Text Size

varie

di Donata Schiavoni

Comunicazione di pubblica utilità per ipervedenti

differenziata.jpg Uno slogan pubblicitario di un’industria cartaria italiana tempo fa sanciva “il mezzo fa la differenza”.

Io penso che oggi la differenza nella comunicazione visiva la faccia, oltre alla competenza professionale, soprattutto la considerazione che committenti e progettisti designer hanno dei loro fruitori; il senso di chi è per loro “l’altro” a cui si rivolgono, se un partner o un oggetto.

 Nella mia città da un mese e mezzo è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta”  e anche nella mia abitazione sono arrivati i raccoglitori appositi, di diverso colore a seconda della tipologia di materiale da contenere. Senz'altro una bella cosa, un impegno da intensificare.

Sono rimasta male però quando ho preso in mano il piccolo pieghevole 3 ante con le istruzioni su come procedere.

All’interno c'era stilato un elenco di oltre 130 materiali, impaginato su un fondo verde scuro. Il testo era in nero chiaro con corpo 7 e senza il minimo uso dei colori o del neretto per visualizzare al meglio la destinazione nei diversi contenitori.

Solo testo. Dopo aver letto la prima colonna ho già perso mezzo grado di vista. Di sicuro non fa venir voglia di cominciare.

Ho richiuso il pieghevole e, pensando che a casa c’è una persona anziana che potrebbe far fatica a leggere, ne ho fatto una fotocopia ingrandita: macchè, è venuto peggio, illegibile!

Sono ricorsa allora ad Internet e per fortuna mi è andata meglio: sul sito web del Comune ho trovato facilmente un testo al riguardo, più chiaro e con informazioni più dettagliate.

E’ vero, possiamo e dobbiamo fare tanto di più come cittadini responsabili, ma è altrettanto vero che la comunicazione di pubblica utilità potrebbe essere pensata molto meglio. Ciò renderebbe  le cose più semplici, interessanti e coinvolgenti. Le informazioni utili, se offerte in una modalità adatta a tutti senza discriminazioni, in una grafica che attira, favorirebbero l'impegno a migliorare insieme la realtà dove viviamo.

Noi progettisti (mi occupo anch'io del settore) dobbiamo assumerci le nostre responsabilità al riguardo.