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di Maria Rosa Logozzo

Mettiamo a terra un seme di civiltà

Prima pagina unitàSono tante le voci levatesi in solidarietà al Presidente del Consiglio Berlusconi dopo il fattaccio di ieri sera, quando è stato ferito al volto mentre firmava autografi  a Milano, a piazza Duomo, alla conclusione del suo discorso per l'apertura del tesseramento al suo partito.

Tra queste voci anche quella di Conchita De Gregorio, direttore di l’Unità, che titola l'editoriale: Fermarsi ora.

(…). Non ci sono precedenti: mai un premier in carica in questo paese era stato aggredito e ferito in piazza. C'è da oggi un prima e un dopo. Non avremmo mai voluto vedere quel fotogramma. Non dovremmo essere a questo.

(…) C'è spesso un folle al principio delle tragedie. Bisogna fermarsi subito, adesso. Tenere legati i falchi, sciogliere le colombe.

(…) Bisogna che questa diventi l'occasione non di una esasperazione dello scontro ma del suo contrario.

(…) La casa c'è, è la Costituzione.(…) C'è da usarla come riparo. Un grande solido riparo per tutti.

Abbassare la voce, pensare prima di parlare, agire secondo le regole.

(…) Abbiamo una grande responsabilità, dal primo cittadino fino all'ultimo. Esercitiamola adesso. Mettiamo a terra un seme di civiltà: ci vorrà tempo perché fiorisca, non importa. Facciamolo per chi verrà dopo di noi

Dice molto in poche righe, vi invito a leggerlo.