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ICT & new media

Regimi energetici e forme di comunicazione
di Maria Rosa Logozzo

jeremy_rifkin_1La Repubblica di sabato 1 dicembre, ha pubblicato una versione ridotta del «white paper» sul futuro dell'energia che Jeremy Rifkin ha redatto come consulente per le questioni attinenti all'economia, al cambiamento del clima e alla sicurezza energetica del presidente di turno della Unione Europea, il portoghese José Socrates.

Il testo comprende un veloce excursus storico dove l'autore mette in parallelo i regimi energetici delle varie epoche con le forme di comunicazione che vi vigevano, arrivando a prospettare una Terza Rivoluzione Industriale.

 

I combustibili fossili e l´energia nucleare sono per loro stessa natura energie d´élite, reperibili solo in alcuni luoghi: rappresentano il vecchio approccio centralizzato dall´alto verso il basso per la gestione delle risorse. Le fonti di energia rinnovabile, invece, sono distribuite ovunque sulla Terra, potranno essere prodotte anche in casa, con una 'generazione condivisa' e poi distribuite grazie a un architettura di rete come quella di Internet.

Le prospettive che Rifkin mostra sono una nuova conferma che il mondo avrà un futuro solo con la collaborazione di tutti, se condivisione e partecipazione vinceranno sugli interessi di parte.

Riporto due paragrafi dell'articolo; il testo integrale è consultabile su questa pagina del sito di La Repubblica, insieme a tutto il «white paper»

Le grandi rivoluzioni economiche della storia: la convergenza di nuovi regimi energetici e nuove forme di comunicazione
I cambiamenti economici epocali della storia dell´umanità si sono verificati allorché nuovi regimi energetici sono coincisi con nuove forme di comunicazione. Quando tale convergenza ha luogo la società si ristruttura in modalità del tutto nuove. All´inizio dell´era moderna, l´arrivo simultaneo della tecnologia del vapore alimentata a carbone e della stampa hanno dato origine alla prima rivoluzione industriale.

Alla fine del XIX secolo e per tutti i primi due terzi del XX secolo, le forme di comunicazione elettrica di prima generazione - il telegrafo, il telefono, la radio, la televisione, le macchine da scrivere elettriche, le calcolatrici, e così via - hanno coinciso con l´introduzione del petrolio e del motore a combustione interna, diventando di fatto il meccanismo di controllo e di comando delle comunicazioni per organizzare e diffondere la seconda rivoluzione industriale. Una grande rivoluzione nelle comunicazioni ha avuto luogo negli anni Novanta. La seconda generazione di forme elettriche di comunicazione - personal computer, Internet, il World Wide Web, e le tecnologie wireless di comunicazione - ha messo in connessione tra loro il sistema centrale nervoso di oltre un miliardo di persone in tutto il pianeta alla velocità della luce. Sebbene le nuove rivoluzioni di software e della comunicazione abbiano iniziato a migliorare la produttività in ogni settore industriale, il loro pieno potenziale è lungi dal dirsi pienamente realizzato. Tale pieno potenziale si situa nel loro abbinamento all´energia rinnovabile, in parte immagazzinata sotto forma di idrogeno, per creare i primi regimi di energia "distribuita".
Gli stessi principi di progettazione, le stesse tecnologie intelligenti che hanno reso possibile Internet saranno utilizzati per riconfigurare le reti elettriche della Terra, così che gli individui possano produrre energia rinnovabile e condividerla da pari a pari, proprio come adesso producono e condividono informazione, creando di conseguenza una nuova e decentralizzata forma di uso dell´energia. La creazione di un regime a energia rinnovabile, in parte immagazzinata sotto forma di idrogeno, e distribuita tramite reti intergrid intelligenti, spalanca le porte a una Terza Rivoluzione Industriale, che dovrebbe avere un potente effetto moltiplicatore economico nel XXI secolo quanto quello che ebbe la convergenza di stampa e motore a vapore alimentato a carbone nel XIX secolo, o quello della convergenza di forme elettriche di comunicazione e motore a combustione interna e petrolio nel XX.
(...)

