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di Pier Fausto Verdani, dal sito VareseNews

Rmfonline, è la squadra che fa notizia

AlmaPizziRmfonline.it è un settimanale, è apparso nel mondo web perché con la chiusura del "Luce" non si spegnesse la voce autorevole del cristianesimo progressista varesino.
Rmfonline è stato affidato ad Alma Pizzi, giornalista molto nota negli ambienti economici e che si è imposta anche nella comunicazione con prezioso e prestigioso servizio presso importanti istituzioni del nostro territorio.

La necessità e la voglia di dare continuità in ambito editoriale a una presenza che si richiamasse al "Luce" ha permesso al nuovo editore, quel padre Gianni che ha portato Radio Missione Francescana a eccezionali traguardi, e ad Alma Pizzi di formare una squadra di collaboratori volontari che per cultura giornalistica nulla ha da invidiare alle più importanti redazioni dei mass media locali. E così Rmfonline è diventato un riferimento per coloro che vogliono concedersi approfondimenti sulle vicende del territorio e anche nazionali senza i traumi e le ridicolaggini propinati quotidianamente dai cultori dell’informazione con la maglietta di appartenenza a questa piuttosto che a quella parrocchia politica.

Alma, presentando te e il tuo settimanale quali errori o omissioni ho collezionato?
«Direi che sei stato troppo generoso nei miei confronti. La motivazione di partenza di RMFonline è quella da te sottolineata e penso che stiamo procedendo bene sulla linea tracciata, che periodicamente verifichiamo durante le frugali ma ottime cene, da noi volute sia per conoscere meglio i nuovi collaboratori che continuano ad aggiungersi (siamo oltre 40) sia per acquisire idee nuove e dare qualche direttiva di ordine generale. Siamo un settimanale e non siamo in concorrenza con gli altri giornali online della provincia, tutti quotidiani o periodici, quindi il nostro ruolo è ben tracciato: approfondimento e non cronaca, con particolare attenzione al locale e un occhio anche al nazionale e all’internazionale perché niente ci deve essere estraneo».

Qual è il vostro percorso per arrivare a una pubblicazione ricca di contenuti? E poi come si arriva ogni settimana all’edizione? E soprattutto quale è il segreto dell’equilibrio e dell’armonia che la caratterizzano dal momento che il gruppo di lavoro, davvero numeroso, si riunisce ogni 40- 50 giorni per di più affiatandosi davanti a una pizza o alla cena
dai frati?
«Il gruppo iniziale di collaboratori, scelto da Padre Gianni (l’editore)con l’aiuto anche tuo e di altri, è tutto di ottimo livello e di grande professionalità, siamo tutti amici e ci conosciamo da una vita, quindi è stato facile l’affiatamento e spontanea la realizzazione di un giornale come forse tutti noi pensavamo, ricco di contenuti ma anche con un occhio particolare alla città per dare quando serve un suggerimento, una proposta, anche una critica motivata se occorre. In questi "quasi" due anni (abbiamo iniziato il I novembre 2008) molti ottimi colleghi si sono aggiunti e si aggiungono ancora e fra loro tanti giovani di sicuro talento. Tutti si sono spontaneamente allineati alla nostra impostazione dando anche suggerimenti preziosi. Ogni settimana il giornale è online il lunedì mattina. Subito dopo inizia la preparazione del giornale successivo: talvolta mando delle indicazioni a qualche collaboratore perché tratti questo o quell’argomento, altre volte sono i collaboratori che segnalano un tema o chiedono se è il caso di occuparsi di una problematica, con uno scambio di e-mail molto intenso; ci sono poi i collaboratori che hanno temi fissi (sport, cucina, poesia…) che si autogestiscono. Entro il mercoledì arrivano a me tutti gli articoli; li passo ad un collaboratore che li legge e se necessario corregge (è molto preciso) e me li rimanda il giovedì. A quel punto faccio una sorta di menabò per il giornale cartaceo che facciamo da qualche mese e che ha tempi più stretti (deve uscire il venerdì per essere mandato ai parroci), scelgo le foto e mando al webmaster (ne abbiamo tre che si alternano, tutti bravissimi), il quale mi rimanda il lavoro per l’ok, dopo di che si manda ai parroci perché stampino e diffondano il sabato e la domenica. Nel frattempo preparo il menabò dell’on line, scelgo le foto e mando al webmaster (di solito sempre lo stesso, bravissimo) entro il venerdì affinchè faccia la sua parte e mi mandi la bozza la domenica per il "visto si stampi"; il lunedì mattina è in rete e subito dopo il webmaster manda la newsletter a tutti coloro che hanno dato il loro indirizzo e-mail (è sempre possibile darlo e aggiungersi alla mailing). Quanto all’equilibrio e all’armonia che tu noti, penso sia frutto di questo lavoro comune e di una attenzione che tutti noi abbiamo ai temi da trattare e alla "notiziabilità" degli stessi (cioè ci chiediamo che cosa il lettore vuole da noi e cosa preferisce leggere)».

