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ICT & new media

di Maria Rosa Logozzo

Che ci lascino costruire la nostra Internet!

davidweinberger_arturodicor(appunti dall'intervento di David Weinberger al Convegno Per un welfare della creativita' e dell'innovazione - Centro Congressi Università "La Sapienza" di Roma, 14 dicembre 2007)

Il titolo della mia conversazione è n-disruptions. Dove n indica un numero indefinito perché non so quante disruption (rotture, cambiamenti di paradigma) ci siano.

Il web non è un media che compete con altri media. Il web è fondamentalmente nostro. Lo stiamo costruendo noi, per noi stessi. Esso riflette la nostra natura meglio di altri media.

Voglio focalizzare due fenomeni del web: gli hyperlink  e il controllo.

Due volte nella cultura occidentale, nella nostra storia, abbiamo fatto sì che i contenuti divenissero pubblici e duraturi: una volta quando abbiamo inventato la scrittura e una seconda quando abbiamo inventato la stampa. Sono stati cambiamenti fondamentali.

E ora abbiamo creato la possibilità di rendere non solo questi contenuti pubblici e duraturi, ma anche le connessioni tra loro, con gli hyperlink. Questo è di un'importanza enorme. Perché è nella relazione tra i contenuti che risiedono la conoscenza e il sapere.

Il web è dato primariamente da queste connessioni, il web è dato dai link, non dalla architettura informatica di base. Il potere di queste connessioni diventa ancora maggiore quando si estende alle persone. La chiave di Internet non è tanto la connessione tra i contenuti attraverso i link, ma è la connessione tra persone attraverso questi link.

Il secondo aspetto di cui tratterò è il controllo.

Noi abbiamo dato per assodato in questi anni che più grande è un progetto, maggiore è il controllo di cui necessita. Questo è un concetto che funziona, costruiamo città e palazzi così, ma è un concetto che non è scalabile.

Quanti di voi in sala hanno un biglietto da visita su cui è scritto: manager del web?

Nessuno? Non c'è nessuno, in nessun luogo, perché il web è stato appositamente disegnato capace di evolversi, di crescere, senza richiedere un manager.

Se ci fosse un manager dovremmo chiedere un permesso per apportarvi cambiamenti, per leggere, per scriverci, per fare un download...

La mancanza di manager, la mancanza di controllo del web, è una condizione, è una necessità perché il web sia quello che è. Il web è permission free, non è richiesto alcun tipo di permesso.

Come risultato il web contiene di tutto, c'è un'abbondanza di tutto. Ci sono quelli che mettono in luce tutto quello che c'è di brutto sul web - e naturalmente c'è del brutto - ma l'architettura non è capace di giudizio. Ci sono cose di tutti i generi, cose meno valide e bugie ma anche cose valide e verità.

Ed è proprio da questa abbondanza che emergono la creatività e la crescita economica. Gli sforzi per togliere dal web tutto quello che c'è di brutto possono nuocere a questa abbondanza, possono anche distruggere quello che fa il web di proficuo, il valore del web. 

Fiducia.

Proveniamo da un'epoca in cui bisognava esser cauti e dare una fiducia limitata. Era difficile trovare e combinare le informazioni. In un tempo di informazione scarsa c'è bisogno di esperti per trovarla e validarla.

Così, in un'epoca di informazione scarsa, c'è il marketing. Perché le aziende, in epoca di scarsa informazione, divengono la migliore fonte di conoscenza dei prodotti e dei contenuti. Il mercato sorge perché controlla l'informazione, le compagnie sono gli unici posti dove si trovano informazioni sui prodotti. Il collezionare e rilasciare informazioni è un modo di tenere sotto controllo i clienti.

Ora che c'è abbondanza di informazioni, le aziende non sono più le migliori fonti di informazioni sui prodotti, ma sono le peggiori. Questo cambia il marketing. 

Nell'era del broadcast, con i media il cui messaggio va da uno a molti, c'è davvero poco spazio per l'informazione. I teorici del marketing consigliano messaggi molto brevi, stupidi, fatti con autorità.

Ma da quando i clienti hanno cominciato a parlare gli uni con gli altri, così come facciamo sempre su Internet, la semplicità non piace, non piace la stupidità, piace trovare di più, cercare qui o là, rendere le cose più complesse. Nelle conversazioni sul marketing, ma anche in una varietà più ampia di progetti, in tutte le dimensioni della vita sociale umana, stiamo imparando sempre di più a non dare fiducia in base alle credenziali della persona che sta parlando, ma in base ad un campo di informazioni più ampio, inclusa la voce della persona o come si presenta socialmente. 

