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di Maria Rosa Logozzo

Ogni storia umana è una storia sacra

Statua dell'Immacolata a Piazza di Spagna - RomaPer chi non l’avesse letto segnalo il discorso rivolto da Benedetto XVI alla città di Roma in occasione del tradizionale appuntamento a Piazza di Spagna per venerare l’Immacolata.

A sorpresa il Papa ha portato l’attenzione sui mass media, evidenziando come, ogni giorno, “attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono”.

Nella città vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso”.
Benedetto XVI ribadisce che “ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto”.

I mass media tendono a farci sentire sempre ‘spettatori’, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti ‘attori’ e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri.

Poi il Papa fa un parallelo tra l’inquinamento atmosferico e il meno percepibile ma pericoloso ‘inquinamento dello Spirito’, “che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia… "

E qui fa una costatazione semplice ma proprio per questo di grande bellezza: "La città è fatta di volti" . Svariate motivazioni - il Papa le indica come 'dinamiche collettive' - "possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e questi corpi perdono l’anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili".

Ed ecco che "Maria Immacolata ci aiuta a riscoprire e difendere la profondità delle persone , perché in lei vi è perfetta trasparenza dell’anima nel corpo (…),ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per guardare gli altri come li guarda Lui: a partire dal cuore. E a guardarli con misericordia, con amore, con tenerezza infinita, specialmente quelli più soli, disprezzati, sfruttati.”.

Benedetto XVI rende omaggio pubblicamente a quanti “in silenzio, non a parole ma con i fatti” cercano di mettere in pratica la legge evangelica dell’amore “che manda avanti il mondo”. Raramente essi fanno notizia. Ma “hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società.
Questo, per il Papa, è il messaggio di speranza di Maria.