Quali sono le rubriche più lette?
«Proprio perché ultimamente stiamo molto attenti alla cosiddetta ‘notiziabilità’ e ai suoi criteri, i risultati arrivano: ai nostri lettori piacciono solitamente i temi che mettiamo in evidenza nei primi titoli, che riguardano problematiche cittadine o provinciali, politica o economia; piacciono molto anche le rubriche (poesia, cucina…) e anche i temi di cultura e di sport. Quando poi c’è un articolo curioso (come quello dei non vedenti che vanno in montagna o a sciare con le guide) l’attenzione è assicurata».

È corretto pensare al rispetto ma anche a una chiara indipendenza nel vostro rapporto con la gerarchia ecclesiastica?
«E’ corretto. Inizialmente abbiamo parlato con il Vescovo e il Decano dicendo loro le nostre intenzioni e ottenendone l’approvazione; abbiamo anche chiesto che qualche volta intervenissero con un loro articolo ma è capitato raramente per i loro molti impegni. Per il resto non ci hanno mai condizionato. Mando anche a loro le comunicazioni che mando ai collaboratori. Ma tutto ciò avviene spontaneamente, senza alcuna imposizione, così come non si è mai imposto il nostro editore Padre Gianni e di questo lo ringraziamo».

Rispetto, però critica motivata e pure forte nei confronti delle istituzioni quando situazioni e vicende lo richiedono: è una scelta che vi contraddistingue sin dalla vostra nascita.
«È vero, ci siamo detti fin dall’inizio che la nostra linea doveva essere quella di un’attenzione forte alla città e alle istituzioni, dicendo quanto non andava e facendo proposte quando ne avevamo; siamo sempre stati fedeli a questa impostazione e gli articoli che parlano di urbanistica o di territorio o di ambiente lo testimoniano; anche le lettere dei lettori sono attente a questi temi».

Alla fine non è poi difficile fare buona informazione. O forse perché dietro rmfonline ci sono valori e non interessi?
«Dietro RMFonline c’è soprattutto la gratuità, che è un valore forte che penso ci contraddistingua (non so se altri giornali in provincia abbiano questa caratteristica). Per questo ci sentiamo liberi e non abbiamo condizionamenti. Forse anche per questo tanti nuovi collaboratori si aggiungono a noi lasciandoci stupiti per il loro entusiasmo nel fare i loro articoli a titolo completamente gratuito, senza nulla togliere alla serietà e alla professionalità».

Ti aspettavi una risposta così confortante da parte dei lettori?
«Avendo avuto nel passato l’esperienza di direzione di periodici cartacei e ultimamente di una rete tv, non avevo idea della risposta che un settimanale online avrebbe avuto. La risposta è stata invece superiore alle aspettative, anche se siamo un periodico di nicchia».

