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varie

di Loredana Birzoli

Ciò che avrei voluto dirvi

Cari amici, scrivo ciò che avrei voluto dirvi nell'ultimo stimolante incontro di NetOne dedicato al tema della reciprocità.

Parto da una riflessione di Madre Teresa di Calcutta che mi sembra davvero inerente. "Oggi non abbiamo più neppure il tempo per guardarci, per parlarci, per darci reciprocamente gioia. La gente è affamata d'amore ma siamo tutti troppo indaffarati."


Così anche noi giornalisti, primi cittadini di questo "areopago del mondo moderno", manchiamo spesso alla nostra vera missione: comunicare, cioè entrare in contatto con l'altro. Ed ogni vero contatto non può prescindere dall'Amore. Troppo spesso le nostre malcelate paure, il desiderio di imporre la propria volontà, la tentazione della facile sopraffazione, impediscono il fluire dolce e appagante dell'intimo contatto interpersonale. Il problema, che riguarda in primis i rapporti tra colleghi, si allarga poi alla dimensione professionale.

Diceva Giovanni Paolo II che "I media hanno un potenziale enorme per promuovere la pace e costruire ponti di dialogo tra gli popoli." Ma, sorge spontanea la domanda: si può adempiere a questo alto compito etico se prima non si provano a costruire ponti di dialogo tra gli uomini stessi?

Credo, purtroppo, che anche gli operatori dei mass media - innegabilmente una delle grandi forze che oggi governa il mondo - non sfuggano al rischio della passività, del torpore spirituale. Molti di noi talvolta tradiscono il peculiare mandato di "informare per formare", dimenticando che la posta in gioco è altissima, che la partita si gioca nel delicatissimo campo della coscienza, soprattutto dei più giovani.

Occorre risvegliarsi in fretta, agire - ognuno nel suo ambito -  perché la solitudine interiore non prenda il sopravvento trasformando questo meraviglioso mondo in un deserto per lo spirito.