione di continuità. Qualcuno
sovrasta gli altri. Per una settimana, un giorno, magari un solo minuto. Fin qui Diamanti. La responsabilità grande di chi fa informazione è riuscire a "bucare la notte" senza distorcere la realtà, senza modificarne gli equilibri e allo stesso tempo aiutandone la percezione da parte del cittadino comune, senza puntare solo sull'emotività che spiazza il cervello. Ma se il diverso rapporto fra comunicazione, informazione e vita quotidiana è oggi divenuto diretto e immediato, se con gli strumenti attuali e con Internet ognuno di noi può essere in qualche modo agente di informazione, allora crescono le responsabilità dei fruitori in questo processo. Responsabilità di controllo e di intervento. Senza attenzione a quanto ci viene comunicato, senza dedicare del tempo alle necessarie verifiche, non potremo che continuare a bere come verità apparenze e opinioni parziali o manipolate. A nostra discolpa bisogna però considerare le carenze educative di cultura dell'informazione, materia che solo qualche élite ha approfondito in passato, ma che oggi sarebbe importante far rientrare in tutti i piani di studio scolastici, di ogni ordine e grado.
Scrivi Commento
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||||||||||||||||||||||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|











