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di Maria Rosa Logozzo

Il popolo in 'Presa Diretta'

PresaDiretta_IlPopoloQueste righe sono un grazie a Riccardo Iacona, Gaetano Di Vaio, e Domenico Iannacone per la puntata di Presa Diretta andata in onda ieri sera su RAITRE, dal titolo Il popolo.
Consiglio vivamente a chi non l'avesse vista di rivederla online.

Iacona ha un giornalismo di ascolto della vita, fatto di storie vere porte con un alto rispetto della dignità umana, con immagini e sottolineature spesso senza commento che dicono più di mille parole.

Ieri notte, quando il programma si è chiuso, avevo un blocco allo stomaco, un senso di impotenza e tanti perché. Dopo aver ascoltato le storie di donne che, proprio qui in Italia, ogni giorno faticano a dar da mangiare ai figli, ogni cosa che in casa mia era superflua mi bruciava addosso.
E come non avercela con i sistemi politici e giudiziari quando un giovane padre di due figli, che di notte raccoglie ferro dalla spazzatura per dar da mangiare alla famiglia, viene arrestato con le manette ai polsi e multato di mille euro perché fa questo mestiere senza possedere una partita iva?
E' questa la lotta agli evasori che salverà la crisi finanziaria italiana?

Di contro centinaia di milioni di euro ottenuti dall'Europa per bonificare e rivalorizzare la zona dell'ILVA di Bagnoli si sono volatilizzati senza riscontri e senza che nessuno li insegua.
A rincarare la dose un paragone con la Germania che, in una situazione analoga, ha usato i fondi europei non per abbattere le strutture di una miniera, ma per mutarle in un visitatissimo museo moderno con servizi culturali e sportivi che ha generato decine di migliaia di posti di lavoro.

Continuano a girarmi in testa le tante storie e le tante immagini. E mi chiedo che possiamo fare. Prendere coscienza della loro esistenza è già bene, ma poi?
Non trovo altra soluzione al momento che vivere con attenzione nel territorio in cui sono, stringendo legami di solidarietà con chi abita vicino a me e allargando il cerchio, piano piano, dal basso, persona dopo persona, ricostruendo un tessuto sociale come operando un benefico trapianto di cellule buone in un tessuto malato. Lo stanno già tentando di fare le molte piccole associazioni che si muovono, con impegno e dando del proprio, sul territorio napoletano.
Questa opera la si può fare dove c'è ricchezza e anche dove c'è povertà. Anzi, lì dove si soffre, la solidarietà ha terreno più facile.

Benedetto XVI il 25 settembre scorso a Friburgo ha ricordato quella volta in cui qualcuno chiese a Madre Teresa di Calcutta quale fosse, secondo lei, la prima cosa da cambiare nella Chiesa. Lei rispose: “lei ed io!”. Non potremmo applicare questa risposta anche al come attivare un cambiamento nella società in cui viviamo?

Mi è andato il pensiero a Santoro che, nel campo televisivo,  sta provando a creare un movimento dal basso che porti un mutamento... ma il rischio è che ci si muova per spirito di rivalsa - che sempre spacca in fazioni - pilotando l'opinione pubblica per portar acqua al proprio mulino. Mentre sarebbe necessaria un'apertura di orizzonti a 360°, con un ascolto sereno e una presa in considerazione seria e rispettosa di tutte le parti in causa, per vero spirito di 'servizio pubblico' .

La puntata di Presa Diretta del 25 settembre 2011