Text Size

varie

di redazione

A ricordo di Chiara

Chiara Lubich

Il 14 marzo 2011 ricorrono i tre anni della morte di Chiara Lubich. A lei NetOne deve le sue origini e tutt'oggi il suo carisma di fraternità è nostra fonte di ispirazione.
La ricordiamo riproponendo parte di un testo che aveva preparato per il convegno ecumenico Insieme per l’Europa 2007. Le sue precarie condizioni di salute non le permisero di recarsi a Stoccarda per leggerlo di persona in quell’occasione, lo presentò una delle compagne che tra le prime l’avevano seguita, Bruna Tomasi.
Il titolo dell’intervento era “Per una cultura dell’unità”, ne abbiamo stralciato un brano che è un veloce sguardo profetico sul nostro mondo mediatico.

Nel campo delle comunicazioni ci è sempre parso un segno della provvidenza di Dio l’attuale sviluppo di potenti mezzi di comunicazione sociale, atti a rendere più unita la famiglia umana.
Contemporaneamente è evidente – e risulta chiaramente dai fatti – che questi mezzi non bastano da soli ad unire i popoli e le persone e a migliorare la qualità della vita. Bisogna che essi siano messi al servizio del bene comune e che quanti li adoperano siano animati dall’amore.
Bisogna diffondere l’amore vero nei cuori e con esso l’interesse per ogni uomo e per ogni donna e per tutto ciò che riguarda l’umanità. È essendo l’amore, come insegna il Vangelo, che si suscitano relazioni creative, durature, costruttive e si attua quell’arte del comunicare che sa ricevere, accogliere l’altro, gli avvenimenti del mondo e sa dare, cioè parlare, scrivere al momento e nei modi più opportuni.
Ci sarà allora più comunicazione, valorizzazione dei mezzi che la rendono possibile, ma anche e soprattutto si vedranno maggiori frutti di dialogo, condivisione, partecipazione, comunione.
Si può pensare che quando più professionisti condivideranno quest’arte del comunicare, i media dimostreranno maggiormente la loro capacità di moltiplicare il bene, la voce di Dio si farà più sonora e gli operatori meglio assolveranno la loro vocazione di essere strumenti a servizio dell’intera umanità."

Pubblicato su Nuova Umanità n.172-173/ 2010