Consensi numerosi, ma non saranno mancati suggerimenti, critiche o addirittura dissensi: come accettate i rilievi in ordine a negatività vere o presunte?
«I suggerimenti sono numerosi da parte dei lettori, anche tramite le lettere, che dobbiamo a volte selezionare perché avendo noi una cadenza settimanale certi argomenti di attualità scadono. Le critiche concernono a volte le opinioni che i nostri collaboratori fanno trasparire parlando di politica o di amministrazione pubblica, ma in tal caso siamo chiari nel dire che si tratta di opinioni personali: come testata siamo al di sopra delle parti. Di rilievi sulle negatività finora non ne abbiamo avuti».

Rmfonline ha rivelato qualche aspirante giornalista in possesso di buone doti? Se sì, lo avete incentivato?
«Sì, come ho già detto anche le nuove leve si sono dimostrate pienamente preparate. In questi casi se chi arriva da noi ha altre aspirazioni favoriamo una collocazione in un lavoro giornalistico stabile (come è già capitato) ma non abbiamo la bacchetta magica per farlo con tutti».

Riferendoci alle cifre, alle statistiche ufficiali e a parametri ben collaudati per stabilire il numero di lettori, telespettatori e ascoltatori dei mass media del nostro territorio si può dire che le piccole testate, con la straordinaria eccezione di Varesenews, non appaiono nelle zone medioalte delle classifiche di ogni singolo settore, eppure hanno una importanza notevole perché sono voci senza vincoli, spesso anzi monelle quanto basta. Dove punta oggi la vostra ambizione?
«Vorremmo continuare ad essere una piccola voce, ‘monella’ quando serve, ma con un’attenzione in crescita da parte della nostra utenza; per questo stiamo cambiando qualcosa che sarà una piacevole sorpresa per il territorio varesino e varesotto (nel titolo accanto a Varese ricomparirà l’iniziale Luce)».

Rmfonline fa qualcosa di straordinario in campo culturale: offre ai lettori la possibilità di scaricare gratuitamente libri di storia locale non più reperibili e di notevole interesse. Come è nata questa iniziativa e quali risultati sta dando tenuto conto che si tratta di una nicchia?
«È stata un’idea di Padre Gianni, che aveva a disposizione una persona che poteva scansire vecchi libri da mettere poi online: abbiamo deciso che avrebbero dovuto riguardare il territorio varesino o provinciale e abbiamo iniziato con il primo libro, ottenendo subito un grande successo; ne sono seguiti altri sempre graditi al pubblico e altri sono in preparazione (ne abbiamo in serbo 4 o 5 che via via pubblicheremo, abbiamo addirittura un lettore che abita in Francia, che scarica i nostri libri e che ce ne ha promessi alcuni, essendo varesino di famiglia). Questa è una novità che i lettori hanno gradito molto, soprattutto i cultori di storia locale. Pensiamo che sia un cammino avviato che continuerà per molto, finchè ci saranno antichi libri da riprodurre e da offrire gratuitamente al pubblico: è un’operazione culturale a mio parere notevole e innovativa».

Che cosa vorrebbe oggi Alma Pizzi per il suo Rmfonline?
«Personalmente sono molto gratificata per il lavoro che svolgo, anche se mi porta via parecchio tempo perché genera una serie di contatti con persone che interagiscono con il giornale, contatti che vanno poi mantenuti; sono nate anche nuove amicizie con persone interessanti. Ringrazio Padre Gianni che mi ha proposta come direttore e ringrazio gli amici che hanno aderito a questa scelta, pur essendoci fra loro persone con maggiore esperienza rispetto alla mia, che avrebbero potuto prendere la direzione. Per il giornale mi auguro che si possa arrivare sia alla svolta che ho preannunciato sia alla possibilità di raccogliere pubblicità, argomento che finora non abbiamo affrontato, per poter dare un compenso anche minimo ai giovani collaboratori che lo meritano. Sono convinta che il lavoro vada retribuito e farò il possibile, per quanto mi riguarda, per arrivare a questo traguardo, anche in tempi lunghi».

Facciamo il tifo per il tuo progetto. E’ un tifo accompagnato dalla stima e dall’amicizia di sempre.