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cinema / TV

di Maria Rosa logozzo

L'artista, come lo scienziato, è affascinato dal mistero

Ho avuto la fortuna di poter conoscere da vicino il maestro Zanussi.
Avevo visto il suo Persona non grata, cogliendovi quell' anima artistica 'densa' che ora ho incontrato a Praga.
L'ho accolto al suo arrivo e abbiamo cenato insieme, in quattro. Proveniva da un tour de force dall'America all'India, un cambio di fuso orario massacrante di suo. Così pensavamo a una cena veloce, per non stancarlo ulteriormente.

Ma il discorso, dopo l'imbarazzo iniziale da primo incontro, si è srotolato semplice e caldo, passando dalle vicissitudini dei credenti oltrecortina, alla sua amicizia con Giovanni Paolo II, al suo nuovo libro in uscita in Italia, ai limiti del pensiero postmoderno, al mistero della vita e delle sue tante storie.

Mi piacciono le storie - ci diceva - ma non arriverò a raccontare tutte quelle che vorrei”. E ce ne ha raccontata una che non porterà sullo schermo. Lo abbiamo ascoltato senza fiatare. Io lo avrei ascoltato ancora per ore.

L'indomani ho voluto partecipare alla sua master class in inglese alla FAMU, nota scuola di cinema e TV di Praga.
Ha iniziato la lezione quasi continuando alcuni argomenti della cena, chiedendo agli studenti: “Le domande sono tutte equivalenti? La risposta è no”.
Nel pomeriggio sarebbe stato proiettato The Karamazov Brothers di Peter Zelenka. Si è agganciato a questo:“La domanda fondamentale di Dostoevskij è quella sull'esistenza di Dio. Lui ha affermato che non c'è altra domanda di rilievo per l'umanità se non questa, se c'è Dio o no”.

Ho registrato la lezione e ieri risentendola ho appuntato, traducendolo in italiano, alcuni stralci che possono essere comprensibili anche senza vedere i due brani di film che il maestro ha mostrato.

(Di seguito è Zanussi che parla)

Tante persone saranno d'accordo con me sul fatto che la domanda sull'esistenza di Dio sia una domanda da porsi, ma magari diranno che è una domanda che ha la stessa importanza del chiedersi se c'è acqua sulla luna.
Ritengo siano domande di diverso livello. Se c'è o non c'è acqua sulla luna, non andrà ad influenzare di molto la mia vita. Ma l'esistenza di Dio, se noi siamo creatori o se invece siamo creati, ha conseguenze sul mio approccio alla vita.
Ogni cultura che ci conduce a questa domanda per me è superiore a una cultura che tratti solo di questioni umane - che sono molto importanti! - ma se non c'è una prospettiva trascendente, tutte le questioni sono penose e non portano a soluzioni efficaci.
Nessuna vera domanda sarà mai risolta sul piano solo umano, perché ci saranno sempre persone che sono nate con disabilità, ci saranno sempre persone che soffriranno, e per quanto noi cercheremo di aiutarle, non c'è modo di cancellare dal mondo la sofferenza e l'ingiustizia.

Questa settimana ho avuto l'opportunità di stare in India e parlare a studenti indiani. Mi hanno chiesto come mai noi riteniamo questa domanda sull'esistenza di Dio così importante. “Tutti lo sanno che Dio esiste! - mi hanno detto. Allora a cosa c'è da pensare? Forse in quale tipo di Dio crediamo?”

Da giovane ho cominciato studiando fisica prima che filosofia. Ho tanti amici scienziati. Credo che noi (artisti) abbiamo qualcosa in comune con la vera scienza, quella profonda. Non tutti gli scienziati trattano di problemi veri. La vera scienza è vera arte, arte creativa. Si occupa degli stessi fattori dell'arte: il mistero, il non conosciuto.
State attenti. Solo quando trovate che c'è qualcosa di 'intrigante', di misterioso nella vita, vi state avvicinando a qualche verità. Quando tutto è chiaro, quando costruite un tutto 'liscio', strappatelo, non continuate a lavorarci su. perché è una cosa risaputa. Il lato meccanico dell'esistenza è semplice da spiegare. Se guardate le telenovelle , vedete che lì tutto è spiegato, tutto ha una ragione semplice.

