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Pagina 1 di 2 Paolo Crepaz
Medico e giornalista sportivo.
Un benvenuto a tutti i 650 partecipanti al congresso,
provenienti da tutti e cinque i continenti!
Vorremmo anzitutto rivolgere un
saluto particolare alle personalità che sono qui presenti, del mondo della
politica, della comunicazione e del mondo dell’Università. Un grazie a ciascuno
per aver voluto essere qui con noi.
La presenza a questo congresso non è
qualificata solamente per la ricchezza delle provenienze geografiche: sono
presenti fra noi praticamente ogni professionalità nel campo delle comunicazioni
sociali. La presenza più consistente è senz’altro quella dei giornalisti della
carta stampata, della radio e della televisione, delle agenzie di stampa, dei
diversi settori delle pubbliche relazioni o della comunicazione aziendale.... Ma
molti sono anche gli operatori con altre professionalità: produttori del cinema
e della televisione, operatori nel sempre più vasto settore di Internet e dei
new media, ma non mancano fotografi ecc.
I recettori, la fondamentale e
numericamente più consistente realtà del mondo della comunicazione, sono qui
rappresentati da alcuni qualificati responsabili di associazioni di recettori. È
evidente che la loro presenza permea, anima, sostanzia tutti gli ambiti del
nostro lavoro professionale. Non a caso proprio il numero della rivista "Città
Nuova", che avete trovato nella cartellina, dedica il suo speciale al tema "TV e
minori". Troveremo certamente in futuro un’occasione per un dialogo sul ruolo e
la realtà dei recettori.
La realtà dei media è sotto i nostri occhi
quotidianamente: le enormi potenzialità aperte dall’accelerato sviluppo
tecnologico dei media si scontra con rischi sempre più grandi ed incontrollabili
di perdita del controllo dei poteri,... potremmo continuare a lungo su questo
tema, ma ci fermiamo. Perché?
Perché, come avrete visto dal programma,
abbiamo fatto una scelta: abbiamo scelto di non concedere troppo spazio
all’analisi delle problematiche.... Siamo ben coscienti di queste, ci muoviamo
in esse, siamo immersi in esse....
In questi giorni ci affideremo alla
lezione della vita, più che a quella delle elaborazioni teoriche: molti dei
presenti ci faranno entrare nel loro vissuto quotidiano, a volte affascinante, a
volte problematico o persino drammatico. A segnare il percorso del congresso
sarà senz’altro l’intervento di Chiara Lubich che sentiremo tra breve: sulla sua
linea abbiamo l’ardito proposito di tentare di ricavare da esperienze vissute,
piccole e grandi, quotidiane o occasionali, possibili percorsi di elaborazione
culturale, obiettivi comuni che possono guidare il nostro lavoro e condivisibili
con chi lavora al nostro fianco.
Forse ci sono tante impostazioni fra
noi, tanti valori diversi a cui ciascuno cerca di rifarsi, ma vogliamo pensare
che lavorare per un mondo più unito può essere il comune denominatore condiviso
dai presenti; vogliamo provare a capire, in questi due giorni, se esistono e
quali sono, quei semi comuni che muovono il nostro lavoro, quelle tracce di
percorso comune che legano nel nostro quotidiano comunicazione ed unità.
Come avrete visto dal programma, abbiamo voluto provare a sezionare in
tre sessioni il nostro approccio al tema "comunicazione e unità". Ci teniamo a
sottolineare questo "e" che abbiamo tenuto nei titoli, ad indicare una ricerca
di sintesi fra termini spesso ritenuti in forte antagonismo fra loro. Così nella
prima sessione, approfondiremo il tema comunicazione e unità rispetto a
"relazioni e condizionamenti", entrando in particolare nella realtà dei rapporti
dentro la comunicazione, rapporti fra operatori, fra giornalisti in una
redazione, per fare un esempio; rapporti con l’editore, rapporti con il
fotografato, o l’intervistato, o le persone filmate; rapporti con il pubblico,
con i recettori. Domattina apriremo i lavori del congresso con l’intervento di
Sergio Zavoli, giornalista di fama internazionale, che molti di voi conoscono,
già presidente della RAI, la radiotelevisione italiana, che ci aiuterà a leggere
il tema di Chiara nella prospettiva della comunicazione oggi. La seconda
sessione, sempre domattina, "comunicazione e unità: le persone" ruoterà attorno
al tema "valori e audience", ovvero quella dinamica su cui si muove la ricerca
della verità dei fatti, della valorizzazione della persona umana e della sua
potenzialità sociale, accanto agli indici di ascolto e di gradimento di un
prodotto.
La terza sessione si aprirà sulle prospettive, quelle fornite dai
nuovi media, ma anche quelle nella direzione del mondo unito, il tutto in
rapporto con le dinamiche della globalizzazione.
Vorremmo poi concludere con
alcuni concrete proposte per restare legati e per continuare a lavorare insieme
ai progetti che nasceranno in questo congresso. Domenica mattina, come sapete,
si celebra nell’Aula Paolo VI, in Vaticano, il Giubileo dei Giornalisti, con una
celebrazione eucaristica ed una udienza alle 12.15 con il Santo Padre. Molti di
noi saranno presenti a questo appuntamento.
A questo punto pensiamo sia
evidente a tutti che la ricchezza e la varietà delle lingue, dodici, delle
razze, delle culture presenti, accanto alla diversa e specifica qualificazione
professionale, non rappresenteranno soltanto un arcobaleno geografico e
professionale, ma ci permetteranno di cogliere, da un confine all’altro della
terra quella matrice comune ed insieme la bellezza della particolarità, l’unità
accanto alla distinzione.
Proprio per incominciare a conoscerci abbiamo
chiesto di venire qui sul palco ad alcuni dei partecipanti del congresso. Alcuni
li abbiamo incontrati ieri sera all’arrivo qui, altri sono arrivati
stamattina....
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