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di Maria Rosa Logozzo

Una buona informazione non cade dal cielo

Logo del Sito SermigMarina Russo ci ha segnalato un articolo,La verità ci salverà” di Matteo Spicuglia, nel numero di maggio 2010 della rivista del Sermig, Nuovo Progetto. Nella attuale critica situazione italiana, in cui temiamo fortemente la messa in atto di limitazioni al diritto di informazione, questo articolo aiuta una riflessione degli addetti ai lavori ma stimola altresì una presa di coscienza del cittadino sul suo ruolo imprescindibile a riguardo della qualità dell’informazione.

Smascherando la visione parziale o distorta proposta da agenzie comunicative in quattro occasioni, dal 2007 al 2010, l’autore si addentra in un’analisi delle cause del sistema informativo odierno: la velocizzazione del sistema, l’informazione come prodotto di consumo che mette in second’ordine la verifica dei fatti e rende notizie da TG delle banalità.

 

Chi fa un tg sembra non poter più prescindere dai dati di ascolto, chi prepara un giornale dal rapporto tra pagine e pubblicità, tutti dall’esigenza di semplificare il racconto: via le sfumature, la realtà in bianco e nero.

E’ citato Mimmo Candito, inviato di guerra de La Stampa quando scrive: “L’identità di un inviato era fissata soprattutto dalla sua capacità di organizzare e articolare le notizie ricercate sul campo: un inviato non solo racconta un fatto, ma dà a questo fatto dimensione profondità, senso, contestualizzazione. Questo suo specifico lavoro presuppone però un investimento di tempo che la velocizzazione non riesce ad accettare, nemmeno quando quel rifiuto comporti perdita di approfondimento e carenza di verifica”.

Come uscire dalla manipolazione, sia quella dettata da esigenze politico/industriali che quella “inconsapevole, figlia dell’approssimazione”? “Non serve rimpiangere i tempi passati. Ogni epoca ha limiti e potenzialità, che nascono però anche dalle scelte dei singoli. Chi fa il giornalista può accettare la sfida di trasformazioni che non dipendono da lui, ribaltandole a suo favore.”. Ecco allora che internet, “mare magnum in cui perdersi” può stimolarci a “a fare della formazione personale una priorità. La verifica delle fonti è sempre più complessa, faticosa, ma non impossibile. La verità un bene sempre più raro, ma per cui vale la pena lottare, cercando di lasciare la propria scrivania appena se ne ha la possibilità.

Un impegno è richiesto anche al cittadino comune: “Inutile nasconderlo: una buona informazione non cade dal cielo, nasce anche dalla misura in cui viene ricercata e richiesta.” Sono pochi i fruitori di servizi giornalistici di qualità, c’è “un disinteresse di fondo che spiega più di tante parole come mai ogni giorno si parli di gelati e sfiziosità nel cuore di un telegiornale”.

Igino Giordani negli anni ’50 scriveva che “Il popolo ha fame di vita, attende dalla stampa, malgrado scandali e delusioni, un nutrimento di fede, un’azione educativa, un aiuto a vincere nell’amore la morte”, da qui la domanda che chiude l'articolo: "E' ancora così?"