Naturalmente la fiducia evolve su diversi contesti appropriati, ci sono diversi meccanismi di fiducia. In Amazon saranno appropriati all'acquisto di un libro; per Ebay ci sarà un progetto diverso, si tratta di un progetto più ampio. In un sito di medicina, i meccanismi di fiducia saranno ancora diversi. Il mercato cresce, si evolve, con meccanismi di fiducia appropriati. 

Conoscenza.

Proveniamo dalla tradizione occidentale in cui la conoscenza è distinta dall'opinione. Era la maniera di pensare dei Greci. Per cui la nostra idea di conoscenza è scarsa, molte cose sono opinioni e non conoscenza.

La conoscenza è binaria. Se c'è qualcosa su cui tu e io non siamo d'accordo, uno di noi ha ragione, solo un'opinione è giusta e l'altra sbagliata. La conoscenza è binaria.

Il futuro della conoscenza, di questa risorsa scarsa, deve essere cercato dagli esperti, che devono lavorare ripartendo la conoscenza in argomenti ben definiti. 

Col web la conoscenza non risiede nella nostra testa intesa letteralmente.

Con il web la conoscenza è andata trasformandosi e invece che essere binaria, strettamente binaria, ha spazio sul web, c'è spazio per maggiori gradi di conoscenza.

Se guardiamo ai periodici scientifici, un esperto tradizionale, rivedeva gli articoli e li selezionava prima di pubblicarli. Ma esistono quelli che chiamiamo giornali free press, dove ognuno mette il suo lavoro prima che venga rivisto, rendendolo disponibile. Le persone possono conoscerlo e rivederlo.

Ci sono ad esempio molti lavori accademici oggi disponibili su blog. C'è un grande valore nell'accesso a tesi su certi settori e a certe informazioni che non sono ancora validate con gli standard di settore. Ma dev'essere chiaro che queste informazioni sono ‘lavori in corso'. 

Se guardate Wikipedia, se guardate una delle sue voci, e la paragonate alla più grande enciclopedia inglese, la Britannica, vedrete che gli articoli della Britannica sono molto più lunghi. Ogni voce su Wikipedia può essere di un migliaio di parole, ma ogni voce ha degli hyperlink, è sviscerata nei link. Nella Britannica, si mette tutto su ogni argomento, Wikipedia non crede che il sapere si possa suddividere tutto in singoli pezzi. Ogni cosa che si può connettere in Wikipedia lo è. A me piace Wikipedia

In Wikipedia la conoscenza è sociale.

Wikipedia non è quello che si vede in superficie. Wikipedia è la conversazione che sta alle spalle di ogni voce: è quello che le dà valore. In ogni articolo c'è una discussione alle spalle in cui si vede come le persone hanno discusso, su che cosa sono state in disaccordo, come sono arrivate ad accordarsi. Nella discussione si vede come le idee si migliorano. La discussione fa venir fuori gli errori, i punti di vista. Siamo migliori, diventiamo più intelligenti quando conversiamo. L'insieme delle note su ogni argomento è più intelligente di ogni contributo. 

Potete vedere questo anche in qualsiasi mailing list, dove la persona scrive quello che scrive e le altre persone persone interrogano, argomentano, aggiungono, e così attraverso di questo la mailing list diventa più intelligente di ciascun appartenente alla lista. La conoscenza è fully social (pienamente sociale), questo vuol dire che non è nella mia mente , è between, nelle connessioni tra i nostri saperi. 

Lo stesso sta accadendo nelle classi scolastiche, ma non sempre davanti agli insegnanti. Gli studenti stanno imparando socialmente, come su internet.

Ma negli USA, sempre più, sempre peggio, imparando da singoli individui. La disconnessione è profonda e molto pericolosa. La conoscenza è vista come una merce, una merce economica, qualcosa che è largamente disponibile in pezzi individuali. 

Il fatto che con la tecnologia la conoscenza venga modificata non significa che essa non abbia valore. Significa che dobbiamo elaborarla insieme. 

Mio figlio, che ha 17 anni e frequenta una scuola superiore pubblica a Boston, sta memorizzando - ancora quest'anno gli stanno facendo memorizzare! - le 50 capitali degli Stati degli USA. Ma perché tutti devono memorizzarle? Può cercarle su Google con più celerità che a pensarle!

Il fatto di poter trovare molte informazioni ci lascia più spazio per la comprensione. 

Autorità

Siccome la conoscenza è scarsa, noi ci affidiamo agli esperti. Per conoscere a quale esperto affidarci guardiamo alle sue credenziali, dove si è laureato, se insegna in un buon college.... Questo va bene. Ma come possiamo controllare la sua perizia? Noi ci affidiamo agli esperti per capire quale informazione è più importante, a quale credere...

Nell'era del broadcast noi dipendiamo dagli esperti.

Ci sono spazi comunicativi, come lo spazio sui giornali, dove ognuno cerca di fare il meglio, ma di sicuro lì non ci possono essere rappresentate tutte le opinioni.