Ma dov'è il mistero?

Perché il marxismo è caduto? Perché aveva una visione illuminista, dove l'essere umano può essere prevedibile intellettualmente e totalmente condizionabile. Ma gli esseri umani non sono prevedibili. Rifanno le stesse azioni anche quando rischiano di non sopravvivere, spinti da un qualche potere spirituale, e divengono martiri, sacrificano i loro beni per un bene più grande, che non è qualcosa di materiale. Fu per questo che la società marxista fallì, perché le persone si comportarono diversamente da come gli illuministi si aspettavano.

L'essere umano è un mistero e noi dobbiamo cercare di illuminare il mistero. Chi si occupa di scienza fa lo stesso. Solo scienziati poveretti credono che tutto debba essere spiegato. Noi siamo più vicini a capire che il mistero è dovunque, e questo è emozionante, è affascinante, questo non finirà mai.

Quando sveleremo un mistero ne troveremo un altro e alla fine alcuni di noi troveranno Dio, il più grande mistero che si presenta all'uomo.

Vorrei che ricordaste, quando paragonate lavori artistici, che se uno di questi vi mette in allerta e vi fa confrontare col mistero allora quello è un buon pezzo. Detto in parole povere, quando guardate qualcosa, leggete qualcosa, ascoltate qualcosa, se dopo queste vostro guardare o leggere o ascoltare voi sentite che la vostra comprensione della condizione umana è cresciuta, è più grande, è migliore, è più profonda, allora avete a che fare con qualcosa di prezioso. Se voi restate gli stessi, avete perso il vostro tempo: non .ne vale la pena perché dovete crescere!
Ogni incontro con ogni lavoro artistico di valore è un processo di crescita. Sapete che nella vita o si cresce o ci si rattrappisce. Non c'è modo di restare dove si è.

Spesso ci accorgiamo che noi siamo indietro rispetto a come dovremmo essere, che noi, le nostre prospettive, le nostre emozioni sono meno belle di come dovrebbero essere, che stiamo restringendoci. Voi siete giovani... ma guardate le persone anziane. Quante di esse sono sulla via di perdere questo incredibile dono che è la vita, questo potenziale che è stato loro dato! Perché tutti hanno questo potenziale, tutti possono crescere. Questo è il migliore suggerimento che volevo darvi

Il computer sta facendo prendere piede ad alcune visioni che non sono reali. Ad esempio c' è quello strano tasto che potete pigiare e fare un reset. Siamo tentati di pensare che sia possibile fare un reset nella vita, ma questo è possibile farlo solo sui computer, non nella vita reale, dove qualsiasi cosa che accade, accade per sempre. Non potremo mai cancellarla.
Ogni scelta cattiva lascia un segno, non potete cancellarlo, semplicemente perché non siete più gli stessi di prima. La vita è irreversibile. Il tempo va in una sola direzione e non possiamo farlo tornare indietro. Spesso lo desidereremmo, vorremmo correggere qualcosa, ma il tempo è già dietro di noi.

(Dopo l'ultimo pezzo di film che ha mostrato, un film su un confronto di coppia intenso e lento, che pareva inadatto ai ritmi odierni)

Questo film è per un'audience ristretta. Mi chiederete perché lo ho fatto. Ricordatevi che la società è mossa da minoranze, da élite. Fare qualcosa per arrivare ad esse, per influenzarle è così importante come raggiungere un'audience di massa.

Per cui alcune volte bisogna prendere tempo per fare questo. E dove questo arriva noi non possiamo saperlo.