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di Maria Pia Lenato

Giornalista a servizio di un territorio

MariaPiaLenato(Intervento inserito nella diretta online del 2 dicembre 2011)
Sono tornata a Turi, mio paese di origine, dopo anni di permanenza altrove. Turi è una cittadina di 12 mila abitanti in provincia di Bari, un centro ad economia agricola, anche se di un agricoltura molto avanzata. E' famosa in Italia per la produzione di ciliegie, ogni anno riesce a vincere il premio per la ciliegia più bella, di una qualità speciale. Faccio un po’ di pubblicità: venite a Turi nel mese di maggio!

Turi è conosciuta in Italia per la casa di detenzione dove sono stati reclusi due personaggi importanti, antifascisti, Sandro Pertini, divenuto poi Presidente della Repubblica Italiana e Antonio Gramsci.

Rientrando in questo territorio dopo anni, mi sono resa conto che  tante cose erano cambiate, molti volti ormai non li riconoscevo più, e ho sentito il dovere di reinserirmi in questo contesto sociale, umano, per interagire con esso e per attivare proprio quegli elementi di dono e di accoglienza del dono nel vivere insieme.

Tra le altre novità trovate nel territorio c’era la presenza di un giornale, Il Paese,  – era la prima volta per la cittadina -, un giornale a tutti gli effetti. Era edito da un’associazione culturale che ha come obiettivi l'informazione ma anche la cultura.
Mi ha piacevolmente impressionato, perché la cultura contribuisce a costruire una comunità più coesa ed anche,  naturalmente, porta sviluppo.

MagazineIlPaese_copertinaIl giornale veniva venduto nelle edicole e dietro abbonamento, non solo a Turi ma in varie parti d’Italia e all’estero in quanto organo di collegamento con le famiglie emigrate soprattutto negli anni ’50 -‘70 che ormai hanno raggiunto tanti Paesi europei: dal Lussemburgo al Belgio, alla Germania ma anche Stati Uniti, Canada, Australia. Questo era per me un elemento di grande importanza: questa coesione  si estendeva dal nostro piccolo borgo,  andava al di là, oltre questi confini.

Ho scritto una lettera al giornale complimentandomi, e chiedendo che si approfondissero alcune rubriche che mi sembravano da sviluppare.
Con mia somma sorpresa non solo hanno pubblicato integralmente la mia lettera, ma anche mi hanno invitato a scrivere su quei temi che erano congeniali alla mia formazione professionale – sono insegnante -, l’educazione, l’attenzione alle nuove e vecchie povertà, l’attenzione al territorio urbano e ai problemi dell’ecologia.

E' iniziata così una collaborazione che poi si è approfondita sempre di più anche all’interno della redazione del giornale. Lavorando ho potuto sperimentare come la comunicazione aiuti, agevoli, la partecipazione alla vita del corpo sociale, dando anche dei contributi concreti.

Quest’anno abbiamo festeggiato il 23° anno del giornale ed è già un gran successo per un piccolo centro. E’ una grande sfida che si riesce a portare avanti proprio per la disponibilità di molti del territorio. Siamo volontari, quindi il giornale è indipendente, si regge sulle vendite e un po’ sulla pubblicità. Pubblicità che però rispetti alcuni canoni fondamentali.
Il nostro interesse va a tutto quello che serve per la crescita del territorio, quindi, bando ai titoli strillati, alle notizie scoop scandalistiche; bando alle immagini che non siano rispettose di tutti, della dignità della persona umana.
Ogni volta mi pongo di fronte alla pagina proprio con l’attenzione massima al lettore, ricercando un linguaggio comprensibile a tutti, con il desiderio di risvegliare in chi mi legge quei valori tradizionali della cultura del territorio, della terra; valori veri, forti, che purtroppo in un mondo globalizzato, sottoposto a tante novità, tendono a svanire ad affossarsi.
Questa attenzione non è solo mia, ma è comune a tutta la redazione del giornale.

Redazione de Il Paese (clicca per ingrandire)

Ultimamente abbiamo avuto bisogno di cambiare la veste tipografica: da alcuni mesi il giornale ha assunto un nuovo aspetto, di Magazine, un modo per rispondere alle esigenze di novità che ci vengono dai nostri lettori. Ma, come dice l’editoriale del primo nuovo numero, “i sentimenti sono sempre intatti”. Riprendere a scrivere  il giornale dal mese è stato come formulare una nuova dichiarazione di intenti, timida e ardita come ogni nuova scommessa. Scriviamo parole nuove, con un anima nuova, ma che è l’anima di sempre. Scriviamo con la certezza, con una maggiore convinzione che un'informazione libera e indipendente è possibile ed è necessaria ed importante anche in un piccolo centro, con tutti gli errori che naturalmente si possono commettere, ma nella fedeltà a questa intenzione radicata.