di Thomas Klann
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(clicca per ingrandire) |
Nelle pagine umoristiche di una rivista, ho trovato un giorno una parodia di quel gioco in cui ci sono tanti punti da collegare in un riquadro. Vi era scritto: "Collega i punti facendo in modo che compaia un bel disegno". Ma, per quanto ti sforzassi non c'era come far comparire il bel disegno. |
di Paolo Aversano
For the first time in 2 years I present a commercial that we already watched and analyzed previously. I see a link between this production by Yamaha and “American Lessons” of Italo Calvino, the study I’m considering recently.
This week I stress the third point of his American Lessons: Accuracy. This concept has 3 principal characteristics: “… a blueprint well defined and calculated; the evocation of Visual images clear, sharp, memorable…” and a language extremely precise, but rich in colors and imagination at the same time.
di Ivan Turatti
Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore): un libro eccezionale, non solo per l'importante esperienza dell'autore o per l'argomento, ma per il rivoluzionario concetto che lo fonda.
Un "meme", che sta contagiando l'intero mondo della pubblicità e della comunicazione, viene istituzionalizzato, sviscerato e spiegato da Mirko Pallera, autore del sito NinjaMarketing:
Tutti siamo creatori, ma per creare idee contagiose in grado di cambiare il mondo dobbiamo mettere in discussione l'impero delle razionalità e rimettere in gioco emozioni, sentimenti e creatività, in poche parole dobbiamo usare il "cuore".
Ne ho scritto di più sul mio blog.
di Maria Rosa Logozzo

Un libro che ho atteso. Luisa ce ne aveva dato qualche anticipazione nella sua lezione a Intermediando, quando ancora lo stava scrivendo.
Ho finito di leggerlo ieri sera. Mi è scivolato giù come una narrazione fresca e piacevole, di cui ho volutamente rallentato la lettura, per gustarne tutti i sapori.
- una varietà e discontinuità visiva: "anche l'occhio come la mente ha bisogno di ganci, sobbalzi e sorprese"
- la dimensione sonora del testo “indispensabile per arrivare a quella leggerezza che fa alzare le parole dal foglio o dallo schermo mettendo loro le ali"
- il prediligere le parole di tutti i giorni, però imparando "a salire e scendere con destrezza la scala dell'astrazione, a dare concretezza alle idee parlando delle cose e a sollevare da terra le cose facendo loro rappresentare anche delle idee”"
Luisa Carrada insegna mostrandoci che efficacia avrebbero le parole usandole diversamente, curandole, comprendendole, lavorandole, mettendole al punto giusto, sfrondandole del superfluo.
Più che tutti gli esempi che riporta, il modello che convince a seguirla è il suo scrivere, proprio per il risultato che il lettore sperimenta su se stesso mentre legge.
La scrittura professionale in lei ha incontrato la bellezza dell'arte e quel raccoglimento dell'essere che aiuta a prestare attenzione ai particolari della vita, a goderne, a scoprirne pecularietà e segreti.
E' così che Luisa riesce a “far uscire la scrittura professionale dalla gabbia delle regole e aprirla verso la libertà e la molteplicità delle scelte”, il suo estremo rigore fiorisce in creatività, con un tocco di stupore e di poesia.
I trucchi e i segreti che ha condiviso generosamente sono stati illuminanti anche per me che non scrivo per mestiere, ma appartengo, come tanti oggi, a quella “text generation, che lavora, impara e comunica soprattutto leggendo e scrivendo”.
Ci sono capitoli utili a chiunque, come quelli dedicati alle slide che accompagnano una relazione o alla stesura delle email; e capitoli più per professionisti - ma godibili da tutti - che spiegano come redigere un white paper, un case study o un comunicato stampa.
Luisa ci ricorda in più punti di attingere alle riserve infinite della quotidianità, dell'interiorità, della curiosità: “Uno spunto di originalità, un titolo indovinato, un'idea per una pagina web, possono arrivare da tante fonti diverse, e quasi sempre esterne al nostro ambiente di lavoro: poesie, giornali, scritte sui muri, spot, cinema, saggi, romanzi.
In un mondo della comunicazione in cui anche le aziende aspirano a far suonare la loro voce in un modo inconfondibile e vogliono comunicare come persone, in cui i blog sovrastano e minacciano i siti istituzionali, in cui la parola d'ordine è conversazione, possiamo metterci ad ascoltare anche le nostre voci di dentro”.
I titoli che ha scelto per i capitoli e i paragrafi sono un modello di questo stile creativo.
I suoi suggerimenti generosi sono tratti dall'esperienza personale e da un vasto patrimonio di testi professionali. Alla fine di ogni capitolo queste fonti sono presentate brevemente nelle loro pecularietà, con un punto di vista dell'autrice sul loro contenuto.
La ricchezza del libro e la sua unicità stanno proprio nel punto di vista di Luisa, che a volte fa capolino in un sorriso dietro un paragrafo e a volte è espressamente dichiarato.
Solo lei può dipingere i link come “porte da attraversare, da aprire una dopo l'altra, come nei castelli delle fiabe”, lei che suggerisce “Fai vedere un paesaggio, fai assistere a un dialogo, fai sentire il profumo del pane appena sfornato. Meno descrizione, più racconto. Meno enunciazioni, più immagini. Meno elenchi, più metafore”.
Altrove scrive: “Mi piace pensare al web - come a tutto il mondo della comunicazione e della scrittura – in termini di ricchezza e abbondanza, non di regole fisse e orizzonti ristretti. Un luogo dove c'è posto per tutto: i testi brevi e quelli lunghi, la razionalità e le emozioni, il poema di cento canti e l'haiku di diciassette sillabe. Dove gli stili si sappiano mescolare in combinazioni sorprendenti”.
E' la più bella descrizione del web in cui mi sia capitato di imbattermi.
Leggendo il Mestiere di Scrivere mi è parso di conversare con Luisa; la sua è una scrittura molto personale, che la esprime.
A volte noi due riusciamo a conquistarci una passeggiata insieme, ritagliandola tra i ritmi di lavoro intensi per entrambe, sono bei momenti.
Chiudendo il libro ho desiderato riincontrarla presto.
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Il fotografo Mario Ponta, che ci aveva già segnalato il blog in cui cataloga i film a suo parere più adatti a essere inseriti nelle programmazioni dei cineforum, continua ad inserire nuovo materiale.
Mentre i fenomeni di massificazione umana sono per gran parte prodotti quasi dall'esterno di questa, nessuna forza dall'esterno può bastare a tenere insieme vive le cellule di un organismo
Danilo Dolci
Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
Senza voler demonizzare questa forma di turism...| home | mappa del sito | contatti | privacy | note legali | Login | cerca |
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