Energia distribuita: dalla geopolitica alla politica delle biosfere
I combustibili fossili e l´energia nucleare sono per loro stessa natura energie d´élite, che rappresentano il vecchio approccio centralizzato dall´alto verso il basso per la gestione delle risorse, così tipico del XIX e del XX secolo. Poiché possono essere reperiti soltanto in alcuni luoghi, il carbone, il petrolio, il gas naturale e l´uranio hanno spesso richiesto ingenti investimenti militari per essere messi in sicurezza e altrettanto ingenti investimenti di capitale per lavorarli e commercializzarli. Le fonti di energia rinnovabile, invece, sono distribuite ovunque sulla Terra. I raggi solari, il vento, l´acqua, la geotermia, le onde oceaniche, i residui dell´agricoltura e delle foreste, la spazzatura comunale sono tutte accessibili in tutto il mondo. Se raccolta e immagazzinata sotto forma di idrogeno, se distribuita sotto forma di elettricità per mezzo di intergrid, reti elettriche intelligenti, l´energia rinnovabile ha il potenziale di poter essere condivisa da pari a pari con una modalità di distribuzione simile a quella che oggi utilizziamo per comunicare e informarci su Internet.
La Terza Rivoluzione Industriale rende possibile una capillare ridistribuzione del potere, con conseguenze positive e di vasta portata per la società. L´odierna distribuzione centralizzata e dall´alto verso il basso di energia diverrà sempre più obsoleta. Nella nuova èra le aziende, i comuni, i proprietari di casa potranno diventare produttori tanto quanto consumatori della loro stessa energia, la cosiddetta "generazione distribuita". Addirittura, le automobili stesse saranno "stazioni energetiche su ruote" e avranno la capacità di generare 20 o più kilowatts. Considerato che in media un´automobile per la maggior parte del tempo è parcheggiata, nelle ore nelle quali non è utilizzata potrà essere collegata con una presa di corrente alla casa, all´ufficio o alla rete elettrica interattiva principale e trasferire elettricità di prima qualità. I veicoli azionati a celle a combustibile diverranno di conseguenza un mezzo per immagazzinare ingenti quantità di energia sotto forma di idrogeno che potrà, a sua volta, essere convertito nuovamente in elettricità per alimentare la rete elettrica principale. Se soltanto il 25% degli automobilisti usasse il proprio veicolo come impianto elettrico per rivendere energia alla rete principale intergrid , si potrebbero eliminare tutte le centrali elettriche dell´Unione Europea.
In futuro, le società elettriche e le aziende di servizio pubblico sempre più diverranno bundler di energia distribuita, aggregando e raccogliendo l´energia rinnovabile generata localmente e regionalmente dalle aziende e dai proprietari di casa, immagazzinando quell´energia sotto forma di idrogeno e altri supporti di immagazzinamento energetico e distribuendo l´energia per mezzo di reti elettriche intelligenti in tutto il continente europeo. L´avvento simultaneo delle tecnologie della comunicazione distribuita e delle energie rinnovabili distribuite tramite un accesso aperto, una rete elettrica intelligente equivale a dire "potere al popolo".
La domanda cruciale che ogni nazione deve porsi è dove intende collocarsi da qui a dieci anni: nelle energie e nelle industrie al tramonto della seconda rivoluzione industriale o nelle energie e nelle industrie in via di sviluppo della Terza Rivoluzione Industriale. Sarà proprio questa Terza Rivoluzione Industriale, infatti, la partita conclusiva in grado di traghettare il mondo fuori da un panorama energetico obsoleto che si basa sul carbone e sull´uranio e farlo entrare nel futuro non inquinante e sostenibile dell´umanità.

(Traduzione di Anna Bissanti)