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di Monica Margoni

Chi opera nel sociale può fare notizia

Logo Laboratorio Comunicare il SocialeDisagio psicosociale e suicidio, il mondo della terza età, l'aspetto sociale dell'Islam sono i temi al centro della seconda edizione del Laboratorio "Comunicare il sociale" rivolto ai giornalisti dei media dell'Alto Adige, che si svolgerà a Bolzano. Primo appuntamento domani, mercoledì 24 febbraio sul tema: Disagio psico-sociale, suicidio e media.

Non si tratta di un'iniziativa isolata. Dopo il convegno "Comunicare il sociale" a novembre 2006, l'evento "Immagini dal sociale" a dicembre 2008 e i racconti sul sociale "Ad alta voce" nel 2010, organizzatori e partecipanti si sono chiesti quali potevano essere le modalità per proseguire il confronto su questo tema, contribuendo ad avvicinare il mondo del sociale e quello dei media.

Tra le idee emerse, quella di un "laboratorio" per giornalisti interessati ad approfondire i temi sociali, che abbia l'obiettivo di sottolineare esempi di informazione nei quali il rapporto tra media e sociale ha funzionato, confrontarsi con gli attori del sociale, contribuire a far nascere all'interno di ogni redazione un "redattore sociale".

Ci sono molti potenziali protagonisti che possono fare notizia. Le persone che convivono in prima persona con patologie croniche, che vivono un disagio psichico, povertà, disabilità, disturbi da dipendenza o che vivono in situazioni di emigrazione o svantaggio sociale sono in grado di trasmettere alla nostra società un contributo prezioso.Che i media comunichino questa ricchezza è di grande significato per il sociale.

Nel settore “dell’emarginazione sociale” si possono incontrare persone con capacità straordinarie e ricche di potenzialità.

Saperle leggere e stimare potrebbe rappresentare una buona base per costruire una nuova società, nella quale le differenze rappresentano un valore per tutti e che non comportino un pericolo e non vengano interpretate come errore da riparare.

Come può essere creato un immaginario di questo tipo? I media possono promuovere il dialogo tra i diversi attori della società. E' possibile sviluppare una nuova cultura della comunicazione che focalizzi maggiormente l'attenzione sulle normali situazioni di vita di persone in difficoltà e sui temi quotidiani del sociale?

Confrontarsi su ciò con giornalisti nell'ambito di un laboratorio di pensiero e dar vita ad un dialogo tra gli attori del sociale ed il mondo della comunicazione potrebbe rappresentare un passo verso un cambiamento culturale.

Invito e programma