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Nedo Pozzi alla diretta del 14/10/2011

Brani dal diario di Igino Giordani

NedoPozzi_20111014Iniziamo con dei pensieri tratti dal diario di Igino Giordani, grande uomo di cultura, politico, giornalista e credente che si sforzò tutta la vita di praticare il cristianesimo. Fece l'esperienza della guerra, dove fu ferito, ma non ebbe mai l'ardire di sparare ad un uomo. Fu parlamentare con De Gasperi e si deve a lui la prima proposta per una legge sull'obiezione di coscienza al servizio militare.
Questi brani sono precedenti all'incontro con Chiara Lubich, che ebbe in parlamento nel settembre del 1948. La Lubich lo considerò sempre un co-fondatore del Movimento dei Focolari.

27 dicembre 1942
L'amore risolve tutto: cura tutte le piaghe, compensa tutti i danni, e libera da tutte le servitù.
Sottrai l'amore alla vita, e la vita si assidera.
Sottrai l'amore ai rapporti sociali, e la terra diventa tutta un'Artide.
E' la mancanza di carità, che ha fatto della vita umana il mestiere più difficile: tragico.

20 gennaio 1946
La carità impedisce alla verità di divenire superba e di farsi strumento e pretesto d'assolutismo e intransigenza. Verità, con carità. Questa è il sangue che dà al cervello purezza e giovinezza.

14 luglio 1948
E che altro vuol dire “sbagliare” nel rapporto con gli uomini, se non venir meno all'amore? Agostino aveva visto nel midollo del cristianesimo quando aveva visto che chi ama non falla (sbaglia). Falla chi non ama.
Insomma sempre si torna lì: l'amore è la forma che la verità prende nel sentimento; e la verità è la forma che l'amore prende nell'intelletto; e la verità-amore è lo stesso che la vita, poiché è lo Spirito di Dio, che è vita.
Vogliamo fare una politica fuori di questa realtà, ed ecco che ogni momento si frana, così come la salute, quando il corpo è cibato con surrogati, d'ogni parte si deteriora.
E di quanto ci si distacca dall'amore di tanto ci si avvicina alla morte, per la strada dell'odio, della violenza, della menzogna, tutte queste violazioni della verità-amore.

5 agosto 1948
L'amore tende, come il fuoco, all'alto, avido di tornare a Dio, da cui deriva. Vampando solo verso l'alto, per investire tutte le creature, deve iniziarsi dal basso: comincaire dal piancito terrestre, per lanciarsi verso l'azzurro celeste. Più comincia dal basso e più anime investe, più mondo possiede. E poiché esso si concretizza in servizio, per servire si mette al di sotto del più abietto essere umano perché neppur lui si sottragga al calore.
Per questo l'umiltà, che è il mettersi sull'humus, sulla terra, rovesciando tutti gli sgabelli, i pioli, i trabiccoli e le pedane per mettercisi sopra. Chi si mette sopra rinuncia a qualcuno, a qualche cosa: è in quel qualcuno la rappresentanza di Dio, è qualcosa di divino; sicché, quanto più uno si insuperbisce, cioè si mette sopra, tanto più impoverisce.

 

(Da "Diario di Fuoco"