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di Maria Rosa Logozzo

"Sono sempre stato fiero di essere antipatico a... "

Roberto SavianoA leggere "Io, la mia scorta, il senso di solitudine", sfogo di Roberto Saviano su Repubblica del 16 ottobre, sono rimasta letteralmente incollata alla poltrona su cui ero seduta.
I suoi "Sono sempre stato fiero di essere antipatico a... " sono stati provocati da un’intervista rilasciata a Magazine del Corriere da Vittorio Pisani, capo della Squadra Mobile di Napoli.

«A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull' assegnazione della scorta», queste le .parole di Pisanu.
E ancora: Gomorra «ha avuto un peso mediatico eccessivo rispetto al valore che ha per noi addetti ai lavori».

Si può dargli ragione ma, come spiega con semplicità un commento su web all’articolo del Giornale in proposito (#26 geko ) “il libro va valutato nei termini di impatto conoscitivo che ha sul pubblico, NON sugli addetti ai lavori. E l'impatto sul pubblico è indubbiamente enorme.”.

Non basta l'opera delle forze di polizia a debellare le mafie, occorre un'azione congiunta di politica, giustizia, educazione e informazione; occorrono azioni dall'alto e dal basso e serve molto il creare opinione pubblica. Indubbiamente l'azione di Saviano ha la sua incisività in proposito.

E poi chiediamoci come sarebbe vivere da 'ingabbiato' come lui, forse crescerà il rispetto per la sua scelta.

Non voglio giudicare le motivazioni che hanno spinto Pisanu a rilasciare una tale intervista, non ne ho competenza alcuna, ma leggetelo Saviano, prendete a cuore la sua amarezza e la sua tenacia.  Più che dibattere su scorta sì o scorta no, su Saviano eroe o Saviano approfittatore, ricompattiamo le righe perché le mafie esultano quando il fronte che le contrasta si divide.

E fate girare l'articolo, a quanti più potete.