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ICT & new media

Da Passing Comments di Rebecca Helm-Ropelato (traduzione dall'inglese)

Obama e la versione democratica del tocco di re Mida

theatlantic.jpg Barack Obama, per la sua campagna elettorale alla Presidenza degli Stati Uniti d'America, continua a ricevere donazioni in maniera quanto mai sbalorditiva, abbattendo tutti i record: si tratta di cifre smisurate.

 

Come esattamente lo faccia e, non meno importante, come i tecnici e gli imprenditori della Silicon Valley stiano giocando un ruolo chiave nell'aiutarlo, sono gli argomenti analizzati da un articolo  pubblicato il mese scorso sulla rivista americana “The Atlantic” (”The Amazing Money Machine ” di Joshua Green, giugno 2008).  

Quant'è l'esatto ammontare che Obama e il suo team di sostenitori stanno incassando dai donatori? Solo nel mese di febbraio la cifra raggiunta era «uno sbalorditivo 55 milioni di dollari, circa 1 milione e duecentomila euro al giorno», secondo l'articolo.

Come è evidenziato nell'ultima frase di questo paragrafo estratto dall'inchiesta, un altro tema della campagna di Obama è egualmente rivoluzionario: in un certo senso, Obama rappresenta un trionfo della riforma delle campagne di finanziamento.

«Egli non ha, ovviamente, ricevuto i soldi dalla politica - come molti propositori della riforma avrebbero voluto - e, se diventerà il candidato per i democratici, certamente lascerà perdere i finanziamenti pubblici.

Inoltre egli ha realizzato l'altro grande obiettivo dei riformatori: chiudere con quel sistema in cui una manciata di ricchi donatori controlla il processo politico. Ha fatto ciò non tlimitando i soldi raccolti, anzi aggiungendone molti, molti di più – democratizzando il sistema, inondandolo con così tanti nuovi contributori in modo che, il loro effetto combinato, diluisca la vecchia guardia al punto che essa costituisca solo una minaccia minima.

Gorenberg racconta che a Obama spesso viene ancora chiesto chi siano i maggiori raccoglitori di fondi. Ed egli risponde che non è più possibile dirlo. “Chiunque di loro potrebbe alla fine diventare di grosso taglio”, dice, “perché non ha più importanza quanto puoi scrivere su un assegno; l'importante è quanto sei motivato a protenderti verso gli altri”».

(Mark Gorenberg, membro del comitato finanziario nazionale della campagna di Obama, uno dei personaggi che ne ha determinato il successo, ha applicato alla politica tutte le tecniche delle reti sociali su internet, come racconta un articolo del Corriere del maggio scorso)