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intervento di Franz Coriasco
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| sabato 03 giugno 2000 | ||||||||
seconda sessione:"Comunicazione e unità - i contenuti"Valori e audience Franz CoriascoMusicista, critico musicale, consulente artistico e autore radiotelevisivo per la RAI e BLUSAT 2000. Giochi su due tavoli, come fai?Quando lavoro in un ambiente di ispirazione cattolica il problema è riuscire a dare ai valori nei quali anch’io credo, una forma che sia adeguata ai tempi, che sia attuale, che sia bella, che sia originale. Quando si lavora invece in un ambiente di tipo laico il problema è preservarli questi valori da quelli che sono gli imperativi dell’audience che abbiamo sotto gli occhi tutti quanti, tutti i giorni. A me sembra questo, che forse c’è un punto comune di lavoro che vale tanto per un ambiente quanto per l’altro, tanto per un mezzo come la radio, tanto per uno come la televisione, e che è quello di farne un servizio per la gente che poi fruirà in un certo tipo di prodotto. In questo mondo di media sei ottimista o pessimista?Ieri mi ha colpito Chiara che, con l’ottimismo dei carismatici, diceva che nei media lei vede il dito di Dio. Io se guardo la mia esperienza di questi anni devo dire che ci vedo più il pugno o il cazzotto del demonio, più che il dito di Dio. Però anche noi agnostici abbiamo un nostro ottimismo che è quello che io spero continui a dare un senso anche al mio lavoro giorno per giorno, anche quando si fanno le piccole cose più che le grandi. Penso, ad esempio, ai rapporti interpersonali quando si costruisce un programma. E io penso che forse, davvero, c’è un duplice piano di incontro tra un approccio laico alla materia comunicazione, e un approccio cristiano. E questo piano d’incontro può avvenire, secondo me, su due livelli: uno estetico, che poi significa fare un bel servizio al pubblico, significa costruire dei programmi che siano belli, che siano attuali, che siano originali, che non siano superficiali… questo è un altro dei nostri difetti, a volte si è stanchi e si finisce con l’essere molto banali; mettendo in risalto – come ci diceva Chiara – il positivo, e in questo mi accorgo che a volte uno è così stanco e stressato per cui è infinitamente più facile mettere in risalto il negativo invece. L’altro piano, oltre quello estetico, è quello etico, che vale per tutti, credenti e non credenti, fa parte del nostro DNA comune. E su questo la mia ricerca quotidiana è sul piano del rispetto della persona, sia con chi si fa il lavoro e sia per chi, per evitare quello che ci diceva anche Chiara ieri, di strumentalizzare una realtà magari troppo poco spettacolare di per sé e quindi appiccicargli qualcosa di nostro o peggio ancora andando a scavare dove non è lecito farlo. E poi ancora – e penso che questo è un punto che unisce le due visioni – è la ricerca della verità che, a mio modo di vedere, per come mi è dato di sentire adesso è sforzarsi di vedere, quindi di raccontare il mondo e la vita così come Dio, se ci fosse, lo vedrebbe e lo racconterebbe.
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