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di Maria Rosa Logozzo

Superare la visione dicotomica Stato – mercato

RubinettoTra tutto quello che in questi giorni ho letto a proposito dei Referendum italiani - appena conclusi con il successo dei promotori - mi è parso innovativo l'articolo di Luigino Bruni per Città Nuova dal titolo “Salviamo l’acqua da Stato e mercato”.
Mi ha richiamato alla mente i lavori nelle Assemblee ONU (ho partecpato a quelli sulla Società dell'Informazione e agli IGF) e i documenti risultanti dove, per i progetti volti alla promozione sociale e al miglioramento della qualità di vita, si consiglia sempre la collaborazione tra tutti i portatori di interesse: Stato, aziende, società civile e organizzazioni internazionali.

La società civile, di cui tutti noi facciamo parte come singoli e come associazioni, ancora fatica ad assumere un ruolo di partner dello stesso peso delle Istituzioni o del mercato. Fatica perché non riesce a coordinarsi per esercitare, accanto alla funzione di controllo e denuncia, anche un ruolo propositivo e attivo nella creazione di nuove opportunità e nuove soluzioni ai problemi.

E'  questo concorso della società civile che Luigino Bruni auspica quando scrive: “Sulla gestione dell’acqua si sono formati due partiti: quello che vuole mantenere la gestione pubblica (cioè affidata alla pubblica amministrazione) e quello che vuole affidarla al mercato. (...) Questa visione dicotomica è una malattia molto italiana (e latina), dove continuiamo a vedere il mondo sociale a due dimensioni, trascurando un terzo elemento (non terzo settore, attenzione) che si chiama società civile”.

Bruni parla di 'imprese sociali' che “siano frutto di un’alleanza tra pubblico, imprese e società civile. È ciò non significa proibire per legge i profitti alle imprese sociali (anche perché occorreranno capitali significativi), ma porre limiti a questi (non si parla di imprese “non profit” ma “low profit”), prevedere governance pluralistiche e con più soggetti coinvolti nelle decisioni, istituire profondi legami con le comunità locali interessate alla gestione dell’acqua”,  e precisa che questo varrebbe per ogni gestione di beni comuni.

A chi è interessato segnalo che sul sito edc-online c'è una interessante raccolta di articoli di Luigino Bruni