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Un giornale fatto in carcere
di Eloisa De Felice per Città Nuova online
Ho incontrato Claudia Farallo, giovanissima freelance romana, per uno di quei bellissimi casi fortuiti della vita. Grazie al sostegno del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, ha creato dal nulla un progetto editoriale chiamato “Beccati a scrivere”, insieme ai ragazzi della III Casa circondariale di Rebibbia, un Icatt, ovvero uno dei tre istituto a custodia attenuata, presenti su tutto il territorio nazionale.
Ritrovo in lei e nel suo lavoro, con questi giovani carcerati, la passione per il vero giornalismo, quello con la G maiuscola, che nasce dalla sensibilità di una persona, per arrivare all’intelletto e al cuore di un’altra. Quel giornalismo senza tempo che ha fatto grande questa professione, che vuole far riflettere, che vuole indagare, aiutare e contribuire a livello sociale e umano. Quel giornalismo che non è lavoro, ma vocazione vera da, con e per l’altro.
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Annette Löw -
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