Editori di giornali, di TV, giornalisti... la gente mette insieme tutte queste persone... hanno autorità, con il loro pensiero che non è che un punto di vista! 

Questo è quello che abbiamo avuto. Ma ora l'autorità è stata spenta, ci sono molti argomenti e livelli di informazione. Può essere più difficile conoscere quando non c'è un'autorità a cui si può credere, ma abbiamo molte più informazioni disponibili, incluso il suono della voce. 

Ora che mi state sentendo, voi vi state facendo un giudizio su di me, su cosa ne penso di Internet, potete credermi o no... e probabilmente indovinate. Ma se volete saperne di più potete andare a cercare. Potete cercare le pagine di discussione su Wikipedia. Non potete andare a cercare le pagine di discussione sulla Britannica, lì vi dicono cosa dovete sapere, senza discussioni. Vogliono che crediate che la conoscenza venga da Dio, in tavole di pietra. Ora potete sapere che non è vero, ma potete anche controllare, verificare molto di più. 

C'è una cosa ancora sull'autorità che è piuttosto importante. Su Wikipedia spesso gli articoli hanno un riquadro, ci sono degli avvisi,  dei riquadri dov'è scritto "questo articolo necessita di maggiori punti di vista", "questo articolo sembra un sermone religioso", "sembra pubblicità", "questo articolo è incompleto", "questo articolo non è neutrale" (che è un avviso cruciale su Wikipedia!). Wikipedia ha più di un centinaio di questi avvisi. Ognuno può metterne. Potete farne anche voi uno, perché Wikipedia è la nostra enciclopedia. Wikipedia è nostra!

Il fatto che Wikipedia abbia questi avvisi sulla qualità dell'informazione negli articoli ci aiuta nella lettura.

Wikipedia non sta cercando di porsi come un'autorità che parla imponendosi, che chiede di credere in quanto dice, che parla a lettere maiuscole, a voce alta. Non è questo quello che Wikipedia sta facendo. Wikipedia è molto contenta di mostrare la sua debolezza, la sua fallibilità, la sua umanità. Questo rende Wikipedia più credibile, più autorevole.

Non vedrete mai avvisi simili sull'Enciclopedia Britannica, non li vedrete mai sul New York Times, perché la loro autorità tradizionale è nel business di essere autorità, non vogliono ammettere la fallibilità umana, li imbarazza. Essere umani li imbarazza. Perché l'infallibilità è la sorgente della loro autorità in cui credono. Il loro business è la forza della loro autorità.

Ma oggi la capacità di ammettere la fallibilità, di ammettere la debolezza umana è un requisito per essere credibili. Grazie al web!

Io credo che, in futuro, sempre di più i leader politici che si presentano come persone autorevoli verranno creduti sempre di meno. La mia opinione è: bene! 

Politica

E' stata marketing. E' diventata una forma di marketing, specie a livello nazionale, dove si cerca di raggiungere il maggior numero di persone con un messaggio semplice.

I politici continuano a ripetere le stesse cose, ancora e poi ancora. Ripetono le stesse parole, lo stesso messaggio, a prescindere dalle domande... loro ripetono. La politica non può restare dove sta. Più i politici continueranno a fare marketing, meno saranno creduti; perché siamo così abituati al suono della voce umana, alla conversazione umana, che la politica di marketing sta andando sempre peggio.

I candidati che appaiono come candidati ‘classici' perdono la loro credibilità.

Nella campagna di Edward Dean per le presidenziali del 2004, il manager della campagna decise di non fare una campagna di marketing in cui gli elettori fossero passivi. Ma gli elettori erano milioni e milioni allora come fare? Dir loro: "Scrivete e Dean leggerà le vostre email" sarebbe stato mentire. Allora ha ideato una campagna che promuoveva la conversazione tra i sostenitori.

Internet è fatta per mettere in contatto presone, una con un'altra e molti con molti. La campagna elettorale ha incoraggiato questo aspetto e ha fatto sì che non ci fossero altri messaggi. Normalmente una campagna afferma: "Ecco quello che vogliamo dirvi!". Tre punti così...

La campagna di Dean è stata molto attenta, non ha dato 3 punti, non ha dato nessun punto. La campagna è stata: "Scrivi quello che è importante per te. Se sei in disaccordo con Dean per questo o per quello...". Il risultato di questo è stato che i sostenitori hanno acquisito un senso di fiducia. Nessuna campagna elettorale precedente aveva avuto fiducia in loro come votanti, come cittadini. Pensavano che dovevano essere controllati. Che bisognava dar loro un messaggio, che bisognava limitarsi solo a quel messaggio. Il senso di fiducia è stato un tale sollievo che i sostenitori di Dean furono noti come "Deaniacs" - come maniaci, lunatici - nel loro supportarlo, nel loro entusiasmo per questo candidato, che francamente non era un così buon candidato. L'entusiasmo sorpassò il candidato.

