Text Size

email di sr.Daniela Maccari, comboniana a Quito

Quito: sollevamento della Polizia nazionale

DanielaMaccariCarissimi amici, vi mando un'opinione della giornata di ieri, 30 settembre che non dimenticheremo facilmente per alcuni risvolti drammatici, ma che nell'insieme fa parte della politica latinoamericana a cui alcuni capi latinoamericani come Chavez & Co. ci stanno abituando...

Ció non toglie il riconoscimento di alcuni miglioramenti attuati dal governo in carica.  Intanto, in Ecuador, é in atto da pochi giorni una Campagna di Raccolta firme, promossa da un giornalista,  per chiedere in modo pacifico e democratico, la destituzione del presidente Correa.

Un saluto e grazie per il vostro interesse per l'Ecuador, che ha un popolo fiero e coraggioso....

"Alle 19 di ieri sera (venerdí 30 settembre) é decollato il primo aereo e il secondo l’abbiamo sentito questa mattina alle 6:40 e un altro alle 6:56.  Le compagnie KLM e Iberia,  secondo le agenzie di viaggi sembra che oggi non arriveranno a Quito.

Il sollevamento della Polizia nazionale é legato alla Legge de Servidores Publicos, che ha eliminato alcuni benefici, in pratica sembrano piu’ che altro ragguagli o compensi per il lavoro a rischio e senza orario della Polizia, tra cui scatti di categoría ogni cinque anni di servizio, il cesto natalizio e i regali per i bambini, tra altri dichiarati “privilegi”.

Il presidente ha dato una prova di forza dichiarando lo Stato di Eccezione per cinque giorni (sospese anche le scuole in tutto il paese) e dando ordine all’esercito di farlo uscire - in un modo che é risultato piu’ che violento - dall’Ospedale della Polizia dove era  “sequestrato”.  

L’operazione ci ha tenute incollate alla TV fino alle 22:00 che, attraverso le telecamere che oscillavano fino a far girare la testa, ma che dimostravano il coraggio di alcuni reporters  di Ecuavisa e Teleamazona,  posizionati  a pochi passi dalla porta dell’Ospedale della Polizia, hanno permesso di vedere e seguire tutto quello che succedeva.

Una pioggia di raffiche di pallottole di gomma, si diceva, una delle quali ha raggiunto anche un cameraman di Ecuavisa che peró ha continuato la sua missione e poi la caduta di un militare che é rimasto subito immobile sul marciapiede dopo essere rotolato giú da una rampa, probabilmente dopo essere stato ferito. Solo dopo alcuni minuti é stato  soccorso dai altri militari che l’hanno circondato e difeso con i loro scudi antiproiettile  e dopo un bel po’ l’hanno portato via.  

Abituati come siamo a sentire parlare il presidente Correa di  “cospirazione” e vista la “prepotenza”  con cui indispone un po’ tutte le categorie sociali, non possiamo dire e pensare che ci sia stato un tentativo di Golpe, ma piuttosto  una rivendicazione dei diritti della Polizia alla quale si é apertamente unito il Capo del Comando Militare Ernesto Gonzalez accompagnato dalla cupola militare, chiedendo la revisione della Legge Organica del Servizio Pubblico.

I saccheggi in tanti centri commerciali, l’assalto a diverse banche e altri atti di vandalismo in diverse cittá e in particolare nella cittá portuale di Guayaquil hanno dimostrato il valore del lavoro che compie la polizia, senza la quale il paese cade nel caos. E’ stato soprattutto questo che la Polizia ha voluto dimostrare perchè si  riconoscano la sua missione e i suoi diritti.

Lo stile con cui si é lanciato prima l’ordine di andare a riscattare il Presidente all’Ospedale della polizia e poi il suo ritorno trionfale al Palazzo di Carondelet, nella Plaza Grande (piazza della cattedrale), con il discorso a caldo del presidente, per chi vive qui e segue la política e la vita quotidiana del popolo ha avuto il sapore típico della “Revolución ciudadana” che secondo il Governo “está en marcha”, ma alla quale si oppongono e manifestano continuamente  e con coraggio insegnanti, studenti, movimenti Indigeni …  Ne sono un esempio le Leggi dell’istruzione Superiore  (con tutta l’opposizione che stanno avendo dalle Universitá, compresa quella statale), la Legge sui Mezzi di Comunicazione, la Legge sulle Risorse Idriche e Minerarie… solo per fare alcuni esempi e per dire che a una DEMOCRAZIA imposta dall’alto, il popolo ecuatoriano, non ci sta.

Il risultato della giornata di ieri, 30 settembre,  oltre ad avere lasciato l’ospedale distrutto, secondo dichiarazioni dell’amministrazione ospedaliera, ha lasciato un morto e 44 feriti."

Da Quito, DM – ore 7:35 a.m.

Reportage delle ore 10:22 a.m.

Il blog di suor Daniela