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di Maria Rosa Logozzo

logo_informazione_libera Dall'ultima newsletter di Libera, organismo ideato da don Luigi Ciotti, ho appreso che è nata la Fondazione Libera Informazione .

Presieduta da Roberto Morrione, ex direttore di RaiNews24, con un Osservatorio nazionale sull'informazione per la legalità e contro le mafie, vuole operare per rompere l'isolamento esistenziale dei giovani che volontariamente si impegnano nel contrasto alle mafie(...) per dare alla loro denuncia una sponda e una visibilità, che sia insieme anche occasione di formazione, scambio di esperienze, raccordo e proposta operativa perché la mancanza di conoscenza e di comunicazione contribuisce a perpetuare paura, omertà, indifferenza, consenso attorno ai poteri criminali.

RaiNews24 ha pubblicato una breve intervista video a Morrione e Ciotti in occasione della conferenza stampa di presentazione del 19 settembre scorso. 

Nel novembre 2006 Libera ha promosso la tre giorni di Contromafie - Stati generali dell'antimafia, in cui, alla presenza di numerose figure istituzionali, si sono sviscerati tutti i fronti su cui le mafie agiscono.

Vi ho partecipato per buona parte del programma, inclusa  Mafiestop! La Notte Bianca di Contromafie alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma.
A distanza di quasi un anno non dimentico ancora quella serata di proiezioni e rappresentazioni teatrali che, attraverso documentari di denuncia dell'operato delle mafie e testimonianze delle e sulle sue vittime, ha operato una forte coscientizzazione su questo fenomeno criminale, stimolando l'impegno a contrastarlo.

Tanti dei giornalisti autori dei lavori proiettati quella sera, hanno pagato con la vita l'aver portato alla luce trame nascoste, l'aver riannodato i fili di episodi loschi ricostruendone i moventi.

morrione Già in Contromafie si era prospettata l'apertura in Libera di un nuovo fronte di contrasto alla mafia proprio nel campo dell'informazione, area che era stato oggetto specifico di uno dei gruppi di lavoro in cui si mescolarono  le esperienze di giornalisti e inviati di televisioni, radio e giornali, con le difficili realtà di tanti giovani volontari che ogni giorno nelle regioni più a rischio (...) tengono vivo uno spazio di informazione per la legalità, denunciando piccoli e grandi abusi e interessi criminali.

L'informazione si occupa di mafie spesso solo in occasione di delitti mafiosi, puntando sulla cronaca, con tanti dettagli sul fattaccio ma senza inserirlo all'interno della storia del fenomeno mafioso, senza ‘ambiente', isolando i fatti dal contesto. Passato il momento del crimine evidente, la mafia torna nell'ombra e nel silenzio dove prosperano i crimini più fruttuosi. Manca un giornalismo di approfondimento e inchiesta che mantenga desta l'attenzione sul fenomeno proprio quando questo non ci tiene ad apparire; ma le inchieste non convengono ai gruppi editoriali, perché costano soldoni e portano problemi.
Il giornalismo di indagine, inoltre, viene spesso imbavagliato sotto la spada di Damocle della denuncia per diffamazione, che lo blocca sul nascere. La legge sulla diffamazione è solo una delle leggi che andrebbero riviste in un'ottica di contrasto alle mafie.

Oggi  Roberto Saviano, autore di Gomorra , e Lirio Abbate per I complici sono nel mirino della mafia e quindi vengono protetti. Bisogna sapere che, una volta che i giornalisti entrano in un regime di protezione, non possono più portare avanti la loro opera, perché le inchieste giornalistiche non possono farsi in luoghi chiusi, come possibile ai magistrati, ma devono essere condotte sul campo. Un giornalista in regime di protezione è un giornalista che non può più nuocere.liberaterra

A contrastare il fenomeno mafioso servono notizie di cronaca positiva, che aiutino ad uscir fuori da quella cappa di rassegnazione, da quell'assenza di speranza che è garanzia di sussistenza per le mafie, articoli e servizi che portino a dire, come concludeva ieri Lucarelli in Blu Notte , dobbiamo vincerla noi questa guerra! 

Il sito liberainformazione.it apre con un editoriale di Ciotti: Non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola ‘informazione' l'aggettivo ‘libera'. Perché l'informazione o è libera o, semplicemente, non è informazione (...) C'è una cattiva informazione che deriva dalla disonestà dell'analisi e dalla perdita di oggettività, e ce n'è un'altra che dipende dall'omissione della realtà, dal nascondere fatti e aspetti che caratterizzano la vita sociale in tutte le sue pluralità e differenze. Si tratta di due facce della stessa medaglia e a farne le spese è sempre la nostra libertà. Libertà di sapere e di scegliere, di conoscere e di decidere, ma anche di raccontarsi.

E ancora: Quando c'è opacità e mancanza di vero pluralismo, l'informazione può facilmente diventare uno schermo dietro il quale vengono tutelati privilegi e anche ingiustizie, e così pure possono prosperare indisturbati i poteri illegali, se non direttamente criminali.

Ciotti conclude ricordando che la nuova Fondazione è una delle sfide difficili di Libera, che può essere affrontata e vinta solo concretizzandola in un percorso di impegno civile e anche di radicamento territoriale. Perché anche il diritto a essere informati non cade dall'alto o dall'esterno, ma si realizza nei luoghi in cui ciascuno di noi opera e si mette in gioco quotidianamente, in quel cammino da compiere insieme per costruire un futuro di giustizia e democrazia.

Sullo stesso sito Stefano Fantino fa una cronistoria dei giornalisti uccisi dalle mafie, in linea con il mantenimento della memoria delle vittime delle mafie per il quale Libera si è sempre spesa.

logo-liberaradio E c'è pure un'intervista a Dario Montana - il cui fratello, commissario di polizia, fu ucciso nel 1985 - a proposito della inspiegabile mancata diffusione di Repubblica, nella versione locale siciliana (Repubblica Palermo), sul territorio del catanese. Pare che Repubblica, interpellata, non abbia ancora motivato questo suo agire su cui si pensa che pesi qualche ricatto mafioso.

 Insieme a Libera Informazione è partita anche Libera Radio, una web radio sempre diretta da Roberto Morrione, trasmessa anche da network di radio locali in FM, con programmi curati da una redazione di giornalisti e autori e con il contributo di una rete di corrispondenti che racconteranno le realtà del proprio territorio.