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di Daniela Maccari, dal Forum di Quito

La "torta africana"

Social-Forum-QuitoGli applausi per il congolese Victor Nzuzi sono partiti ancora prima che cominciasse a parlare, quando nella presentazione è stato detto che arrivava dopo due giorni di viaggio. “Sono molto contento di essere qui. Vengo dalla Repubblica Democratica del Congo, beh non saprei se è proprio democratica” ha esordito, e da questo momento il ‘leader campesino’ congolese ha conquistato l’assemblea che ha più volte applaudito l’esposizione ampiamente gesticolata, con una voce forte e convincente, mentre con il dito puntava i diversi paesi dell’Africa di cui parlava utilizzando due grandi carte geografiche sostenute da due ragazze.

Parlando di frontiere ha ricordato che quelle africane sono il risultato della divisione coloniale della “torta africana” e che hanno separato la stessa etnia in diverse nazioni. L’argomento di maggior impatto è stato però la capacità di sensibilizzare sulla contraddizione “povertà – ricchezza” dell’Africa che ha dimostrato ripercorrendo il continente, paese per paese, con tutte le sue povertà e con tutte le sue risorse che, come le persone raggiungono i paesi dell’Europa “sin papiers”. Più volte ha ripetuto che le guerre dell’Africa trasmesse dai media come guerre tribali sono guerre per le risorse e che tutti devono sapere da dove viene il coltan che si incontra nei cellulari e nei computer. Vengono da un paese che ha fatto 5 milioni di morti…

 

Alla fine dei tre interventi, tra cui la brillante esposizione dell’ex presidente dell’Assemblea Costituente dell’Ecuador ed ex ministro di Energia e Risorse minerarie, l’economista Alberto Acosta, sulle Crisi Globali e i flussi migratori, la maggioranza delle domande sono piovute sull’attivista congolese del Movimento mondiale Via Campesina  che si è nuovamente alzato in piedi per esprimere meglio quello che sa, quello che ha visto, quello che, come africano e come congolese vive e denuncia con un’energia che contagia il pubblico.

 

Domani, 3° giorno del Forum è da sottolineare la presenza dei rappresentanti dei movimenti indigeni dell’Ecuador, tra cui Luís Macas, expresidente della CONAIE (Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador) e di Marlon Santi dello stesso movimento.

Interverrano nelle esposizioni della mattinata anche la antropologa brasiliana Bela Feldman-Bianco e l’editore William Fletcher (USA) attivista per la giustizia razziale e presidente del Trans African Forum e fondatore del Congresso Radicale Negro.

A domani una nota sulla presenza di due gruppi di religiose latinoamericane, le brasiliane Scalabriniane e le Domenicane della Presentazione, impegnate in prima persona nel mondo e nell’Organizzazione della Mobilità umana. 

Da Quito, 9 ottobre 2010, Daniela Maccari – missionaria comboniana

In margine anzi 'dentro' al Social Forum con Daniele Comboni

Oggi, 10 ottobre, anniversario del dies natalis di Daniele Comboni, la signora Ofelia, afroecuatoriana, membro e attivista di diverse associazioni, e volontaria in questo evento, mi comunica con entusiasmo come il carisma del grande missionario si sente e opera in questa sede, per il fatto che anche i missionari siamo “migranti” popolo in movimento a causa del vangelo.
Nostro padre Comboni, iniziatore di tutto il movimiento del popolo afro, del lavoro missionario a favore dei più vulnerabili dell’Ecuador che siamo noi, gli afroecuatoriani, sarebbe qui certamente, per conoscere tutte queste organizzazioni e il loro lavoro, per ascoltare le loro proposte, per entrare in rete con associazioni di altri paesi e in questo modo avrebbe anche l’opportunità di far conoscere il lavoro missionario e dare speranza a chi lotta per la giustizia e per un mondo diverso. In altre parole il Social Forum è un grande spazio di dialogo e Comboni ci sarebbe senz’altro per ascoltare e proporre, perchè tutti impariamo qualcosa da tutti”.

Da Quito, 10 ottobre 2010, Daniela Maccari – missionaria comboniana

Primo reportage da Quito