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di Maria Rosa Logozzo

“Per amore del mio popolo non tacerò”

Un articolo di Roberto Saviano oggi su Repubblica,  “Don Peppino, eroe in tonaca ucciso dal Sistema dei clan”, ricorda don Peppe Diana, ucciso in parrocchia  nel giorno del suo onomastico.

Don Peppe ha usato la parola come arma contro la camorra, lo testimonia una sua lettera del Natale del 1991, che Saviano ha riportato in Gomorra.

Dall'articolo di Saviano:

La speranza è nelle nuove generazioni di figli di immigrati, e nuovi figli di questo meridione, persone che torneranno dalla diaspora dell'emigrazione, emorragia inarrestabile.

Il pensiero e il ricordo di Don Peppino sarà per loro quello di un giovane uomo che ha voluto far bene le cose. E si è comportato semplicemente come chi non ha paura e dà battaglia con le armi di cui dispone, di cui possono disporre tutti.
E riconosceranno quanto fosse davvero incredibilmente nuova e potente la volontà di porre la parola al centro di una lotta contro i meccanismi di potere. Parole davanti a betoniere e fucili. Realmente, non come metafore. Una parola che è sentinella, testimone, così vera e aderente e lucida che puoi cercare di eliminarla solo ammazzando. E che malgrado tutto è riuscita a sopravvivere.

Ci uniamo ai tanti che domani ricorderanno don Peppe e faranno riecheggiare il suo messaggio e la sua testimonianza.
Tra gli eventi in programma ce ne sarà uno nella sua terra, a Casal di Principe, promosso dall’Associazione Libera.