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di Nedo Pozzi
Anteprima italiana di "To die in Jerusalem"
Alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, serata di
gala il 28 febbraio per la "prima" italiana di "To die in Jerusalem" lo
straordinario docu-film della giovane regista israeliana Hilla Medalia .
All'evento , organizzato da NetOne, con la collaborazione di Angelus
Student Film Festival di Hollywood, Priddy Brothers Production (Usa), Peter
Glenville Foundation (Usa), hanno partecipato circa 200 persone del mondo del
cinema, della comunicazione e delle istituzioni.
Di notevole interesse il dialogo successivo alla proiezione,
durante il quale Hilla ha risposto per oltre un'ora ad un fuoco di fila di
domande sulla sua lusinghiera esperienza di regia e sulle motivazioni profonde
che l'hanno guidata nel percorrere i meandri della disperazione, dell'odio e
dell'impotenza vissute da due famiglie divise dal "muro" ma legate da una
tragica fatalità.
"Riuscirà il cinema dove rischia di fallire l'informazione?"
c'era scritto sulla locandina stampata da NetOne. In effetti, decenni di
informazione giornalistica, frettolosa, sensazionalistica e quasi sempre
schierata, non hanno saputo darci la sensazione di finalmente "conoscere"
l'abisso di dolore su cui galleggia la questione palestinese, come le crude e
disadorne sequenze di Hilla Medalia.
Una bella lezione per i tanti giovani comunicatori che
gremivano le due sale della Casa del Cinema
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