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Quotidiani di pettegolezzo PDF Stampa E-mail
lunedì 16 giugno 2008

di Maria Rosa Logozzo

Umberto Eco: Il quotidiano come una serata in famiglia 

umbertoeco.jpg Rebecca Helm-Ropelato nel suo Passing Comments scrive:

"In questi giorni non è difficile trovare numerose discussioni, in rete e non solo, circa il declino rapido dei quotidiani negli Stati Uniti e anche altrove.

Allo stesso modo non è difficile trovare, durante le discussioni, che si lancino a volte accuse su chi o che cosa ne abbia la responsabilità.
Umberto Eco, scrivendo di recente nella sua rubrica su L’Espresso, afferma invece che non è colpa di nessuno, allo stesso modo come non si può dare la colpa a nessuno del buco dell’ozono.

Il declino dei giornali è un risultato del nostro sviluppo tecnologico e, secondo Eco, è semplicemente un dato di fatto. Ma, egli aggiunge, è un fatto imbarazzante” (la traduzione è mia)

L’articolo di Eco, “Parlare in ritardo”,  lo si può leggere online. C’è un pezzo che condivido particolarmente, laddove dice:
“E soprattutto si è portati a far diventare pettegolezzo anche la notizia vera e propria, quando a un fatto rilevante (terremoto, incidente mortale sul lavoro, crisi di compagnia aerea) si dedicano non uno ma almeno quattro articoli, in cui fior di inviati sono obbligati a raccontare e a commentare l'evento da quattro punti di vista diversi - ma essendo fatalmente condotti a ripetere in quattro modi diversi la stessa cosa.
E noi leggiamo, spesso soddisfatti di ascoltare queste quattro voci, ma di fatto perdendo tempo per apprendere quattro volte quello che (oltretutto) sapevamo già.
Così il giornale diventa come una serata in famiglia, dove il nonno ripete per la milionesima volta la storia di quando aveva subito i bombardamenti...” .

Giusto in questi ultimi giorni mi sono sentita davvero stufa di trovare sul quotidiano quattro e a volte anche cinque articoli (!) sulla stessa notizia. 

Di norma scelgo l’articolo del giornalista che mi piace di più leggere e ignoro o guardo di sfuggita gli altri. Magari così facendo perdo il meglio, ma  il tempo che nella mia giornata posso ritagliare per leggere il quotidiano è molto stretto. E non penso di essere la sola in questa situazione...

Per fortuna ho un abbonamento online e almeno evito lo sciupio inutile di carta.




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