Ancora una cosa, molto piccola e generale, basata anche questa sulla mia esperienza americana.

Gli economisti ci hanno detto che noi esseri umani siamo razionali e interessati a noi stessi. E che dobbiamo tener presente questo orizzonte.

E naturalmente noi lo siamo razionali e interessati a noi stessi.

Ma negli ultimi 13 anni abbiamo capito che noi siamo molto più di questo. Che i progetti collaborativi come Wikipedia, come Linux, come il web in sé, sono progetti creati senza controllo, senza leader.

I leader li hanno condotti dando un'idea: "costruiamo Wikipedia" o "facciamo un sistema operativo"...e poi si sono messi da parte.

Perché mai le persone devono gestire questi progetti collaborativi? Non si può spiegare Linux come risultato di gente razionale e interessata a sé. Non si può spiegare Wikipedia in questo modo. Non si può spiegare il web così.

Date uno sguardo a un blog, a un qualsiasi blog. E' pieno di testo sottolineato in blu, di link. I blogger non sono giornalisti, voi non scrivete per i giornali.

La vera conversazione è in relazione con ciò che abbiamo letto, con ciò che altri blogger pensano che a noi interessa, la conversazione nei blog è piena di link. Ogni volta che si mette un link si manda la persona altrove, gli si dice dice: ‘Grazie di essere venuto nel mio blog. Credo di avere qualcosa di più interessante da indicarti. Vorrei che cliccassi qui e andassi là, andassi via",. "Credo che ci siano altri post interessanti che sostengano questo" ... qualsiasi cosa...e gli si dice il perché. Ogni link è un piccolo atto di generosità . Questo fa il web!

Se non ci sono link non c'è il web. I link sono l'architettura del web. Noi stiamo estremamente sociali, estremamente collaborativi, questa è la nostra natura, non è qualcosa che emerge dall'interesse personale. Questo è quello che siamo. Il web ha questo come fondamento.Questa è l'architettura del web: la generosità, il collegare.

Ogni link in un post è più del post, perché dà qualcosa in più.

Noi siamo molto di più di quello che pensiamo di essere, siamo molto di più di quello che vogliono farci credere di essere.

Anche se i media broadcast ci forniscono un menu di cose che potrebbero interessarci - la copertina di un giornale o una lista in TV... - risulta che il mondo è più interessante di come ce lo vogliono far credere! I nostri interessi sono maggiori. Come lo sappiamo? Dov'è la prova?

La prova è nei cento miliardi di pagine sul web. E' il senso di liberazione e gioia che le persone sentono quando entrano nel web e si connettono e scoprono che il mondo è molto più interessante di quanto nessuno mai abbia pensato. E ora lo sappiamo e lo sappiamo se ci colleghiamo l'un l'altro.

L'ultima cosa che vorrei dire è che tutto ciò funziona perché il web è tutto nella connessione resa possibile dagli hyperlink e questa connessione è senza controllo, non ci sono permessi né manager.

Ma ciò significa che siamo adesso, giusto adesso, sul punto del cammino dove decidere se vogliamo scendere da questo lato o dall'altro. Uno è il cammino che ci porta al rinnovamento, alla creatività e all'innovazione, alla connessione, alla coscienza sociale e, francamente, alla pace. La pace che viene dal riconoscere una gioia nella differenza. Questo è un cammino. Possiamo proseguire in questo cammino. Stiamo procedendo in questo cammino. Dobbiamo oltrepassare ogni barriera di controllo, ogni barriera che possiamo trovare, ogni barriera che è stata eretta. Stiamo cercando di non perdere la speranza che noi ci possiamo arrivare a questo rinnovamento, a questa creatività e a questa connessione che stiamo costruendo per noi stessi. Non abbiamo bisogno di permessi, non abbiamo bisogno di altri aiuti: lo stiamo facendo!

Allo stesso tempo stiamo combattendo, stiamo combattendo e ho paura che finiremo per perdere.

Di nuovo, coloro che ci vogliono mantenere in un oscurantismo - questa è una epoca di luce a paragone di quanto abbiamo avuto prima -un oscurantismo di disconnessione, di interessi ristretti, di conoscenza limitata, di conoscenza imposta.

Conoscenza significa che noi questo non lo vogliamo, che non abbiamo bisogno di questo. Abbiamo solo bisogno di persone, abbiamo solo bisogno che l'oscurantismo smetta e che ci lascino costruire la nostra Internet!

Chi è David Weinberger 

Le 95 tesi del Clutrain Manifesto (di cui Weinberger è coautore) tradotte in italiano da Luisa Carrada .