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ICT & new media

di Donata Schiavoni

wikipedia_2 Per il mio lavoro di grafico pubblicitario, Internet è ormai strumento utilissimo e anche per me Wikipedia rappresenta senz'altro un'opportunità semplice e gratuita di informazione.
Sinceramente non l'avevo percepita anche come fonte di problemi. Ma il dibattito è interessante.
Leggendo l'articolo di Francesco Ognibene su "Avvenire" - di cui NetOne ha segnalato una critica - effettivamente, con tutto il rispetto, ne risulta una visione un po' frettolosa del fenomeno, sia perché in poche righe non è possibile spiegare tanti aspetti e si va avanti più per "slogan", e soprattutto perché, a mio parere, non sembra esserci lo sforzo giornalistico di entrare in questa realtà, di andare alle radici, alle motivazioni. Cosa che invece avevo percepito in un articolo di Antonio Spadaro apparso su Civiltà Cattolica nel 2005.

Alcuni dati numerici ovviamente sono datati, ma vi si descrivono storia, meccanismi principali e possibili limiti in tono sereno e razionale. Con Wikipedia siamo davanti a qualcosa di diverso ... che rovescia il sogno dell'enciclopedia tradizionale intesa come costruzione autorevole, organica e integrata del sapere, tuttavia si riconosce in questo movimento un nuovo interessante scenario sociale e collettivo, capace di valorizzare la cooperazione intellettuale.

Anche Spadaro parla di utopia e di pericolo del relativismo, però le utopie di Wikipedia nascono dalle esigenze profonde della conoscenza umana ... il conoscere inteso come un processo dinamico, aperto a tutti, e frutto non solo di un impegno individuale, ma anche di una profonda collaborazione e di un intenso confronto tra menti disposte a condividere abilità e intelligenza.

Il linguista e antropologo Edward Sapir dice che il vero luogo del crearsi della cultura è l'interazione tra le persone. Sta effettivamente a ciascuno di noi la responsabilità di un uso corretto della tecnologia, nel rispetto dell'altro, senza 'etichettare' nessuno, per contribuire anche nel nostro piccolo affinché sia accessibile a tanti e, secondo me, anche nella difesa della qualità.