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varie

da un'omelia natalizia di Giuseppe Dossetti

Non far domande al Bambino Gesù

Presepe: foto di Thomas Klann

(...) i pastori hanno visto una grande luce, ma poi sono stati invitati ad andare e la luce è scomparsa, e quando sono arrivati hanno trovato solo un piccolo infante non più illuminato dai raggi celesti, un bambino come gli altri, in una condizione più povera degli altri, ancora più misera e ancora più impotente.

(...) A questo bambino non possiamo chiedere: Perché non fai i miracoli? Perché non vengono tutti palesemente alla tua grotta ad adorarti? Perché non ti manifesti in modo radioso e trionfante, perché non riesci a fare una trasformazione evidente di tutta l'umanità?
Sarebbe assurdo parlare con un bambino, non risponde.

(...) ecco la necessità di chiedere a Dio una fede più viva, più penetrante, più qualificatamente cristiana, che metta insieme il mistero della discesa di Dio e del suo annientamento con il riconoscimento della sua potenza pur in queste apparenze così povere e così annullate.
Per poter far questo occorre che noi accettiamo in pieno le vie di Dio, le vie della semplicità, dell'umiltà, della povertà, dell'umiliazione.
Quando ciascuno di noi le avesse accettate anche solo un poco, ma con una accettazione vera, piano piano si farebbe una grande luce, potremmo vedere verificate tutte le promesse di Dio, e si farebbe un grande splendore anche su quelli che sembrano gli angoli più tenebrosi della terra.
Tutto si ricomporrebbe per noi in una luce di armonia e di verità, di giustizia e di pace già realizzate nonostante i contrasti e le apparenze.
Ma occorre farsi piccoli e non far domande al bambino Gesù...