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varie

di Chiara Bernasconi

 Elementare, Watson

gufo

Per comunicare con efficacia – suggerivano gli antichi grandi esperti di retorica – occorrono tre cose fondamentali:

1) avere qualcosa da dire
2) dirlo
3) smettere di dire

"Elementare, Watson", verrebbe da commentare. Eppure è una vera rarità veder praticato il primo e il terzo di questi suggerimenti.

Aggiungerei che perché la comunicazione si realizzi occorre anche qualcuno che ascolti. Altra ovvietà degna di Monsieur De Lapalisse, sembrerebbe. Ma chi non ha mai fatto l'esperienza vagamente surreale di ascoltare due persone che parlano contemporaneamente tra loro come due radio accese che trasmettano argomenti diversi?

Qualche suggerimento per non smarrirsi tra la nuvolaglia di sillabe e non disperdersi negli spazi siderali della nullologia arriva nientemeno che dall'antico mondo giudaico.

Qualcuno ha scritto parole che suonano sacrosante a noi che siamo pericolosamente in orbita nella bla-bla sfera.

SETTE DOTI DEL SAPIENTE

In sette cose l'uomo intelligente si distingue dallo stupido.

1. L'intelligente non parla davanti a chi è più sapiente di lui.

2. Non interrompe il discorso di un altro.

3. Non si affretta a rispondere.

4. Fa domande pertinenti e dà risposte appropriate.

5. Dice all'inizio ciò che va detto all'inizio e alla fine ciò che va detto alla fine.

6. Riconosce ciò che non conosce.

7. È disposto sempre a riconoscere la verità.

da Pirqê Abôt, “Detti dei padri” della tradizione giudaica antica (Detti di rabbini , ed. Qiqajon).