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varie

di Maria Rosa Logozzo

Una democrazia dei sondaggi?

Ieri Ilvo Diamanti scrivendo della ‘democrazia del privato’, ha riassunto il dibattito di questi giorni circa le dinamiche odierne, bidirezionali, tra sistema mediatico e sistema politico.

(…) in molti paesi occidentali la politica si è personalizzata, insieme ai partiti. I quali hanno rimpiazzato l' ideologia con la fiducia nella personalità del leader; l' organizzazione e la partecipazione con il marketing e la comunicazione.

(…)la politica si è da tempo travasata dal territorio e dalla società sui media. E, proprio per questo, si è rapidamente integrata nei moduli e nei linguaggi pop della televisione. Delineando format e generi sempre più ibridi: «infotainment», «politainment». Miscela di informazione, intrattenimento e politica.

(…)i programmi di informazione politica hanno accolto i comici, gli attori, gli esperti di vario genere e tipo. Peraltro, l' ingresso in politica di personaggi dello spettacolo e dei media (attori, giornalisti, ecc.) è frequente. (E non nuovo). Tuttavia, si assiste anche al passaggio inverso. Dalla politica allo spettacolo.

(…) la televisione è fungibilità assoluta. L’importante è esserci.

A conclusione dell'articolo ha sintetizzato in sei punti i cambiamenti che a seguito di ciò stanno avvenendo nei sistemi democratici, ecco gli ultimi due punti:

"5. D' altronde, la «democrazia del pubblico» si sta traducendo in «democrazia del privato». Dove i fatti personali e familiari diventano di pubblico interesse. Non perché siano di interesse pubblico ma perché interessano al pubblico.

6. Questa tracimazione del privato nel pubblico, secondo alcuni studiosi (Crouch e Mastropaolo, fra gli altri), evoca l' avvento di una «post-democrazia». Una democrazia minima. Ridotta al voto. Dove il cittadino esercita il suo potere (?) una volta ogni cinque anni. Per trenta secondi. Poi si siede davanti alla Tv. E guarda. Al più: risponde a un sondaggio.

Si riuscirà a invertire questo processo, a ridare al cittadino coscienza del suo ruolo attivo e continuativo nella gestione democratica?
Di alcuni di questi argomenti mi sono trovata a parlare a Palermo e a Catania, a fine aprile, con i giovani che stanno frequentando le scuole biennali di partecipazione politica promosse dal Movimento politico per l’unità (MPPU) in tutta Italia.
Allego il pdf del testo preparato per la lezione su “La comunicazione come facilitatore di partecipazione politica