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di Maria Rosa Logozzo

Invito al dibattito sull'insegnamento della religione cattolica

Sito di Caffe'EuropaCon una mail Caffe’Europa, “webzine di cultura europea e democrazia informata”, mi segnala Religione e politica, una nuova agenda, un articolo scritto dal direttore Giancarlo Bosetti (già letto su Repubblica del 24 agosto sotto altro titolo), con la richiesta di contribuire al dibattito lasciando un commento in fondo all'articolo oppure scrivendo una mail.
Giro questa richiesta a chi mi legge.

L’articolo parte dalla discussione in corso in Italia sulla valenza dell’insegnamento della religione cattolica negli istituti scolastici statali, ma guarda al futuro, perché se “l´immigrazione ha portato già ora in Italia cinque milioni (cinque, ripeto) di persone di varia provenienza, cultura e religione (…)la tendenza ne prevede un aumento nei prossimi anni”.

Lo sanno bene gli insegnati, osserva Bosetti statistiche alla mano, perché “ci sono in Italia, residenti, 117mila ragazzi albanesi (maggioranza musulmana), più di 100mila marocchini (maggioranza musulmana), 35mila cinesi (non credenti, taoisti, buddisti), 25mila tunisini (maggioranza musulmana), 19mila serbi (maggioranza ortodossa), 17mila macedoni (due terzi ortodossi, un terzo musulmani), 11mila egiziani (maggioranza musulmana), 17mila indiani (induisti, musulmani)”.

La cosa più interessante è il suo accostare “i laici missionari”, ai credenti.
La sfida del pluralismo è onerosa per tutti, non è una recente invenzione anticlericale, e nelle dimensioni poderose che ha oggi, è una conseguenza dei fatti (l´immigrazione), ma i laici non credenti facciano attenzione, è onerosa anche per loro, perché li mette in gioco alla pari: la cultura dell'eguale rispetto non accetta che qualcuno si autonomini «standard» liberale per conto di tutti, etsi Deus et ecclesiae non darentur. “.

Ho ricevuto questa segnalazione perché sono abbonata alla mailing list della rassegna stampa italiana di Caffe’Europa. Approfitto per consigliarla: fa un buon servizio fornendo  ogni giorno una sintesi abbastanza equilibrata dei maggiori quotidiani italiani ed evidenziando articoli di interesse; il tutto occupa una pagina o poco più, misura giusta per chi ha poco tempo come me.
Però tra le testate esaminate manca Avvenire, sarebbe da aggiungere per completezza di visuale.