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varie

di Raffaele Cardarelli

Profondità e superficialità: quale il percorso ottimale?

GaraVela(un commento al post sul dialogo Baricco - Scalfari)

Guardando (con scarsa competenza) le gare di vela della Coppa America, mi ha colpito il fatto che che le barche non si dirigono mai in direzione della boa di arrivo, bensì a zig-zag, per ottimizzare la spinta del vento.
In pratica, rispetto al "percorso ottimale" (linea che unisce la boa di partenza a quella di arrivo), i concorrenti si trovano sempre "troppo a sinistra" o "troppo a destra".
Ma, prima o poi, arrivano comunque al traguardo.

Secondo me la storia dell'umanità assomiglia al percorso di una gara di vela.
I periodi storici eccessivamente "normativi" (che capitano spesso in situazioni economiche difficili), non riuscendo a "radicarsi" in profondità nel tessuto sociale, provocano una "reazione/azione verso il liberismo", con il rischio, soprattutto nella fase iniziale di questo cambiamento, di "buttare via il bambino con l'acqua sporca".

 

In Italia, il periodo maschilista-nonnista-normativo degli anni '20-60 - dove gli "anziani" erano ascoltati e rispettati, gli insegnanti e i genitori temuti, le norme osservate... - ha prodotto alcuni "effetti collaterali", tra i quali: maschilismo, penalizzazione/frustrazione della parte giovane della società, ipocrisia ("cara suocera! che gioia vederti!") .

L'arrivo del progresso/benessere - che per nutrire lo sviluppo economico, necessitava di apertura al "consumo" -  ha ribaltato molti stili di vita/atteggiamenti (capelli lunghi per i maschi, liberismo sessuale, giovane=bello, vecchio=sfigato), favorendo i "codici giovanili" (velocità, multi-tasking, novità) rispetto ai "codici adulti" (riflessione, profondità, rigore).

Tuttavia, dopo un'iniziale "fase di assestamento", profondità e superficialità, norma e liberismo, produrranno sinergicamente l'evoluzione. Anche perchè si sono generati vicendevolmente...