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editoria

di Maria Rosa Logozzo

Vendichiamola facendola parlare ancora

Natalya EstemirovaIl 15 luglio 2009 Natalya Estemirova è stata rapita e poi uccisa.

Le è toccata la stessa sorte delle colleghe giornaliste Anna Politkovskaja (di cui avevo letto dei brani nella scorsa diretta online) e Anastasia Babourova, che come lei non avevano taciuto la violazione dei diritti umani in Cecenia.
L’hanno uccisa affinché non parlasse più. Per vendicarla non c’è che darle la parola riproponendo diffusamente quanto ha scritto e detto, moltiplicandolo con tutti i mezzi, in tutte le lingue.

L’Unità si è mossa in questa linea, pubblicando in italiano parte di un suo articolo del 2008, che era stato diffuso venerdì scorso da The Independent: una forte denuncia dell’operato del governo ceceno. Leggerlo è doloroso ma apre gli occhi su ciò che non ci si vuole far conoscere.

Su Youtube possiamo rivedere Natalya che racconta del suo lavoro in un video di 8 minuti sottotitolato in inglese.

A Genova,  nell’ambito della seconda edizione della Settimana dei Diritti, la giornata di domenica 19 luglio verteva su “Diritto di informare - diritto di comunicare - diritto di sapere”. In quell'occasione, ricordando la Estemirova accanto ai numerosi giornalisti uccisi per nascondere verità scomode, Nando dalla Chiesa ha lanciato un appello a ONU e Unione Europea  a sostegno della libertà di stampa. L'appello sarà presto diffuso in Università, Enti, Associazioni, Ordini e organismi di categoria come quelli dei giornalisti. Tra i primi firmatari il sindaco Marta Vincenti