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di Maria Rosa Logozzo

Non usiamo la debolezza umana come clava degli uni contro gli altri

Davide RondoniIn un editoriale intitolato Torniamo per pietà alla vera questione morale il poeta Davide Rondoni riflette sul ‘caso Marrazzo’ (il presidente della Regione Lazio si è dimesso per uno scandalo a sfondo sessuale) con la pacatezza di chi conosce quanto la debolezza sia insita in tutti noi.

E' poggiando su questa coscienza che ci accomuna che si potrebbe prendere lo slancio per lavorare al bene comune più con i piedi per terra, con meno illusioni e quindi con meno delusioni e più speranze di comprenderci.

Finché ci sentiremo 'più giusti' dell'altro, finché lo guarderemo dall'alto in basso e ci ergeremo accusatori e giudici, porteremo solo altro 'avvilimento e incattivimento', unito a infeconda disgregazione.

Di seguito riporto solo qualche citazione come invito a leggere l’articolo, che, in punti che non cito, porge anche specifichi rimbrotti ai comportamenti mediatici di questi giorni.

Nell’uomo “possono convivere male e bene, alternarsi. Succedere l’uno all’altro. Non ce ne dovremmo stupire, se ci conosciamo almeno un poco. Lo diceva anche san Paolo di se stesso, figurati se non vale per ognuno di noi poveracci.

Che questa sia, piuttosto, l’occasione per una riflessione seria, dura e al tempo stesso pietosa (sì usiamolo questo aggettivo, senza il quale ogni società umana decade, poiché senza pietà ogni umano consorzio si disfa e si insanguina).

Questa eterna contraddizione dell’esser nostro vale per i re, per i capi, e per il popolo. Per gli eletti, e per gli elettori.

(...) il caso Marrazzo mi suscita infinita pena. Dello stesso tipo di pena che ho verso me stesso, la medesima abbandonata e irrimediabile pena. Se davvero la ‘questione morale’ fosse un momento per guardarsi in faccia, anche con le proprie debolezze, allora forse la politica e i suoi teatri ne riceverebbero una nuova tensione positiva, e un’aria meno ammalata. Se davvero fosse un’occasione per parlare tra uomini in carne e ossa…

Una vera questione morale sarebbe il tratto di un’epoca di agire retto e dove non si usa la comune debolezza umana come clava gli uni contro gli altri. Dove politici, uomini dello Stato e mass media non lavorano per sfasciare la gente. E per prenderla per il naso. Sarebbe una stagione meno farisaica e scandalistica, più pulita e di maggior tensione al bene comune. Se no, ne verrà solo altro avvilimento, e incattivimento.